Clima, la scoperta in Tibet: nonostante il riscaldamento, il ghiaccio sotterraneo aumenta

Uno studio conclude che un rapido aumento delle precipitazioni può prevalere sulla temperatura nel determinare l'evoluzione del ghiaccio nel terreno sull'altopiano del Qinghai-Tibet

Sull’altopiano del Qinghai-Tibet, il terreno rimane congelato, con solo i primi metri superficiali che si sciolgono ogni estate. Sebbene la regione si stia riscaldando a una velocità circa doppia rispetto alla media globale, un nuovo studio rivela che, dal 2000, oltre un terzo del suo permafrost – situato principalmente nella parte centrale dell’altopiano – ha accumulato ghiaccio. L’intensificarsi dei venti occidentali comporta una maggiore quantità di pioggia e neve; l’acqua penetra nel terreno durante l’estate e torna a congelare in inverno. La ricerca è stata condotta da Li Dongfeng, del College di Scienze e Ingegneria Ambientale dell’Università di Pechino, in collaborazione con colleghi dell’Istituto Alfred Wegener (Germania), dell’Università Normale di Nanchino e dell’Accademia Cinese delle Scienze, tra gli altri. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances.

Sull’altopiano, strade, edifici e ponti poggiano su un terreno ghiacciato; inoltre, l’altopiano alimenta fiumi che forniscono acqua a circa 2 miliardi di persone a valle. La maggior parte delle ricerche sul permafrost si concentra su quanto il riscaldamento possa causare lo scioglimento del ghiaccio, mentre si sa molto meno su cosa accada quando cambiano i regimi di precipitazione. Questo studio inizia a colmare tale lacuna, dimostrando che il ghiaccio nel sottosuolo può continuare ad aumentare anche in un clima più caldo.

L’aumento delle precipitazioni favorisce l’accumulo di ghiaccio

Poiché è difficile misurare il ghiaccio sepolto nel sottosuolo, il team di ricerca ha utilizzato dei fori di sondaggio, stretti canali scavati nel permafrost. Sul campo, i ricercatori hanno confrontato coppie di fori vicini tra loro: uno realizzato prima del 2000 e l’altro successivamente. È emerso che i fori più recenti contenevano, in genere, una maggiore quantità di ghiaccio, concentrata soprattutto verso la base dello strato che si scioglie ogni estate.

La causa risiede probabilmente nell’acqua: i dati meteorologici indicano che, dopo il 2000, le precipitazioni annuali (pioggia e neve) nelle zone interne dell’altopiano – influenzate dai venti occidentali – sono aumentate del 60%. Durante l’estate, l’acqua in eccesso penetra fino alla base dello “strato attivo” e, trovandosi in un ambiente con temperature perennemente sotto lo zero, torna a congelare, accumulandosi nel tempo e determinando questo anomalo incremento di ghiaccio.

Lo studio

Per verificare tale ipotesi, il team ha elaborato un modello informatico relativo al calore e all’acqua nel suolo. Nella simulazione, mantenendo costanti i livelli di pioggia e neve ma continuando a far aumentare la temperatura, l’accumulo di ghiaccio si è trasformato in una perdita. Quando la temperatura si è mantenuta costante e le precipitazioni sono aumentate, il ghiaccio è cresciuto. Pertanto, la conclusione è stata che un rapido aumento delle precipitazioni può prevalere sulla temperatura nel determinare l’evoluzione del ghiaccio nel terreno.

La ricerca evidenzia che i cambiamenti nel ghiaccio del terreno nelle regioni di permafrost dell’altopiano del Qinghai-Xizang dovrebbero essere monitorati più attentamente, il che potrebbe fornire informazioni utili per la valutazione del rischio e la pianificazione di grandi progetti di costruzione. Ingegneri e progettisti potrebbero utilizzare l’andamento delle precipitazioni, e non solo la temperatura, per individuare le aree in cui è probabile che il terreno ghiacciato si ricopra di ghiaccio e si sposti, e tenere conto di tale movimento nei loro progetti. Anche le valutazioni ecologiche e le politiche di adattamento climatico potrebbero trarre vantaggio da osservazioni più accurate.