Carburanti, torna il taglio delle accise sul gasolio: sconto di quasi 5 centesimi al litro fino al 7 novembre

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che ridetermina l'accisa sul diesel a 632,90 euro per mille litri, con una riduzione di circa 4,9 centesimi al litro IVA compresa e una copertura finanziaria di 38,7 milioni di euro

Torna il taglio delle accise sul gasolio. Da oggi, mercoledì 28 ottobre 2026, fino al 7 novembre, entra in vigore una nuova riduzione della tassazione sul diesel, con uno sconto fiscale di circa 4 centesimi al litro, che salgono a 4,9 centesimi considerando anche l’IVA. La misura è contenuta in un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale e punta a compensare le maggiori entrate fiscali derivanti dall’aumento delle quotazioni internazionali del petrolio. Il provvedimento ridetermina l’aliquota di accisa sul gasolio nella misura di 632,90 euro per mille litri, introducendo una riduzione temporanea destinata a rimanere in vigore per undici giorni, dal 28 ottobre al 7 novembre compresi.

Taglio delle accise sul gasolio: quanto vale lo sconto al litro

La novità più rilevante riguarda l’entità della riduzione fiscale applicata al gasolio. Il decreto prevede un alleggerimento dell’accisa pari a circa 4 centesimi per ogni litro di diesel. Considerando anche l’effetto dell’imposta sul valore aggiunto, il beneficio fiscale complessivo arriva a circa 4,9 centesimi al litro. La nuova aliquota viene fissata a 632,90 euro ogni mille litri di gasolio. È questo il valore stabilito dal provvedimento per il periodo di applicazione della misura, che si concluderà il prossimo 7 novembre. La riduzione interviene sulla componente fiscale del carburante, attraverso una modifica temporanea dell’accisa. L’effetto complessivo, comprensivo dell’IVA, è quindi superiore al taglio della sola imposta, proprio perché l’imposta sul valore aggiunto viene calcolata anche sulla componente rappresentata dall’accisa.

Il decreto in Gazzetta Ufficiale: la riduzione delle accise dal 28 ottobre al 7 novembre

Alla base del provvedimento c’è il meccanismo di compensazione delle maggiori entrate IVA generate dall’incremento del prezzo internazionale del petrolio greggio, espresso in euro. Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale specifica infatti che la riduzione viene introdotta “al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto rispetto all’ultima previsione, derivanti dall’aumento del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio, per il periodo dal 28 ottobre 2026 al 7 novembre 2026, l’aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio”. La disposizione stabilisce quindi che l’aliquota “e’ rideterminata nella misura di 632,90 euro per mille litri”. Il principio alla base dell’intervento è quello di utilizzare una parte delle maggiori entrate fiscali prodotte dall’aumento del prezzo del petrolio per finanziare una riduzione della tassazione sul diesel. L’incremento delle quotazioni internazionali del greggio può infatti determinare un gettito IVA superiore alle previsioni, creando le condizioni per una compensazione attraverso il taglio dell’accisa.

Accise sul diesel, copertura da 38,7 milioni di euro grazie al maggior gettito IVA

Il decreto individua anche le risorse necessarie a sostenere la misura. La copertura finanziaria prevista ammonta a 38,7 milioni di euro, provenienti da una quota delle maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto registrate nel mese di settembre. Nel dettaglio, il finanziamento viene assicurato, come riportato nel provvedimento, “con quota parte, pari a 38,7 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal 1° settembre al 30 settembre 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto.” Le risorse utilizzate per la riduzione delle accise derivano dunque dal maggior gettito IVA conseguito tra il 1° e il 30 settembre 2026. Si tratta di entrate fiscali già maturate, delle quali una quota viene destinata a finanziare l’intervento sul gasolio. Il collegamento tra l’aumento del prezzo internazionale del petrolio e le maggiori entrate tributarie rappresenta l’elemento centrale del meccanismo previsto dal decreto. La riduzione delle accise viene infatti finanziata attraverso una parte delle risorse aggiuntive incassate grazie all’IVA, anziché attraverso una modifica strutturale della tassazione sui carburanti.