Il mercato italiano dei carburanti continua a mostrare andamenti profondamente diversi tra i principali prodotti destinati alla mobilità. A settembre 2026, mentre il gasolio registra un pesante calo del 7,5%, penalizzato dalle elevate quotazioni internazionali, la benzina cresce del 4,9% e raggiunge i volumi di vendita più elevati degli ultimi sedici anni per il mese di settembre. A distinguersi è anche il carburante per gli aerei, il jet fuel, che stabilisce un nuovo record storico per lo stesso mese. È quanto emerge dai dati diffusi da Unem, Unione energie per la mobilità, che fotografano un settore caratterizzato da una flessione complessiva dei consumi petroliferi, nonostante la crescita registrata da diversi prodotti utilizzati nei trasporti. Il quadro evidenzia una contrazione sia nel confronto con settembre 2025 sia nel bilancio dei primi nove mesi dell’anno, con una particolare incidenza dell’andamento del gasolio e della petrolchimica.
Consumi petroliferi in Italia, a settembre persi 93mila tonnellate
Nel mese di settembre 2026 i consumi petroliferi complessivi in Italia hanno superato i 4,7 milioni di tonnellate, registrando una diminuzione dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In termini assoluti, la flessione corrisponde a 93.000 tonnellate. Sul risultato complessivo ha inciso anche la contrazione della petrolchimica, che ha segnato un calo del 7,1%, equivalente a 6.000 tonnellate in meno. Si tratta di una componente che contribuisce al bilancio generale dei consumi petroliferi, influenzandone l’andamento anche al di fuori degli impieghi direttamente collegati alla mobilità. La diminuzione registrata a settembre si inserisce in un quadro di riduzione dei volumi complessivi che emerge con maggiore evidenza osservando i dati cumulati dall’inizio dell’anno.
Da gennaio a settembre consumi petroliferi in calo del 3,6%: persi quasi 1,5 milioni di tonnellate
Nei primi nove mesi del 2026, i consumi petroliferi totali italiani si sono attestati a 40,5 milioni di tonnellate, con una contrazione del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il calo complessivo ammonta a 1.493.000 tonnellate, un dato che restituisce la dimensione della flessione accumulata tra gennaio e settembre. La riduzione registrata sull’intero periodo risulta percentualmente più marcata rispetto a quella del solo mese di settembre, confermando un andamento negativo dei consumi petroliferi complessivi dall’inizio dell’anno.
Vendite di prodotti petroliferi in diminuzione: settembre chiude a -1,8%
Distinguendo i consumi complessivi dalle vendite al mercato dei prodotti petroliferi, Unem rileva una flessione più contenuta. A settembre, a parità di giorni lavorativi, i quantitativi venduti si sono attestati a poco più di 4,3 milioni di tonnellate, con un arretramento dell’1,8% rispetto allo stesso mese del 2025. La diminuzione corrisponde a 77.000 tonnellate e riflette un andamento differenziato tra le diverse tipologie di prodotti. Nel comparto della mobilità, infatti, quasi tutti i carburanti mostrano variazioni positive, con una significativa eccezione rappresentata dal gasolio.
Gasolio, crollo del 7,5%: pesano le quotazioni internazionali e la crisi di Hormuz
Il dato più negativo tra i carburanti destinati alla mobilità riguarda il gasolio, che nel mese di settembre registra una flessione del 7,5%. Una contrazione particolarmente rilevante, soprattutto se confrontata con la crescita che interessa gli altri principali prodotti del comparto. Secondo quanto rilevato da Unem, l’andamento del gasolio risente dell’eccezionale livello delle quotazioni internazionali, aumentate di 57 centesimi dall’inizio della crisi di Hormuz. La pressione esercitata dalle quotazioni internazionali costituisce quindi uno degli elementi centrali per comprendere la debolezza del gasolio nel mercato italiano. Il prodotto si distingue nettamente dal resto dei carburanti per la mobilità, che a settembre hanno mostrato prevalentemente risultati in crescita.
Benzina in controtendenza: vendite in aumento del 4,9%, massimo da sedici anni
Di segno opposto l’andamento della benzina, che continua a registrare risultati positivi. A settembre le vendite sono aumentate del 4,9% rispetto allo stesso mese del 2025, con un incremento in termini assoluti di 39.000 tonnellate. Il risultato assume particolare rilievo anche in una prospettiva storica: i volumi raggiunti rappresentano infatti il livello più elevato registrato nel mese di settembre negli ultimi sedici anni. La crescita della benzina si contrappone così alla marcata diminuzione del gasolio, evidenziando una netta divergenza tra i due principali carburanti utilizzati nella mobilità stradale. Un andamento che emerge proprio mentre il mercato petrolifero complessivo continua a registrare una contrazione dei quantitativi consumati.
Carburante per aerei, il jet fuel stabilisce un nuovo record storico a settembre
Tra i dati più significativi diffusi da Unem figura anche quello relativo al jet fuel, il carburante destinato all’aviazione, che continua a mostrare un andamento positivo. A settembre i quantitativi sono cresciuti del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2025, con un aumento di 19.000 tonnellate. Si tratta del quinto incremento consecutivo, un risultato che conferma la continuità della crescita registrata dal prodotto. Ma il dato più rilevante riguarda il confronto storico: il jet fuel ha infatti raggiunto il record assoluto per il mese di settembre, superando tutti i precedenti livelli registrati nello stesso mese. Il risultato del carburante per aerei, insieme al massimo degli ultimi sedici anni raggiunto dalla benzina, rappresenta uno degli elementi di maggiore rilievo nel quadro delineato da Unem. Il mercato italiano dei prodotti petroliferi chiude così settembre con dinamiche fortemente differenziate: da una parte la contrazione dei consumi complessivi e il deciso arretramento del gasolio, dall’altra i nuovi massimi raggiunti dalla benzina e dal jet fuel.
