Un secolo di storia al servizio della scienza, della cultura e della diffusione del sapere. La Biblioteca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) “G. Marconi” ha inaugurato oggi, 23 ottobre 2026, le celebrazioni per il suo centenario, aprendo un percorso che accompagnerà l’istituzione fino al 23 ottobre 2027. Un anniversario che valorizza il ruolo di una delle realtà di riferimento per la conservazione e l’accessibilità del patrimonio scientifico italiano, custode di oltre un milione di volumi e impegnata anche nella funzione di deposito legale. La giornata inaugurale ha rappresentato un’occasione di confronto sul valore della conoscenza come bene comune e sulla funzione che le biblioteche continuano a svolgere nella società contemporanea. Al centro dell’iniziativa non soltanto la memoria di un’istituzione fondata da Guglielmo Marconi nel 1927, ma anche le prospettive offerte dalla digitalizzazione, dal dialogo tra ricerca e cittadini e dal coinvolgimento delle nuove generazioni.
Centenario della Biblioteca del CNR: oltre 30 eventi fino a ottobre 2027
Le celebrazioni non si esauriranno nella cerimonia inaugurale. Il programma del centenario prevede infatti oltre 30 eventi, distribuiti nei prossimi dodici mesi e rivolti a studenti, ricercatori, cittadini e comunità accademica. Un calendario di iniziative trasversali attraverso il quale la Biblioteca intende valorizzare il patrimonio accumulato in cento anni di attività e rafforzare il proprio ruolo di collegamento tra la ricerca scientifica e la società. A illustrare il significato di questo percorso è stato Giovanni De Simone, direttore della Biblioteca del CNR, intervenuto in occasione della consegna dell’edizione limitata della tessera commemorativa della Biblioteca. “Nei prossimi mesi saranno realizzati oltre 30 eventi trasversali, aperti a studenti, ricercatori, cittadini e comunità accademica. L’anniversario è un momento di memoria e al tempo stesso di progettazione del futuro. È il centenario di un’istituzione culturale che vuole fare di questo secolo di storia la premessa per rimanere ponte tra ricerca e società, laboratorio di futuro”. Il programma si inserisce dunque in una prospettiva che affianca alla conservazione dei documenti scientifici la volontà di rendere la conoscenza sempre più accessibile, mantenendo vivo il rapporto tra le istituzioni culturali, il mondo accademico e la collettività.
Andrea Lenzi: “la biblioteca custodisce anche ciò che dobbiamo ancora scoprire”
Tra gli interventi della giornata inaugurale quello di Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha richiamato l’eredità culturale e scientifica lasciata da Guglielmo Marconi, sottolineando come una biblioteca non debba essere considerata soltanto un luogo destinato alla conservazione dei documenti, ma uno spazio dinamico in cui prendono forma nuove possibilità di ricerca. “Una biblioteca custodisce non soltanto ciò che l’umanità ha scoperto, ma anche le possibilità di ciò che deve ancora scoprire. E questa è l’eredità più preziosa che Marconi ci consegna: non smettere mai di cercare, di connettere, di esplorare”, dichiara Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il presidente ha poi evidenziato il valore della circolazione del sapere e il legame profondo tra patrimonio culturale e memoria collettiva. “Non un luogo in cui il sapere si ferma o si deposita come polvere sugli scaffali, ma uno spazio da cui la conoscenza riparte, si arricchisce nel confronto e si diffonde. Quando una biblioteca viene colpita o messa sotto assedio non perdiamo soltanto un patrimonio culturale, ma anche una parte della nostra memoria collettiva”. Parole che collocano il centenario della Biblioteca “G. Marconi” in una riflessione più ampia sulla tutela delle istituzioni culturali e sulla loro capacità di alimentare il progresso scientifico attraverso la condivisione delle conoscenze.
Gianni Letta: “il valore della cultura e la sfida della digitalizzazione”
Un altro tema centrale delle celebrazioni riguarda l’evoluzione delle biblioteche nell’era digitale. La digitalizzazione del patrimonio scientifico rappresenta infatti uno degli strumenti attraverso i quali la Biblioteca del CNR continua ad aggiornare le proprie attività, coniugando la conservazione della documentazione storica con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Su questo aspetto si è soffermato Gianni Letta, presidente del “Premio CNR Citizen Science: Biblioteca G. Marconi”, che ha attribuito un particolare significato alla scelta di celebrare il centenario dell’istituzione. “Il CNR ha tanti meriti, cui oggi ne aggiunge un altro, quasi controcorrente, perché di questi tempi festeggiare i cento anni di una biblioteca è un merito altissimo: significa evidenziare all’opinione pubblica i valori della cultura che tengono insieme un popolo e che possono garantire lo studio e la conoscenza del passato per gestire il presente e preparare l’avvenire”, osserva Gianni Letta, presidente del “Premio CNR Citizen Science: Biblioteca G. Marconi”, “come fa questa biblioteca, adeguandosi all’aggiornamento tecnologico attraverso la digitalizzazione del suo patrimonio. E coinvolgendo i giovani nel concorso per il logo della Biblioteca, che li ha stimolati a studiare la storia dell’Italia e i grandi personaggi, come Guglielmo Marconi”. Accanto alla trasformazione tecnologica, emerge così anche l’attenzione verso il coinvolgimento dei giovani. Il concorso per la realizzazione del logo della Biblioteca ha offerto un’occasione per approfondire la storia italiana e il contributo di personalità che hanno segnato il progresso scientifico del Paese, a partire proprio dal fondatore dell’istituzione.
La testimonianza di Maria Elettra Marconi Giovanelli sul padre Guglielmo Marconi
Uno dei momenti più significativi della cerimonia è stato l’intervento di Maria Elettra Marconi Giovanelli, figlia del premio Nobel Guglielmo Marconi, che ha condiviso il ricordo del padre e della sua visione del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La testimonianza ha riportato l’attenzione alle origini dell’istituzione e alla convinzione di Marconi che il progresso scientifico richiedesse luoghi capaci di accogliere le idee innovative e di offrire opportunità concrete a chi desiderava svilupparle. “Considerava il Consiglio Nazionale delle Ricerche un luogo assolutamente indispensabile per sviluppare le idee innovative e accogliere chi ne avesse. Tutte le persone portate per l’arte e per la scienza, tra cui figure come Enrico Fermi, secondo mio padre meritavano uno spazio in cui crescere e realizzarsi. Per questo si è impegnato con grande determinazione nell’organizzare, costruire e portare avanti il progetto del CNR”. Nel ricordo di Maria Elettra Marconi Giovanelli emerge la concezione della ricerca scientifica come opportunità di crescita e realizzazione, sostenuta dalla necessità di creare strutture e istituzioni capaci di favorire il talento. Una visione che collega direttamente la fondazione della Biblioteca nel 1927 alla più ampia attività svolta da Guglielmo Marconi per lo sviluppo del CNR.
Un patrimonio scientifico di oltre un milione di volumi al servizio della conoscenza
La Biblioteca “G. Marconi” conserva un patrimonio di oltre un milione di volumi e svolge il ruolo di deposito legale per il patrimonio scientifico italiano. Una funzione che ne sottolinea l’importanza nella conservazione della produzione scientifica e nella possibilità di renderla accessibile nel tempo. Il centenario offre l’occasione per mettere in evidenza il significato di questa attività, che attraversa un secolo di trasformazioni nella ricerca, nell’editoria e nei sistemi di diffusione delle informazioni. La conservazione delle opere si accompagna oggi all’aggiornamento tecnologico e alla digitalizzazione, strumenti che contribuiscono all’evoluzione delle modalità di accesso al sapere. È proprio il rapporto tra memoria scientifica, innovazione e condivisione della conoscenza a caratterizzare il percorso celebrativo avviato dal CNR. Un’impostazione che riconosce alle biblioteche una funzione culturale e sociale che va oltre la semplice custodia dei libri, valorizzandone il contributo alla formazione, allo studio e alla ricerca.
La cerimonia inaugurale tra scienza, scuola, cultura e partecipazione civica
La giornata di apertura del centenario ha riunito rappresentanti del mondo della ricerca, della scuola, della cultura e della partecipazione civica, offrendo differenti prospettive sul ruolo delle biblioteche nella società. Alla cerimonia hanno partecipato anche Anna Lisa Mandorino di Cittadinanzattiva, i fumettisti Giuseppe Palumbo e Gabriele Peddes, Roberto Natalini, direttore del CNR-IAC, e Anna Paola Sabatini dell’Ufficio scolastico regionale. A moderare l’incontro è stato Marco Castellazzi. Con l’apertura delle celebrazioni, la Biblioteca del Consiglio Nazionale delle Ricerche “G. Marconi” avvia dunque un anno di iniziative che terminerà il 23 ottobre 2027, data conclusiva del programma per il centenario. Al centro del percorso rimangono la valorizzazione di cento anni di storia, la conservazione del patrimonio scientifico italiano e la volontà di consolidare il rapporto tra ricerca, cultura e società, nel segno dell’eredità di Guglielmo Marconi.


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