I finanziamenti globali per la biodiversità sono in aumento e, tra il 2023 e il 2025, hanno raggiunto un valore stimato compreso tra 74,9 e 92,4 miliardi di dollari all’anno. È quanto emerge dalla nuova analisi dell’OCSE, contenuta nel rapporto An Overview of Global Biodiversity Finance, che ricostruisce la dimensione e l’evoluzione delle risorse pubbliche e private destinate alla tutela della natura e degli ecosistemi. Il quadro delineato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico mostra una crescita che interessa diverse fonti di finanziamento. A sostenere la quota maggiore della spesa mondiale continua a essere il settore pubblico nazionale, ma nello stesso periodo sono aumentati anche i flussi internazionali e gli investimenti privati. L’analisi arriva in una fase particolarmente delicata per le politiche internazionali sulla natura. La perdita di biodiversità continua infatti a rappresentare una delle principali sfide ambientali globali e, secondo l’OCSE, per invertire questa tendenza sarà necessario mobilitare risorse finanziarie su una scala significativamente maggiore.
La spesa pubblica nazionale rappresenta circa due terzi dei finanziamenti
La componente più rilevante dei finanziamenti destinati alla biodiversità continua a essere rappresentata dalla spesa pubblica nazionale. Secondo le stime dell’OCSE, tra il 2023 e il 2025 questa voce ha raggiunto un valore annuo compreso tra 46 e 63,5 miliardi di dollari, pari a circa due terzi del totale dei finanziamenti globali per la biodiversità. Si tratta delle risorse stanziate direttamente dai governi all’interno dei singoli Paesi per sostenere programmi, investimenti e politiche legati alla conservazione della natura, alla protezione degli habitat e più in generale agli obiettivi connessi alla biodiversità. I dati disponibili mostrano inoltre che questa componente ha registrato una crescita significativa rispetto agli anni precedenti. Considerando 63 Paesi per i quali sono disponibili serie storiche coerenti e confrontabili, la spesa pubblica nazionale è infatti aumentata del 16% tra il periodo 2018-2020 e il 2023-2024.
Finanza pubblica internazionale a 16,1 miliardi di dollari l’anno
Accanto alla spesa sostenuta direttamente dai singoli Stati, un ruolo importante è svolto dalla finanza pubblica internazionale, che comprende sia gli aiuti bilaterali sia quelli multilaterali riconducibili all’assistenza ufficiale allo sviluppo. Questi flussi hanno contribuito in media con 16,1 miliardi di dollari all’anno. Il dato assume particolare rilievo osservando l’evoluzione rispetto al periodo precedente: tra il 2018-2020 e il 2023-2024, la finanza pubblica internazionale destinata alla biodiversità è cresciuta complessivamente del 94%. La dinamica testimonia una crescente attenzione internazionale verso il finanziamento delle politiche per la natura, anche attraverso programmi di cooperazione e strumenti multilaterali rivolti ai Paesi che necessitano di maggiore sostegno economico per realizzare interventi di conservazione e tutela degli ecosistemi.
Investimenti privati in crescita del 73%
Anche il settore privato sta assumendo un peso crescente nel finanziamento della biodiversità. Secondo i dati contenuti nel rapporto dell’OCSE, la finanza privata nazionale e internazionale ha contribuito con circa 12,9 miliardi di dollari. L’aumento registrato negli ultimi anni è consistente. Gli investimenti privati destinati alla biodiversità risultano cresciuti del 73% tra il 2018-2020 e il 2023-2025. L’evidenza raccolta dall’OCSE indica quindi che la crescita delle risorse non riguarda soltanto i bilanci pubblici, ma coinvolge in misura crescente anche i capitali privati. Proprio la capacità di attrarre investimenti provenienti da imprese, istituzioni finanziarie e altri soggetti privati viene considerata una componente fondamentale per ampliare la disponibilità complessiva di risorse destinate alla natura.
Per invertire la perdita di biodiversità servono capitali su scala molto maggiore
Nonostante l’incremento osservato negli ultimi anni, il rapporto sottolinea che invertire la perdita di biodiversità richiederà uno sforzo molto più ambizioso nella mobilitazione dei finanziamenti. La crescita dei flussi pubblici e privati rappresenta un segnale significativo, ma la dimensione della sfida impone di aumentare ulteriormente le risorse disponibili e di indirizzarle in maniera efficace verso gli interventi in grado di contribuire alla conservazione degli ecosistemi e alla protezione del capitale naturale. Una delle questioni centrali individuate dall’OCSE riguarda proprio la necessità di comprendere con maggiore precisione dove siano indirizzati i finanziamenti, come vengano contabilizzati e quali siano le tendenze effettive a livello internazionale.
L’OCSE chiede dati più omogenei, trasparenti e confrontabili
Un altro punto fondamentale del rapporto riguarda il miglioramento dei sistemi di monitoraggio e rendicontazione dei finanziamenti per la biodiversità. Secondo l’OCSE, una maggiore capacità di tracciare le risorse consentirebbe di ottenere un quadro più chiaro delle tendenze finanziarie globali e di sostenere in maniera più efficace gli sforzi necessari per aumentare i capitali destinati alla natura. Il rapporto propone per questo diverse opzioni finalizzate a migliorare la coerenza dei dati, la comparabilità internazionale, la copertura delle informazioni disponibili e la trasparenza dei sistemi utilizzati per misurare la finanza destinata alla biodiversità. La disponibilità di informazioni più uniformi e confrontabili tra i diversi Paesi viene considerata essenziale per valutare l’evoluzione degli investimenti nel tempo e comprendere in maniera più precisa quanto capitale venga realmente mobilitato a favore degli ecosistemi.
Biodiversità e COP17, i nuovi dati alla vigilia del vertice di Yerevan
I risultati dell’analisi arrivano mentre i Paesi si preparano alla 17ª Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica, la COP17, che si svolgerà a Yerevan, in Armenia, dal 19 al 30 ottobre 2026. L’appuntamento rappresenterà uno dei principali momenti internazionali di confronto sulle strategie necessarie per proteggere la biodiversità e favorire la mobilitazione delle risorse economiche indispensabili per raggiungere gli obiettivi globali di tutela della natura. Il tema del finanziamento sarà inevitabilmente centrale. La crescita evidenziata dai nuovi dati dell’OCSE mostra infatti un’accelerazione degli investimenti, ma allo stesso tempo evidenzia quanto sia necessario continuare a rafforzare sia le risorse pubbliche sia quelle private per sostenere gli impegni internazionali.
Mobilitare capitali pubblici e privati per la natura
L’OCSE dedica al tema anche il rapporto Mobilising Public and Private Finance for Biodiversity, incentrato sugli strumenti necessari per mobilitare finanza pubblica e privata a favore della biodiversità e aumentare i capitali disponibili per la protezione della natura. Il nuovo quadro sui finanziamenti globali conferma come l’azione pubblica rimanga centrale, ma mostra anche una crescita importante degli investimenti provenienti dal settore privato. La combinazione di queste due componenti viene considerata essenziale per sostenere politiche ambientali su larga scala e colmare il divario tra le risorse oggi disponibili e quelle necessarie per contrastare efficacemente la perdita di biodiversità.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?