Il fenomeno climatico noto come El Niño sta influenzando il nostro pianeta in modi decisamente inaspettati, arrivando ad alterare persino la rigorosa misurazione del tempo. Quando le temperature delle acque superficiali dell’oceano Pacifico si riscaldano ben oltre le consuete medie stagionali, gli imponenti effetti a cascata si ripercuotono tempestivamente su scala globale. La dinamica generale dei venti viene stravolta e questa massiccia ridistribuzione delle masse d’aria agisce in maniera diretta sulla velocità di rotazione del nostro pianeta, frenando progressivamente il suo naturale moto. Tutto ciò si traduce in un allungamento effettivo della durata delle nostre giornate, sebbene risulti del tutto impercettibile ai nostri sensi. L’orologio naturale del pianeta subisce così una variazione affascinante, dimostrando come l’intero ecosistema atmosferico e climatico sia un meccanismo intimamente e profondamente interconnesso.
La ridistribuzione dei venti e l’effetto ballerina
Durante questo intenso evento climatico, gli alisei che soffiano sull’oceano Pacifico tropicale si indeboliscono, mentre i venti che viaggiano da Ovest verso Est a latitudini superiori si rafforzano. Questi profondi cambiamenti nei flussi atmosferici vanno a ridistribuire il momento angolare, ovvero l’energia rotazionale condivisa tra l’atmosfera e il globo. Per mantenere il sistema in perfetto equilibrio, la rotazione globale rallenta leggermente. Il principio fisico è identico a quello di una ballerina che piroetta su se stessa: allargando le braccia verso l’esterno, la sua velocità diminuisce. In merito all’entità di questa variazione, la NOAA ha precisato: “Il cambiamento, tuttavia, è di solo circa 1 millisecondo al picco di un forte El Niño“. Un divario minuscolo per l’uomo, pari a 1 parte su 100 milioni considerando gli 86.400 secondi presenti in 1 giorno.
L’accelerazione di La Niña e i rilievi della NASA
Le dinamiche oceaniche e atmosferiche operano in modo ciclico. Quando il Pacifico subisce un raffreddamento e le correnti cambiano direzione, il mondo risponde in maniera del tutto coerente. Riguardo a questa fase inversa, la NOAA ha dichiarato: “La Niña tende ad avere l’effetto opposto“. Di conseguenza, la rotazione globale può accelerare leggermente, rendendo le giornate in minima parte più corte. L’oceano, in ogni caso, non rappresenta l’unico elemento in grado di alterare il tempo cronometrico. Anche i flussi atmosferici, le acque sotterranee e lo scioglimento dei ghiacci incidono sulla velocità di rotazione su scale temporali differenti. A conferma di questa straordinaria sensibilità planetaria, la NASA ha aggiunto: “Le nostre variazioni meteorologiche stagionali e giornaliere possono influenzare la durata del giorno di alcuni millisecondi nel corso di un anno“.


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