COP31, il nuovo rapporto OCSE sul clima: le emissioni globali crescono ancora, ma qualcosa è cambiato dopo l’Accordo di Parigi

Le emissioni mondiali sono passate da una crescita annua dell’1,8% allo 0,7% dopo il 2015, ma i progressi restano disomogenei tra i Paesi e l’OCSE prepara nuove analisi sulle politiche climatiche in vista della COP31 in Türkiye

Le emissioni globali continuano ad aumentare, ma a un ritmo sensibilmente inferiore rispetto a quello registrato prima dell’Accordo di Parigi del 2015. È quanto emerge da Emissions Unpacked, il nuovo lavoro di analisi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), pubblicato il 27 ottobre 2026 in vista della COP31, la 31ª Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), in programma dal 9 al 20 novembre 2026. Il dato principale riguarda il rallentamento della crescita delle emissioni mondiali: dal tasso annuo dell’1,8% precedente all’Accordo di Parigi si è passati allo 0,7% annuo dopo il 2015. Un cambiamento significativo nella dinamica delle emissioni, che tuttavia non corrisponde a una loro diminuzione complessiva. L’analisi evidenzia inoltre come i progressi siano stati disomogenei tra i diversi Paesi, delineando un quadro internazionale nel quale il rallentamento globale non si traduce in risultati uniformi.

Emissioni globali, cosa emerge dall’analisi OCSE sull’Accordo di Parigi

Il rapporto Emissions Unpacked esamina l’andamento delle emissioni prima e dopo l’adozione dell’Accordo di Parigi, individuando una differenza rilevante nei rispettivi tassi di crescita. Il confronto tra i due periodi mostra una riduzione di 1,1 punti percentuali del ritmo annuo di aumento delle emissioni, passato dall’1,8% allo 0,7%. La distinzione è fondamentale per interpretare correttamente il risultato. Una crescita annua dello 0,7% significa infatti che le emissioni, pur aumentando più lentamente rispetto al passato, continuano a crescere a livello mondiale. Il cambiamento riguarda quindi la velocità dell’incremento, non l’inversione della tendenza globale. L’altro elemento evidenziato dall’OCSE riguarda le differenze tra gli Stati. I progressi osservati dopo il 2015 non sono stati omogenei, una circostanza che assume particolare rilevanza nel dibattito sulle politiche climatiche internazionali e sull’effettiva attuazione degli impegni assunti dai governi. Il lavoro costituisce uno dei contributi tecnici con cui l’organizzazione internazionale si prepara alla conferenza delle Nazioni Unite. L’analisi è disponibile nel documento scientifico Emissions Unpacked.

COP31 in Türkiye dal 9 al 20 novembre: il ruolo dell’OCSE nelle politiche climatiche

La COP31, prevista dal 9 al 20 novembre 2026, rappresenterà un appuntamento internazionale dedicato ai cambiamenti climatici e all’attuazione degli impegni assunti nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite. L’OCSE parteciperà ai lavori attraverso la produzione di analisi tecniche e la presenza di propri alti funzionari agli incontri della conferenza e agli eventi collegati. L’organizzazione svolgerà inoltre un ruolo specifico nell’ambito della collaborazione con la presidenza turca. In qualità di partner strategico della presidenza turca della COP31, l’OCSE contribuirà ad aiutare i Paesi a trasformare gli impegni climatici in politiche concrete, capaci di sostenere contemporaneamente la crescita economica, la resilienza e gli investimenti. La collaborazione con la Türkiye comprenderà l’organizzazione congiunta di diversi eventi collegati alle priorità dell’Action Agenda della presidenza della COP31. L’obiettivo sarà favorire il passaggio dagli impegni internazionali agli strumenti operativi necessari per realizzarli, attraverso il contributo delle analisi economiche e delle informazioni raccolte dall’OCSE.

Dal 2 novembre il padiglione virtuale della COP31: venti eventi su clima ed economia

Le attività preparatorie entreranno nel vivo il 2 novembre 2026, con l’apertura dell’OECD COP31 Virtual Pavilion, il padiglione virtuale organizzato dall’OCSE in occasione della conferenza internazionale. La sessione inaugurale di alto livello prevede un intervento di apertura del Segretario generale dell’OCSE, Mathias Cormann. L’appuntamento segnerà l’inizio del programma digitale che accompagnerà la COP31, anticipandone l’apertura ufficiale. Il padiglione virtuale sarà attivo dal 2 al 20 novembre 2026 e comprenderà complessivamente 20 eventi online. Il programma affronterà un’ampia gamma di questioni collegate ai cambiamenti climatici, coinvolgendo esperti di primo piano, responsabili delle politiche pubbliche e rappresentanti della società civile. Gli incontri saranno dedicati alla presentazione e alla discussione di dati, studi e analisi dell’OCSE utili a orientare le decisioni in materia climatica. Il programma offrirà quindi uno spazio di confronto tra competenze scientifiche, analisi economiche e definizione delle politiche pubbliche.

Il 5 novembre arriva il Climate Action Monitor 2026: sotto esame gli obiettivi di emissioni nette zero

Un altro appuntamento centrale nel percorso verso la COP31 è fissato per giovedì 5 novembre 2026, quando l’OCSE presenterà il Climate Action Monitor 2026, il rapporto annuale dedicato alla valutazione dei progressi delle politiche climatiche. La pubblicazione fornirà una valutazione complessiva dei risultati raggiunti dai Paesi membri dell’OCSE e dai Paesi partner nel percorso verso i rispettivi obiettivi di emissioni nette zero, comunemente indicati con il termine net-zero. A differenza di Emissions Unpacked, incentrato sul confronto delle tendenze delle emissioni prima e dopo l’Accordo di Parigi, il Climate Action Monitor si concentrerà sullo stato di avanzamento degli impegni climatici nei diversi Paesi esaminati.

Clima, crescita economica e investimenti: le priorità della collaborazione tra OCSE e Türkiye

La partecipazione dell’OCSE alla COP31 si inserisce in un’impostazione che collega la transizione climatica alle politiche economiche e alla capacità dei governi di realizzare gli interventi programmati. Il ruolo di partner strategico della presidenza turca si tradurrà infatti in un contributo rivolto alla trasformazione degli impegni internazionali in misure effettivamente applicabili. Tre sono gli ambiti indicati come centrali per questa attività: crescita, resilienza e investimenti. La crescita economica rientra tra i risultati che le politiche climatiche dovranno contribuire a sostenere, mentre la resilienza rappresenta una componente fondamentale della capacità dei sistemi economici e delle società di affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici. Gli investimenti costituiscono invece uno degli strumenti necessari per accompagnare l’attuazione delle misure. Gli eventi organizzati congiuntamente dall’OCSE e dalla Türkiye saranno collegati alle priorità dell’agenda d’azione della presidenza della COP31, mentre gli studi pubblicati dall’organizzazione offriranno elementi di valutazione per il dibattito internazionale.

Il calendario delle pubblicazioni OCSE e gli appuntamenti della COP31

Il programma dei contributi dell’OCSE prende dunque avvio dalla pubblicazione del 27 ottobre di Emissions Unpacked, prosegue il 2 novembre con l’apertura del padiglione virtuale e l’intervento del Segretario generale Mathias Cormann, e prevede il 5 novembre la diffusione del Climate Action Monitor 2026. Dal 9 al 20 novembre, durante lo svolgimento della COP31, l’organizzazione contribuirà agli appuntamenti della conferenza attraverso la partecipazione dei propri rappresentanti e le iniziative sviluppate nell’ambito della collaborazione con la presidenza turca. Le attività online del padiglione virtuale proseguiranno fino al 20 novembre.