Un nuovo studio, condotto da un team di ricerca internazionale che include scienziati dell’University of South Carolina (USC), mette in discussione l’ipotesi che l’antica eruzione vulcanica del Laacher See, nell’Europa occidentale, abbia innescato un significativo raffreddamento climatico che, circa 13.000 anni fa, interessò l’Europa centrale e l’Artico. Il lavoro, pubblicato sulla rivista ScienceOpen Research, amplia l’archivio europeo utile a verificare le teorie sulle cause di un evento di raffreddamento durato un millennio, noto come Younger Dryas (Dryas recente).
L’analisi di un nuovo carotaggio di sedimenti, prelevato nel sud della Svezia, ha rivelato uno strato corrispondente al limite dello Younger Dryas (YDB, Younger Dryas Boundary) contenente minuscole particelle fuse, denominate microsferule, e nanoparticelle ricche di platino; i ricercatori interpretano tali elementi come possibili prove di un evento di origine extraterrestre. Gli strati più profondi e antichi contengono ceneri vulcaniche provenienti dall’eruzione del Laacher See, depositate circa 150 anni prima. Lo strato più recente, ricco di microsferule, si trova immediatamente al di sotto di sedimenti che testimoniano un passaggio a condizioni più fredde e umide, all’inizio dello Younger Dryas.
Un possibile impatto extraterrestre
Le analisi microscopiche e chimiche indicano che la maggior parte delle particelle fuse si è formata a partire da materiale terrestre, mentre alcune delle nanoparticelle ricche di platino presentano rapporti chimici sovrapponibili a quelli riscontrati in alcuni meteoriti e altro materiale extraterrestre. I ricercatori hanno inoltre rilevato che le concentrazioni di diversi elementi trasportati dalle nanoparticelle erano da cinque a dieci volte superiori nello strato YDB rispetto ai sedimenti circostanti. Tale configurazione non è presente nelle ceneri vulcaniche più antiche ed è coerente con il fallout (ricaduta) derivante da un possibile impatto extraterrestre o da un’esplosione atmosferica.
Questa scoperta è in linea con i dati provenienti da numerosi altri siti legati al limite dello Younger Dryas nelle Americhe, in Europa, in Africa e in Medio Oriente, dove i ricercatori hanno individuato insoliti arricchimenti di platino e particelle microscopiche fuse all’interno di sedimenti di età analoga. Tali evidenze sono state citate a sostegno dell’ipotesi di un impatto extraterrestre durante lo Younger Dryas, sebbene il dibattito scientifico sulla loro origine – e sull’eventuale contributo di un simile evento al raffreddamento climatico – rimanga ancora aperto.
Eventi distinti
“Ciò dimostra che l’eruzione vulcanica e il limite dello Younger Dryas sono stati eventi distinti“, afferma Christopher Moore, autore principale dello studio e docente ricercatore presso l’USC. “Nel nostro sito nel sud della Svezia, abbiamo individuato questo strato limite attraverso minuscole particelle fuse, note come microsferule, e concentrazioni insolitamente elevate di elementi del gruppo del platino. A questo strato seguono, quasi immediatamente, prove di un repentino passaggio a condizioni più fredde e umide. Ciò è importante perché consente di distinguere tre eventi spesso discussi congiuntamente: l’eruzione del Laacher See, la deposizione dello strato limite del Dryas recente (Younger Dryas Boundary) e l’inizio del raffreddamento del Dryas recente”.
Sebbene l’eruzione del Laacher See possa aver causato un breve raffreddamento atmosferico in Europa, la sua collocazione temporale rende improbabile che sia stata la causa principale del raffreddamento del Dryas recente. Le grandi eruzioni vulcaniche provocano solitamente periodi di raffreddamento di breve durata, ben diversi dagli oltre 1.000 anni di condizioni quasi glaciali che hanno interessato gran parte dell’emisfero settentrionale durante il Dryas recente.
Le ipotesi possibili
I ricercatori ipotizzano che a innescare il raffreddamento del Dryas recente possa essere stato un impatto extraterrestre o un’esplosione atmosferica (airburst), senza tuttavia poter escludere un’ulteriore eruzione vulcanica avvenuta nello stesso periodo. È inoltre possibile che l’attività vulcanica e un evento di origine extraterrestre si siano verificati simultaneamente. Tuttavia, nel carotaggio svedese, in corrispondenza dello strato limite del Dryas recente, non è stato rilevato alcun distinto strato di ceneri vulcaniche; va precisato, peraltro, che le ceneri provenienti da un’eruzione avvenuta altrove potrebbero non aver raggiunto il sito o non esservisi conservate.
Lo studio fornisce nuovi elementi sulla cronologia degli eventi legati al Dryas recente. Identificando, all’interno dello stesso carotaggio, le ceneri vulcaniche, lo strato ricco di particelle e il successivo mutamento ambientale, i ricercatori sono in grado di distinguere eventi che, in passato, sono stati talvolta associati tra loro. Tra le altre spiegazioni proposte per il Dryas recente figura il rilascio di ingenti quantità di acqua di fusione glaciale, che potrebbe aver alterato la circolazione dell’Oceano Atlantico. Il carotaggio svedese chiarisce la sequenza degli eventi nel sud della Scandinavia, ma non stabilisce quale sia stata la causa effettiva del raffreddamento.


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