Una marea nera al largo degli Emirati Arabi Uniti si sta estendendo verso la costa, spingendo le autorità a chiudere diverse spiagge e ad avviare verifiche sull’impatto ambientale. Le immagini satellitari del programma europeo Copernicus, datate 24 ottobre, mostrano ampie macchie di petrolio in mare e in prossimità del litorale dell’emirato settentrionale di Umm Al Quwain. Secondo esperti citati da Reuters, la fuoriuscita sarebbe riconducibile alla petroliera Gem No. 2, colpita il mese scorso da un proiettile non identificato che aveva provocato un incendio. Le autorità emiratine, tuttavia, non hanno confermato ufficialmente l’identità della nave né le cause dell’incidente.
Il Ministero del Cambiamento Climatico e dell’Ambiente ha annunciato l’avvio di interventi per contenere la perdita e di una valutazione ambientale. Intanto, per precauzione, sono state chiuse le spiagge di Umm Al Quwain, Al Hamriyah Beach, nell’emirato di Sharjah, e tutte le spiagge di Ras Al Khaimah, fino a nuovo avviso.
L’incidente si inserisce in un contesto di crescenti rischi per la navigazione commerciale nel Golfo, segnato dagli attacchi alle navi dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo i dati raccolti dal Washington Institute for Near East Policy, ottobre è stato il mese peggiore per gli attacchi al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e nelle acque circostanti. A preoccupare è soprattutto la possibile minaccia alla biodiversità marina: le acque del Golfo ospitano oltre 500 specie di pesci, oltre a delfini, tartarughe marine, piante e coralli.


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