Un momento destinato a rimanere nella storia personale e scientifica di Karl Deisseroth. Stanford University ha condiviso un filmato nel quale lo scienziato comunica a due delle sue figlie e a uno dei suoi figli di avere appena vinto il Premio Nobel per la Medicina. Le immagini mostrano così il lato più familiare di una notizia di enorme rilevanza scientifica. Deisseroth, 54 anni, è infatti tra i vincitori del riconoscimento assegnato quest’anno per il lavoro svolto nel campo dell’optogenetica. Il premio è stato condiviso con due ricercatori in Germania, protagonisti insieme a Deisseroth degli studi che hanno portato al riconoscimento.
Il Nobel premia il lavoro sull’optogenetica
Al centro dell’assegnazione del Nobel per la Medicina c’è dunque l’optogenetica, un settore di ricerca che combina luce e geni con l’obiettivo di intervenire sull’attività dei neuroni. Il principio alla base di questo campo consiste nella possibilità di utilizzare la luce per accendere e spegnere i neuroni nei cervelli viventi, un approccio che ha posto Deisseroth e gli altri due ricercatori premiati al centro della ricerca riconosciuta quest’anno con il Nobel. È proprio questo lavoro a essere stato indicato come il motivo del prestigioso riconoscimento condiviso dal ricercatore di Stanford con i due studiosi attivi in Germania.
Cos’è l’optogenetica e perché è al centro del Premio Nobel
L’elemento centrale dell’optogenetica è rappresentato dall’integrazione tra due componenti: la luce e i geni. Attraverso questa combinazione è possibile controllare l’attività dei neuroni all’interno di cervelli viventi, attivandoli oppure disattivandoli. È questo il campo scientifico nel quale si inserisce il lavoro che ha portato Karl Deisseroth e i due ricercatori tedeschi a condividere il Premio Nobel per la Medicina. La notizia mette quindi in primo piano una tecnica fondata sulla possibilità di agire in maniera controllata sui neuroni attraverso la luce, collegando strumenti genetici e stimolazione luminosa.
Il premio condiviso con due ricercatori in Germania
Il Nobel per la Medicina non è stato attribuito esclusivamente a Deisseroth. Il ricercatore ha infatti condiviso il premio di quest’anno con due studiosi in Germania, anch’essi riconosciuti per il lavoro svolto nell’ambito dell’optogenetica. Il riconoscimento premia quindi un percorso di ricerca sviluppato intorno a un campo scientifico caratterizzato dall’impiego congiunto di luce, geni e controllo dell’attività neuronale. La possibilità di utilizzare questi strumenti per accendere e spegnere i neuroni nei cervelli viventi costituisce il nucleo del lavoro per il quale Deisseroth e gli altri due ricercatori hanno ricevuto il premio.
Stanford University diffonde le immagini dell’annuncio
A rendere particolarmente significativo anche sul piano umano l’annuncio è stata la scelta della Stanford University di condividere il filmato di Deisseroth mentre informa i propri figli della vittoria. Il video documenta un passaggio immediatamente legato all’assegnazione del premio: uno scienziato appena diventato vincitore del Nobel per la Medicina che condivide la notizia con la propria famiglia. La scena offre così un’immagine diversa rispetto alla dimensione strettamente accademica del riconoscimento e accompagna l’annuncio del premio assegnato per il lavoro sull’optogenetica, il campo che combina luce e geni per controllare l’attività dei neuroni nei cervelli viventi.


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