Dallo scarto alimentare a una nuova risorsa: ENEA porta alla FAO le innovazioni per il cibo del futuro

A Roma, il 13 ottobre, ENEA presenta tre soluzioni innovative per trasformare i sottoprodotti agroalimentari in nuovi alimenti, funghi commestibili e materiali sostenibili per gli imballaggi

Trasformare gli scarti della produzione agroalimentare in nuove risorse, recuperando materiali che possono trovare una seconda vita nella produzione di alimenti, ingredienti e imballaggi sostenibili. È questa la sfida al centro della partecipazione di ENEA alla quinta edizione del Science and Innovation Forum della FAO, in programma a Roma. Domani, martedì 13 ottobre, l’Agenzia presenterà la mostra “From agrifood byproducts to New Resources”, un percorso dedicato alle potenzialità della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica per rendere il sistema alimentare più efficiente, circolare e sostenibile. L’appuntamento è previsto dalle ore 15 alle 17 presso la sede della FAO, in viale delle Terme di Caracalla, dove saranno illustrate tre soluzioni che mostrano come i sottoprodotti delle attività agricole e industriali possano essere valorizzati attraverso processi innovativi, anziché essere considerati esclusivamente materiali residuali.

ENEA alla FAO: tre innovazioni per trasformare gli scarti agroalimentari in nuove risorse

Al centro dell’iniziativa c’è un principio fondamentale dell’economia circolare applicata all’agroalimentare: utilizzare in maniera più efficiente le materie prime, individuando nuove possibilità di impiego per i materiali che derivano dai processi produttivi. L’obiettivo non è soltanto quello di ridurre la quantità di residui, ma anche di sviluppare nuove opportunità attraverso l’integrazione tra ricerca, biotecnologie e sistemi digitali. L’esposizione è curata dalla Divisione Sistemi Agroalimentari Sostenibili e dal Laboratorio Innovazione delle Filiere Agroalimentari del Dipartimento Sostenibilità di ENEA. Il percorso si concentra su tre ambiti di ricerca differenti ma collegati dalla stessa finalità: dimostrare come prodotti secondari delle filiere cerealicole e agroindustriali possano diventare il punto di partenza per ottenere nuovi ingredienti, coltivare alimenti e realizzare materiali destinati al confezionamento dei prodotti alimentari. Le attività presentate consentono di approfondire un aspetto centrale della transizione verso modelli produttivi più sostenibili. Una parte delle risorse impiegate nell’industria alimentare genera infatti sottoprodotti che, attraverso processi di trasformazione appropriati, possono acquisire nuove funzioni. L’innovazione consiste nell’individuare tecnologie e applicazioni capaci di valorizzare questi materiali, favorendo una gestione più razionale delle risorse disponibili.

Dalla crusca di grano tenero a nuovi ingredienti grazie alla fermentazione digitalizzata

La prima soluzione riguarda la valorizzazione della crusca di grano tenero e di altri sottoprodotti della filiera cerealicola mediante un processo digitalizzato di fermentazione allo stato solido. Si tratta di un ambito di ricerca che unisce le potenzialità dei processi biologici all’impiego di strumenti tecnologici per la gestione delle trasformazioni. La crusca è uno dei sottoprodotti che si ottengono durante la lavorazione dei cereali. La possibilità di utilizzarla in nuovi processi produttivi rappresenta un esempio concreto di come la ricerca possa contribuire ad ampliare le destinazioni d’uso dei materiali provenienti dall’industria agroalimentare. Attraverso la fermentazione allo stato solido, i microrganismi operano su un substrato solido in condizioni di umidità controllata, permettendo di modificarne alcune caratteristiche attraverso processi biologici. L’elemento tecnologico evidenziato da ENEA è la digitalizzazione del processo di fermentazione, che introduce strumenti innovativi nella gestione di questa modalità di trasformazione. L’integrazione delle tecnologie digitali con i processi biotecnologici costituisce una delle direttrici di sviluppo della ricerca dedicata alla valorizzazione dei sottoprodotti cerealicoli. La soluzione illustrata alla FAO mostra quindi come materiali già presenti nella filiera produttiva possano essere oggetto di nuove applicazioni, nell’ambito di una strategia orientata a recuperare valore dalle risorse agroalimentari.

Funghi commestibili coltivati sui sottoprodotti: una nuova opportunità per l’agroalimentare

La seconda innovazione presentata da ENEA riguarda la coltivazione di funghi commestibili su substrati ottenuti da sottoprodotti agroalimentari. In questo caso, materiali derivanti da precedenti lavorazioni vengono utilizzati come base per un nuovo processo di produzione alimentare, secondo una logica che punta a prolungare il ciclo di utilizzo delle risorse. La coltivazione dei funghi si presta a questa tipologia di ricerca per le caratteristiche biologiche di numerose specie fungine, capaci di svilupparsi su substrati ricchi di sostanza organica. L’impiego di materiali provenienti da altre attività agroalimentari permette di studiare modalità alternative di valorizzazione dei sottoprodotti, creando un collegamento tra filiere produttive differenti. Il principio è quello di trasformare un materiale secondario in una risorsa utilizzabile per ottenere un nuovo alimento. La ricerca si concentra così sulla possibilità di integrare processi biologici e produzioni alimentari, contribuendo a sviluppare modelli più circolari. In questa prospettiva, la produzione di funghi commestibili diventa un esempio di come l’innovazione possa individuare nuovi impieghi per materiali che hanno già attraversato una prima fase di lavorazione industriale o agricola. La soluzione assume particolare interesse nell’ambito dello sviluppo di sistemi agroalimentari sostenibili, perché mette in relazione il recupero dei sottoprodotti con la possibilità di avviare ulteriori processi produttivi. È un’applicazione che evidenzia il ruolo delle biotecnologie nel ripensamento delle filiere, attraverso l’utilizzo di risorse già disponibili.

Packaging alimentare sostenibile: dai residui agroindustriali alla produzione di biomateriali

Il terzo ambito di ricerca porta l’attenzione su un settore diverso dalla produzione diretta di alimenti, ma strettamente collegato al funzionamento dell’industria agroalimentare: quello degli imballaggi alimentari. ENEA illustrerà infatti una soluzione dedicata alla produzione di biomateriali per il packaging a partire dai sottoprodotti della lavorazione agroindustriale. Gli imballaggi svolgono un ruolo importante nella filiera alimentare, perché sono utilizzati nelle diverse fasi di confezionamento, distribuzione e conservazione dei prodotti. La ricerca sui biomateriali mira a individuare nuove possibilità di impiego di materie prime di origine biologica, comprese quelle recuperabili dalle lavorazioni agroindustriali.

Il progetto presentato nell’ambito della mostra dimostra come il concetto di valorizzazione dei residui possa estendersi oltre il settore alimentare propriamente detto. I materiali secondari delle lavorazioni possono infatti diventare una risorsa per sviluppare applicazioni destinate allo stesso sistema produttivo, contribuendo alla ricerca di soluzioni innovative per il confezionamento. L’interesse scientifico riguarda dunque la possibilità di trasformare sottoprodotti agroindustriali in biomateriali, creando nuove connessioni tra la gestione delle risorse e le esigenze dell’industria alimentare. Questa linea di ricerca si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo di tecnologie orientate alla sostenibilità, nel quale il recupero delle materie assume un ruolo centrale.

Una mostra interattiva per scoprire come avviene la trasformazione dei sottoprodotti

La partecipazione di ENEA al Science and Innovation Forum 2026 non si limiterà alla presentazione teorica delle tre soluzioni. L’esposizione prevede infatti l’impiego di campioni, prototipi e contenuti digitali interattivi, attraverso i quali sarà possibile seguire le diverse fasi dei processi di trasformazione. Il percorso è stato concepito per rendere visibile il passaggio dal materiale di partenza alla nuova risorsa, mostrando concretamente alcune delle applicazioni della ricerca scientifica al settore agroalimentare. L’utilizzo di strumenti espositivi e contenuti digitali consentirà di rappresentare le innovazioni proposte e di approfondire il rapporto tra processi biologici, sviluppo tecnologico e gestione sostenibile delle materie prime. Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa è proprio la capacità di mostrare il collegamento tra biotecnologie e digitalizzazione. Le prime permettono di esplorare nuove modalità di trasformazione dei materiali organici, mentre le seconde offrono strumenti per l’organizzazione e il controllo dei processi. La loro integrazione rappresenta una delle opportunità su cui si concentra la ricerca applicata alla sostenibilità agroalimentare. Attraverso le tre soluzioni, la mostra intende evidenziare come l’innovazione possa contribuire alla riduzione degli sprechi e allo sviluppo di filiere nelle quali i sottoprodotti vengono considerati risorse potenzialmente utili per ulteriori cicli produttivi.

METROFOOD-IT, l’infrastruttura di ricerca coordinata da ENEA per l’innovazione alimentare

Un ulteriore elemento della partecipazione al Forum sarà la presentazione di METROFOOD-IT, l’infrastruttura di ricerca coordinata da ENEA che promuove l’innovazione e la sostenibilità dei sistemi agroalimentari. La mostra offrirà infatti l’occasione per conoscere più da vicino questa realtà e il suo ruolo nel mettere in collegamento competenze scientifiche, mondo produttivo e società. METROFOOD-IT opera con l’obiettivo di favorire le relazioni tra ricerca, imprese e consumatori, tre componenti fondamentali per accompagnare l’evoluzione del settore alimentare. Il dialogo tra questi ambiti consente di affrontare le sfide della sostenibilità attraverso una prospettiva che non si limita alla sola sperimentazione tecnologica, ma considera anche il trasferimento delle conoscenze e il rapporto tra innovazione e applicazioni concrete. Il coinvolgimento delle imprese assume particolare rilevanza nel percorso che porta una soluzione di ricerca verso possibili utilizzi nel sistema produttivo. Allo stesso tempo, il collegamento con i consumatori contribuisce ad ampliare il confronto sui cambiamenti che interessano la produzione alimentare e sulla diffusione di modelli orientati a una gestione più sostenibile delle risorse. La presenza di METROFOOD-IT nel percorso espositivo rafforza così il significato dell’iniziativa: non soltanto presentare singole tecnologie, ma valorizzare un sistema di competenze e collaborazioni dedicato al futuro dell’agroalimentare.

Science and Innovation Forum della FAO, la ricerca al centro della Giornata mondiale dell’alimentazione

L’appuntamento del 13 ottobre a Roma si colloca nel programma delle iniziative organizzate dalla FAO in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, che ricorre ogni anno il 16 ottobre. Il Science and Innovation Forum, giunto alla sua quinta edizione, rappresenta il contesto nel quale ENEA presenterà le proprie attività di ricerca dedicate alla trasformazione dei sottoprodotti agroalimentari. Il collegamento con la Giornata mondiale dell’alimentazione attribuisce particolare significato ai temi affrontati dall’esposizione. La sostenibilità delle produzioni, l’efficienza nell’impiego delle risorse e la riduzione degli sprechi sono questioni strettamente connesse all’evoluzione dei sistemi alimentari. In questo scenario, la ricerca scientifica può offrire strumenti e conoscenze per individuare nuove modalità di utilizzo delle materie già impiegate nei processi produttivi.

La partecipazione di ENEA mette in evidenza soprattutto un cambiamento di prospettiva: i residui e i sottoprodotti agroalimentari possono rappresentare il punto di partenza di nuove filiere, grazie allo sviluppo di soluzioni che ne consentano la trasformazione in risorse utilizzabili. Dalla crusca dei cereali alla coltivazione dei funghi, fino ai biomateriali destinati agli imballaggi, le tre innovazioni che saranno illustrate nella sede romana della FAO mostrano differenti possibilità di applicazione di questo principio. Il filo conduttore è la ricerca di un sistema produttivo capace di valorizzare maggiormente ciò che già utilizza, riducendo gli sprechi attraverso processi tecnologici e biologici. È proprio questa la prospettiva che caratterizza “From agrifood byproducts to New Resources”: considerare la trasformazione dei sottoprodotti non soltanto come una questione di recupero dei materiali, ma come un’opportunità di innovazione per l’intero settore agroalimentare. Un percorso nel quale scienza, tecnologia ed economia circolare diventano strumenti complementari per sviluppare nuove risorse e contribuire alla sostenibilità delle produzioni alimentari.