L’America Latina è alle prese con una nuova ondata di eventi meteorologici estremi, in un contesto di crescente influenza del fenomeno climatico El Niño. Le intense precipitazioni che hanno interessato diversi Paesi della regione hanno provocato inondazioni, frane, evacuazioni e gravi danni alle infrastrutture, con un bilancio umano che comprende diverse vittime. Dalle pianure agricole argentine alle coste del Pacifico messicano, gli effetti delle condizioni atmosferiche avverse stanno mettendo a dura prova comunità e autorità locali.
Paraguay, il Paraná supera i livelli di sicurezza
La situazione più critica si registra in Paraguay, dove le piogge insistenti hanno provocato l’innalzamento del fiume Paraná, uno dei principali corsi d’acqua del Sud America e un’importante arteria per il commercio regionale. Secondo l’agenzia nazionale per le emergenze, circa 4.200 famiglie sono state colpite dall’esondazione. A Ciudad del Este, nei pressi del confine con il Brasile, una chiesa è stata trasformata in un rifugio per gli sfollati. Nella tarda serata di mercoledì, decine di famiglie hanno trovato riparo nell’edificio, mentre altri residenti hanno allestito tende su un campo da calcio e organizzato cucine comunitarie con il sostegno delle attività commerciali e della comunità religiosa. Le precipitazioni hanno causato anche il crollo di un’abitazione, nel quale ha perso la vita una donna di 58 anni.
Argentina, vittime tra le aree rurali allagate
Le conseguenze del maltempo si estendono alla vicina Argentina. Nei pressi di Bella Vista, nella provincia di Corrientes, 2 lavoratori agricoli sono morti mentre cercavano di trasferire il bestiame lontano dalle zone allagate lungo il Paraná. Centinaia di residenti sono stati evacuati in diverse aree della provincia. Le precipitazioni superiori alla media stanno interessando anche parti della regione agricola della Pampa. In questo caso, gli effetti potrebbero essere contrastanti: se da una parte gli accumuli eccessivi d’acqua rappresentano un pericolo per le persone e le infrastrutture, dall’altra una disponibilità idrica maggiore potrebbe favorire alcune colture, a seconda delle condizioni dei terreni e delle fasi del ciclo agricolo.
Messico, il mare erode le fondamenta di un complesso residenziale
Sulla costa pacifica del Messico, il maltempo ha evidenziato un altro rischio: l’erosione costiera associata al moto ondoso intenso. A San Pancho, località turistica dello Stato di Nayarit, una parte di un complesso residenziale di lusso è crollata dopo che le onde hanno eroso la sabbia sottostante, lasciando esposte le fondamenta e inclinando pericolosamente la struttura verso il mare.
Danni alle comunità costiere sono stati segnalati anche in Perù, dove le autorità hanno annunciato aiuti finanziari e agevolazioni fiscali per le imprese colpite dagli eventi meteorologici estremi lungo la costa del Pacifico. Il governo peruviano prevede inoltre di destinare nel 2027 circa 18 miliardi di soles, equivalenti a 5,22 miliardi di dollari, a interventi finalizzati a contenere l’impatto economico di questi fenomeni.
Cile, grandine e colate di fango
Anche il Cile è stato interessato da episodi di maltempo intenso. A Santiago, l’8 ottobre, l’esondazione di un corso d’acqua ha innescato una colata di fango che si è riversata sulle strade cittadine. Nei giorni successivi, una nuova perturbazione ha portato grandine e allagamenti, rendendo difficili gli spostamenti e aumentando i disagi per la popolazione.
El Niño, il Pacifico verso temperature eccezionali
Sul quadro regionale si concentra l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Le Nazioni Unite hanno avvertito che il fenomeno El Niño potrebbe contribuire a un aumento eccezionale delle temperature superficiali dell’Oceano Pacifico, con ripercussioni sulle precipitazioni e sulla circolazione atmosferica su scala globale.
Secondo le previsioni dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, tra novembre e gennaio le temperature nel Pacifico centrale potrebbero raggiungere valori di circa 3,8°C superiori alla media, con un picco atteso intorno a dicembre. Si tratta di una prospettiva che richiede particolare attenzione, poiché gli effetti di El Niño variano in funzione della geografia, della stagione e delle condizioni climatiche preesistenti.
È importante precisare che non ogni singolo evento estremo può essere attribuito esclusivamente a El Niño: il fenomeno modifica la probabilità e la distribuzione di determinati scenari meteorologici, mentre l’intensità degli impatti dipende anche da fattori locali, come la vulnerabilità del territorio, l’urbanizzazione e la gestione delle risorse idriche.


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