Virgin Galactic ha svelato ufficialmente il primo spazioplano della sua linea di nuova generazione “Delta” e ha annunciato i risultati del voto globale per la scelta del suo nome. Il velivolo si chiamerà Apeiron ed è il primo della Classe Delta, come reso noto oggi da Virgin Galactic. Il nome Apeiron deriva dal termine greco antico che significa “illimitato” ed è stato selezionato tramite un sondaggio pubblico che ha coinvolto migliaia di persone in 83 Paesi e sei continenti. La presentazione avviene proprio nel giorno in cui è previsto il trasferimento dello spazioplano dal sito produttivo di Mesa, in Arizona, allo Spaceport America, nel New Mexico; qui il veicolo sarà sottoposto ai preparativi finali prima dell’avvio dei test di volo.
La scelta del nome
Apeiron era uno dei quattro nomi finalisti, selezionati da Virgin Galactic a partire da un elenco di 276 proposte avanzate dai dipendenti. A seguito del voto del pubblico, Apeiron ha prevalso sulle altre opzioni: Horizon, Explorer e Ascend. “Apeiron, ovvero ‘l’illimitato’, racchiude in sé l’ambizione del volo spaziale umano e le possibilità che esso schiude per l’umanità”, ha dichiarato Michael Colglazier, CEO di Virgin Galactic, in un comunicato aziendale. “La straordinaria partecipazione al voto pubblico ha reso la scelta di questo nome ancora più significativa”.
Il trasferimento allo Spaceport America
Il nuovo e fiammante spazioplano verrà agganciato al velivolo vettore VMS Eve di Virgin Galactic per il viaggio verso lo Spaceport America; una volta giunto a destinazione, gli ingegneri completeranno il lavoro sul software avionico, in vista dei primi test di volo e delle future missioni operative di Apeiron. Il nuovo veicolo di classe Delta prende il posto del precedente modello di spazioplano di Virgin, il VSS Unity, che nel corso della sua vita operativa – tra l’estate del 2023 e quella del 2024 – ha compiuto sette missioni suborbitali. L’azienda ha sospeso i voli del VSS Unity per concentrare le proprie risorse sullo sviluppo di Apeiron, con l’obiettivo di riprendere il trasporto di passeggeri a metà del 2027.
Obiettivo otto voli al mese
Una volta a pieno regime, Virgin prevede di far volare ciascuno dei suoi veicoli di Classe Delta fino a otto volte al mese. Un secondo spazioplano di Classe Delta è già in costruzione e si prevede che raggiungerà l’Apeiron presso lo Spaceport America proprio nel periodo in cui Virgin riprenderà a trasportare passeggeri. Secondo il documento depositato presso la SEC relativo al secondo trimestre del 2026, circa 675 persone sono ancora in attesa di poter salire a bordo per uno dei voli suborbitali offerti dall’azienda.
Attualmente, oltre 100 di questi futuri viaggiatori spaziali hanno iniziato la preparazione preliminare al volo; altri possessori di biglietto seguiranno non appena Virgin metterà in servizio il secondo veicolo di Classe Delta. Quando l’azienda ha iniziato a vendere i posti a bordo del proprio spazioplano nel 2014 – periodo in cui il VSS Unity era ancora in fase di costruzione – il costo di un biglietto si aggirava sui 200.000 dollari. Oggi, secondo un rapporto di Latte, tale cifra è salita a 850.000 dollari per posto.
Voli spaziali suborbitali di breve durata
Analogamente al suo predecessore, l’Apeiron e i futuri veicoli di Classe Delta sono progettati per voli spaziali suborbitali di breve durata e non sono in grado di raggiungere l’orbita terrestre. Questi velivoli superano il confine dello spazio riconosciuto a livello internazionale – la linea di Kármán, situata a 100 chilometri di altitudine – offrendo ai passeggeri alcuni minuti in assenza di gravità e una vista spettacolare sul pianeta sottostante. Virgin Galactic ha in programma di fornire ulteriori dettagli sui prossimi test di volo durante la presentazione dei risultati finanziari prevista per novembre.
Virgin è una delle due aziende americane ad aver trasportato clienti paganti nello spazio suborbitale, per poi riportarli a terra. L’altra, Blue Origin, ha sospeso i propri voli all’inizio di quest’anno per concentrarsi sul supporto alla missione che porterà gli astronauti della NASA sulla Luna.



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