Dramma sfiorato: frammento di razzo cinese lungo 9 metri si schianta vicino alle case

Un enorme frammento di metallo con segni di bruciatura è caduto in una piantagione nel Borneo indonesiano. L'Agenzia per la ricerca punta il dito contro il vettore spaziale Zhuque-2E che aveva appena lanciato 10 satelliti

Un boato assordante ha squarciato il silenzio della sera in una remota area della provincia del Kalimantan Centrale, nel cuore del Borneo indonesiano, seminando paura tra i residenti locali. La mattina seguente, il mistero notturno si è materializzato sotto forma di un enorme frammento metallico, grande quanto un’automobile, precipitato all’interno di una vasta piantagione. Le autorità indonesiane hanno immediatamente avviato un’indagine per comprendere le dinamiche dello schianto e l’origine del gigantesco relitto, che secondo gli esperti governativi appartiene a un veicolo lanciato di recente verso lo Spazio.

Il ritrovamento e lo scampato pericolo

A fare la scoperta è stato Wardi Tamroni, un lavoratore di 51 anni della piantagione gestita dalla società PT Agro Bukit, nei pressi della città di Sampit. L’uomo si è imbattuto nel relitto caduto a circa 3 km dal complesso residenziale dove vivono i dipendenti. “Era semplicemente lì. All’inizio ho pensato che potesse trattarsi di rottami di aerei“, ha raccontato Tamroni all’agenzia AFP. Il lavoratore ha poi sottolineato la potenziale gravità della situazione se l’evento si fosse verificato in orario lavorativo. “Di solito svolgiamo le nostre attività nell’area in cui è caduto l’oggetto“, ha aggiunto. “Fortunatamente, tutti i lavoratori erano già tornati a casa, quindi non era rimasto nessuno nella piantagione“.

Le indagini sui frammenti del vettore

Le forze dell’ordine locali, guidate dal capo della polizia I Kadek Dwi Yoga Sidhimantra, hanno subito perlustrato l’area dell’impatto. Sidhimantra ha descritto l’oggetto precipitato come “una piastra di alluminio abbastanza grande che misura fino a 9 metri con una forma irregolare e segni di bruciatura visibili“. Zachrudien, portavoce dell’aviazione civile indonesiana, ha confermato che l’incidente non ha causato perdite di vite umane né danni alle proprietà, rassicurando i cittadini sul fatto che i detriti non presentano alcun rischio di radiazioni o tossicità. A fare luce sull’origine del frammento è intervenuta l’Agenzia Nazionale per la Ricerca e l’Innovazione (BRIN) dell’Indonesia, dichiarando che i resti sembrano provenire da un razzo cinese Zhuque-2E. Proprio la settimana scorsa, il governo di Pechino aveva confermato che un vettore di quel modello aveva lanciato 10 satelliti nello Spazio partendo da un sito commerciale situato nel Nord/Ovest del Paese asiatico.

I rischi legati al rientro dei detriti spaziali

Il ricercatore della BRIN Thomas Djamaluddin ha spiegato in un comunicato ufficiale le dinamiche fisiche di questi rientri atmosferici. L’esperto ha chiarito che non tutte le parti di un veicolo spaziale bruciano necessariamente al rientro nell’atmosfera terrestre e che i componenti più resistenti al calore estremo possono arrivare intatti fino alla superficie. “Questo fenomeno è una possibile spiegazione per la scoperta di un grande frammento di metallo in una piantagione di olio di palma a Sampit“, ha dichiarato Djamaluddin. Sebbene la maggior parte della spazzatura spaziale finisca per schiantarsi negli oceani, che coprono circa il 70% della superficie del nostro pianeta, l’ESA sottolinea che il rischio di vittime sulla Terra a causa di rientri incontrollati è attualmente “estremamente basso“, sebbene sia in costante crescita a causa dell’aumento vertiginoso dei lanci globali.