Cowboy Space ha rivelato i suoi piani per diventare un attore di primo piano nell’esplorazione spaziale. L’azienda californiana, guidata dal co-fondatore di Robinhood, Baiju Bhatt, intende gestire una costellazione di 20.000 satelliti data center dedicati all’intelligenza artificiale nell’orbita terrestre bassa (LEO). I satelliti saranno costruiti internamente e lanciati tramite un razzo sviluppato dall’azienda stessa: un veicolo presentato lunedì 26 ottobre durante l’evento “Big Sky Rising”. “A nostro avviso, si tratta di un approccio alla tecnologia dei razzi radicalmente nuovo per l’era moderna“, ha dichiarato Bhatt nel corso dell’evento. “L’idea è quella di un razzo a due stadi in cui lo stadio superiore si trasforma esso stesso nel satellite“.
Il razzo Big Iron
Il razzo si chiama “Big Iron“, ha spiegato Bhatt; lo stesso nome è stato dato al satellite-data center, poiché entrambi sono considerati parte di un unico sistema. Il razzo, realizzato in acciaio inossidabile, sarà alto 86 metri e avrà un diametro di 4,7 metri. Sarà spinto dai motori “Clydesdale” di Cowboy Space – nove nel primo stadio e uno nello stadio superiore – una configurazione analoga a quella utilizzata dal Falcon 9, il razzo di punta di SpaceX. Analogamente ai motori Raptor che alimentano la Starship di SpaceX, i motori Clydesdale utilizzeranno una miscela di ossigeno liquido e metano liquido, una combinazione nota come “methalox”.
Il primo stadio di Big Iron sarà riutilizzabile; in un’animazione mostrata da Bhatt durante l’evento “Big Sky Rising”, si vede il booster atterrare su una nave in mare aperto, una manovra ormai abituale per i primi stadi dei razzi Falcon 9. Lo stadio superiore, invece, rimarrà in orbita trasformandosi nel satellite Big Iron. Il veicolo spaziale avrà una massa, sulla Terra, di circa 15.000 chilogrammi e, una volta dispiegati i pannelli solari, raggiungerà una lunghezza di circa 132 metri.
L’ogiva, che protegge il satellite durante il lancio, si trasformerà in un radiatore destinato a disperdere nello spazio l’enorme quantità di calore generata dalle GPU di “Big Iron”. E di GPU ce ne saranno parecchie: secondo quanto riferito da Bhatt, ogni satellite ne ospiterà cinque rack, offrendo una capacità di calcolo di circa 1 megawatt. “Big Iron” sarà dunque molto più grande di un “satellite di classe imperiale” – termine usato da Bhatt per definire il veicolo per data center spaziali basati su intelligenza artificiale del progetto “Starmind” di SpaceX; ciascuno di questi ultimi avrà un’apertura dei pannelli solari di 75 metri e una capacità di calcolo di circa 250 kW.
Obiettivo 20mila satelliti
Cowboy Space intende far operare circa 20.000 satelliti “Big Iron” in orbita terrestre bassa (LEO), in una costellazione denominata “Stampede“. Poiché ogni razzo potrà trasportare in orbita un solo satellite, per realizzare “Stampede” saranno necessari 20.000 lanci; a questi se ne aggiungeranno, probabilmente, diverse migliaia ogni anno per mantenere costante il numero di unità operative. Cowboy Space punta quindi a una frequenza di lancio molto elevata – più volte al giorno – da complessi di lancio che l’azienda chiama “Trailheads“. L’azienda non ha ancora reso nota l’ubicazione di tali complessi, ma, come ha spiegato Bhatt, ognuno di essi disporrà probabilmente di quattro rampe di lancio attive.
Big Iron Express
Non tutti i lanci saranno però destinati a “Stampede”. Verso la fine della presentazione “Big Sky Rising”, Bhatt ha annunciato che “Big Iron” trasporterà anche carichi utili per conto terzi; un servizio che Cowboy Space ha battezzato “Big Iron Express“. I primi voli di questo nuovo razzo sono previsti tra qualche anno.
Verso il primo lancio nel 2028
Cowboy Space – fondata nel 2024 con il nome di Aetherflux e focalizzata sulla trasmissione di energia – sta attualmente sviluppando e testando il suo motore “Clydesdale” e punta a lanciare per la prima volta il sistema “Big Iron” nel dicembre 2028. “Affinché ciò accada, devono andare bene molte cose; non c’è alcuna garanzia“, ha affermato Bhatt. “È un obiettivo ambizioso, ma se non fosse ambizioso, non sarei un imprenditore”.
Per inciso, Cowboy Space ha già un dispositivo in orbita: un satellite chiamato “Reason-1“, lanciato l’1 ottobre nell’ambito della missione di trasporto condiviso “Transporter-18” di SpaceX. “Il suo compito è dimostrare la fattibilità della trasmissione di energia: utilizzare un laser ad alta potenza per trasferire energia dall’orbita terrestre bassa a un ricevitore a terra”, ha dichiarato Cowboy Space su X il 28 settembre. “Se si vogliono costruire data center nello spazio, è necessario padroneggiare i sistemi ottici tra l’orbita e la Terra. È qui che inizia questo percorso”.


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