L’attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha raggiunto ritmi frenetici con l’arrivo del cargo Dragon di SpaceX, che ha portato a 5 il numero di veicoli attualmente attraccati all’avamposto orbitale. La capsula, lanciata mercoledì dalla Florida in cima a un razzo Falcon 9, ha completato l’aggancio automatizzato al modulo Harmony portando con sé 3 tonnellate di nuovi esperimenti scientifici, preziose scorte e pannelli solari di ultima generazione. L’equipaggio della Expedition 75 non ha perso tempo e, subito dopo le procedure di controllo di tenuta e pressurizzazione condotte dall’ingegnere di volo della NASA Anil Menon, ha aperto il portello per iniziare lo scarico. L’inizio di queste operazioni segna l’avvio di una fase cruciale per la ricerca in microgravità.
La scienza medica in assenza di gravità: retine e lotta ai tumori
Menon, seguito rapidamente dai colleghi della NASA Jessica Watkins e Luke Delaney, insieme all’astronauta Joshua Kutryk dell’agenzia spaziale canadese, ha iniziato a trasferire i delicati campioni scientifici dai congelatori portatili a quelli definitivi della stazione. I nuovi esperimenti appena avviati nello Spazio puntano a traguardi sbalorditivi. Nelle prossime settimane, i ricercatori tenteranno di creare retine artificiali e far crescere veri e propri tessuti cardiaci in condizioni di microgravità. Le indagini includono anche la coltivazione di cristalli proteici, un passaggio fondamentale per sviluppare trattamenti di estrema precisione contro il cancro. Si studieranno inoltre le reazioni genetiche delle piante coltivate in orbita, un tassello essenziale per perfezionare i sistemi di supporto vitale per i futuri viaggi attraverso tutto il Sistema Solare.
Nuova energia per l’avamposto e test di robotica virtuale
Parallelamente alla ricerca biomedica, la missione prevede un massiccio aggiornamento tecnico per la struttura orbitante. Nel bagagliaio non pressurizzato della navetta Dragon sono stipati 2 nuovi pannelli solari srotolabili. Questi giganteschi componenti verranno presto recuperati dal braccio robotico Canadarm2, manovrato a distanza dagli ingegneri sulla Terra, e parcheggiati sulla struttura a traliccio. L’installazione definitiva sarà affidata a Menon e Kutryk durante 2 complesse passeggiate spaziali programmate per il 29 ottobre e il 5 novembre. Nel frattempo, il comandante Pyotr Dubrov e l’ingegnere di volo Anna Kikina hanno concluso un affascinante studio durato una settimana sull’uso di un esoscheletro Teledroid. Utilizzando visori per la realtà virtuale, i 2 cosmonauti hanno simulato il controllo a distanza di robot, preparandosi a manovrare dispositivi remoti durante le future esplorazioni del cosmo.
Adattamento del corpo umano e manutenzione dei sistemi vitali
Le sfide dell’adattamento umano all’ambiente estremo rimangono uno dei pilastri della missione in corso. L’ingegnere di volo Sergey Teteryatnikov ha partecipato a un ulteriore esperimento in realtà virtuale, indossando uno speciale visore per misurare come il suo senso dell’equilibrio e il suo orientamento si stiano gradualmente abituando all’assenza di peso, reagendo a specifici stimoli computerizzati. Al termine della sua intensa settimana di ricerca, il cosmonauta si è dedicato a lavori puramente tecnici, ispezionando con cura i componenti idraulici dell’avamposto ed eseguendo la necessaria manutenzione del generatore di ossigeno Elektron.


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