I medici e gli operatori sanitari radiati durante la pandemia di Covid-19 potranno tornare a esercitare la professione grazie a un emendamento di Fratelli d’Italia alla riforma delle professioni sanitarie. Ad annunciarlo è il deputato Alice Buonguerrieri, capogruppo del partito in commissione Covid e primo firmatario della proposta, che rivendica l’iniziativa come un importante risultato politico del governo Meloni. All’emendamento si affianca un ordine del giorno per il reintegro dei sanitari sospesi e per l’archiviazione dei procedimenti disciplinari ancora aperti nei loro confronti. L’obiettivo dichiarato è consentire ai professionisti interessati dai provvedimenti adottati durante l’emergenza sanitaria di riprendere pienamente la propria attività lavorativa.
Covid, l’emendamento di Fratelli d’Italia per il ritorno al lavoro dei medici radiati
La proposta presentata da Buonguerrieri interviene su una delle questioni più controverse legate alle conseguenze della pandemia: la posizione dei professionisti sanitari sottoposti a radiazione durante l’emergenza Covid. Secondo il parlamentare di Fratelli d’Italia, l’emendamento rappresenta la risposta a una situazione che si protraeva da anni e che avrebbe impedito a diversi operatori sanitari di continuare a esercitare la propria professione. “Oggi, grazie a un emendamento di Fratelli d’Italia a mia prima firma alla riforma delle professioni sanitarie, poniamo fine a un’ingiustizia che si protraeva da troppi anni. I medici e gli operatori sanitari radiati durante la pandemia di Covid, per la sola ‘colpa’ di curare i pazienti in scienza e coscienza rifiutando protocolli che si sono spesso rivelati scientificamente infondati, potranno tornare a esercitare il loro lavoro”. Buonguerrieri collega dunque il provvedimento al tema della libertà di cura e dell’autonomia professionale dei sanitari, sostenendo la necessità di superare le conseguenze disciplinari delle scelte compiute durante la pandemia. Le considerazioni sui protocolli sanitari e sulla loro validità scientifica sono parte della posizione espressa dal parlamentare.
Sanitari sospesi, l’ordine del giorno per il reintegro e l’archiviazione dei procedimenti disciplinari
L’iniziativa di Fratelli d’Italia non riguarda soltanto i medici radiati. Un secondo intervento, attraverso un ordine del giorno rivolto al governo, affronta infatti la situazione dei professionisti sospesi e delle procedure disciplinari che risultano ancora pendenti. “Contestualmente, un mio ordine del giorno impegna il governo a reintegrare i professionisti sospesi prevedendo l’archiviazione, da parte degli Ordini o degli organi disciplinari competenti, dei procedimenti ancora aperti a loro carico”. L’obiettivo è quindi duplice: favorire il reintegro dei professionisti sanitari sospesi e intervenire sui procedimenti ancora aperti presso gli Ordini professionali o gli altri organismi competenti. La proposta distingue così la posizione dei professionisti radiati, oggetto dell’emendamento alla riforma, da quella dei sanitari sospesi, per i quali viene richiesto un impegno specifico dell’esecutivo.
Il sostegno delle associazioni e il ruolo di ContiamoCi!
Alla preparazione delle iniziative parlamentari hanno contribuito anche diverse associazioni impegnate nella difesa della libertà di cura e di scelta. Buonguerrieri ha voluto sottolineare il ruolo svolto da queste realtà nella redazione dei testi, riservando un ringraziamento particolare all’associazione ContiamoCi!. “Ringrazio per il supporto tutte le associazioni che hanno partecipato alla redazione dei testi presentati, in particolare l’associazione ContiamoCi!, che si batte per la libertà di cura e di scelta”. Il coinvolgimento delle associazioni viene presentato come un elemento importante del percorso che ha portato alla formulazione delle proposte, con l’intento di dare una risposta alle richieste avanzate dai professionisti interessati dai provvedimenti disciplinari durante l’emergenza Covid.
Buonguerrieri: “non possiamo impedire ai sanitari di esercitare la professione”
Il parlamentare di Fratelli d’Italia insiste sulla necessità di superare le conseguenze professionali della pandemia, contestando quelle che considera limitazioni motivate da ragioni ideologiche. “I sanitari sono una categoria fondamentale, non possiamo permetterci di impedire ad alcuni di loro, per mere ragioni ideologiche legate a una pandemia che ci siamo lasciati fortunatamente alle spalle, di esercitare la professione”. Il tema del ritorno all’attività lavorativa viene così collegato al riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dal personale sanitario. Nella posizione espressa da Buonguerrieri, la conclusione dell’emergenza pandemica rende necessario affrontare anche le conseguenze che i provvedimenti adottati in quel periodo continuano ad avere sulla vita professionale degli operatori coinvolti.
Fratelli d’Italia rivendica l’iniziativa: l’attacco alla sinistra e agli obblighi del periodo Covid
La parte conclusiva della dichiarazione assume un carattere apertamente politico. Buonguerrieri attribuisce a Fratelli d’Italia e al governo Meloni il merito dell’iniziativa, presentandola come il mantenimento di un impegno assunto nei confronti dei sanitari colpiti dai provvedimenti durante la pandemia. “È un’altra promessa mantenuta da Fratelli d’Italia e dal governo Meloni. La sinistra deve farsene una ragione: ora governiamo noi, è finito il tempo delle liste di proscrizione e degli obblighi privi di riscontro scientifico”. La posizione del parlamentare si inserisce nel confronto politico sulla gestione dell’emergenza Covid e sulle conseguenze dei provvedimenti adottati nei confronti del personale sanitario. Con l’emendamento alla riforma delle professioni sanitarie e l’ordine del giorno sul reintegro dei sospesi, Fratelli d’Italia punta a intervenire sia sulla possibilità di tornare a esercitare la professione sia sulla definizione delle vicende disciplinari ancora aperte.
