BepiColombo si accende: prima luce per SIMBIO-SYS, lo strumento italiano che studierà Mercurio

Dopo 8 anni di viaggio nel Sistema Solare, il sofisticato apparato SIMBIO-SYS ha acceso i suoi 3 canali ottici. Un successo cruciale per la missione dell'ESA in vista dell'arrivo in orbita previsto a novembre 2026

Un nuovo fondamentale traguardo segna l’avanzamento della sonda BepiColombo, la prestigiosa missione congiunta dell’ESA e dell’agenzia giapponese JAXA destinata allo studio ravvicinato di Mercurio. Il 15 settembre il potente strumento SIMBIO-SYS ha acceso per la 1ª volta i suoi 3 canali ottici nella configurazione finale, acquisendo la prima immagine assoluta e confermando il perfetto funzionamento dell’intero apparato. Questa tanto attesa prima luce arriva dopo ben 8 anni di crociera nelle profondità del Sistema Solare e segue la delicata separazione del modulo di trasferimento avvenuta il 3 settembre. I dati di telemetria testimoniano che tutto procede nel migliore dei modi per questo gioiello tecnologico, il quale rappresenta una vera e propria eccellenza della missione in cui l’Italia è assoluta protagonista grazie al forte supporto dell’ASI, alla guida scientifica dell’INAF e all’imprescindibile contributo della nostra industria nazionale. Nelle prossime settimane il team configurerà tutte le necessarie opzioni operative.

I 3 occhi dello strumento per svelare il pianeta

SIMBIO-SYS studierà il corpo celeste da prospettive complementari grazie a 3 canali che lavoreranno in perfetta sinergia per restituire un ritratto completo, unendo modelli topografici, altissima risoluzione e composizione chimica. Il 1° è lo Stereo Imaging Channel, dedicato all’imaging stereoscopico da 2 diverse angolazioni. In questo modo permetterà di creare la 1ª mappa globale in 3 dimensioni del pianeta, arrivando a una risoluzione di 60 metri per pixel per riconoscere crateri, morfologie vulcaniche e strutture tettoniche. Il 2° è l’High Resolution Imaging Channel, progettato per scendere nei minimi dettagli della superficie con una risoluzione di 6 metri per pixel. Il 3° è il Visible and Near-Infrared Hyperspectral Imager, un canale per l’analisi iperspettrale che esaminerà la luce riflessa nel visibile e nel vicino infrarosso per determinare di quali materiali e minerali è composto il suolo. Le informazioni di questi 3 strumenti saranno raccolte e interpretate insieme per offrire una visione mai avuta prima della storia geologica del pianeta.

Il successo italiano e le voci dei protagonisti

Dietro questo apparato c’è un team di 118 ingegneri e scienziati provenienti da 12 Paesi, ma l’Italia ricopre un ruolo di assoluta leadership. L’ASI ha sostenuto lo sviluppo con il supporto dell’Agenzia Spaziale Francese, l’INAF ne guida la componente scientifica e Leonardo è il partner industriale. Raffaele Pepe, responsabile ASI per le attività scientifiche e industriali dello strumento, ha dichiarato: “La prima luce di SIMBIO-SYS è un momento particolarmente significativo per tutto il team dello strumento: dopo quasi otto anni di crociera interplanetaria, lo strumento ha acquisito le sue prime immagini. Queste immagini rappresentano innanzitutto una conferma dello stato di salute dello strumento e ci hanno permesso di verificare il corretto funzionamento dei sistemi di acquisizione, dopo un viaggio così lungo e complesso. Si tratta quindi di un passaggio fondamentale in vista delle prossime attività scientifiche della missione. Un risultato importante per la comunità scientifica e industriale italiana, che ha contribuito in modo significativo alla realizzazione di SIMBIO-SYS e alla sua preparazione per questa complessa missione verso Mercurio”.

Alle sue parole si uniscono quelle di Gabriele Cremonese, ricercatore INAF responsabile scientifico dello strumento: “Sebbene questo sia il primo tentativo di osservare il cielo con SIMBIO-SYS, siamo stati in grado di catturare alcune stelle come puntini luminosi con STC. Siamo estremamente soddisfatti di questo risultato, poiché esso conferma il potenziale dello strumento per garantire prestazioni eccellenti una volta che inizieremo a osservare Mercurio. Siamo entusiasti che l’osservazione scientifica del pianeta possa iniziare con la missione nominale ad aprile del 2027. Questa prima luce conferma l’eccellenza della comunità scientifica e dell’industria italiana, insieme all’Agenzia Spaziale Italiana, nella realizzazione di strumenti spaziali”.

Le prossime tappe nel Sistema Solare

Mercurio è il pianeta roccioso più piccolo e più vicino al Sole, ed è l’unico corpo planetario interno oltre alla Terra a possedere un campo magnetico globale. Lanciata a ottobre 2018, la sonda BepiColombo sta per iniziare la fase finale della sua immensa traversata spaziale. L’inserimento nell’orbita del pianeta comincerà il 21 novembre 2026, aprendo le porte alla grande fase scientifica. Poco dopo, tra il 9 e il 10 dicembre 2026, avverrà l’attesa separazione delle 2 sonde principali: il Mercury Planetary Orbiter dell’ESA e il Mercury Magnetospheric Orbiter della JAXA. A partire da questa decisiva separazione, BepiColombo diventerà la 1ª missione della storia a studiare Mercurio operando in simultanea con 2 sonde in orbita, pronte a riscrivere la storia della formazione planetaria.