Rendere strutturale l’IVA al 10% sul pellet, accelerare la sostituzione delle vecchie stufe, sostenere le comunità energetiche termiche e valorizzare il patrimonio forestale italiano. Sono alcune delle priorità al centro delle cinque proposte politiche presentate da AIEL – Associazione Italiana Energia dal Legno al Governo e al Parlamento, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della filiera bosco-legno-energia nella sicurezza energetica nazionale, nella sostenibilità ambientale e nello sviluppo economico dei territori. La piattaforma è stata illustrata in occasione di “Legno Energia Italia. Foreste gestite, energia rinnovabile, futuro delle comunità”, l’incontro che si è svolto oggi alla Camera dei Deputati, su iniziativa dell’onorevole Luca Squeri, riunendo rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e del settore forestale. Al centro dell’iniziativa la necessità di costruire una strategia nazionale capace di integrare le politiche energetiche, forestali, ambientali e industriali, riconoscendo il contributo delle bioenergie forestali alla produzione di calore rinnovabile, alla gestione sostenibile dei boschi e alle economie locali.
IVA al 10% sul pellet e fiscalità del cippato: le richieste per il settore
Uno dei punti centrali della piattaforma presentata da AIEL riguarda la fiscalità applicata ai combustibili legnosi. L’associazione chiede di rendere strutturale l’aliquota IVA al 10% sul pellet, inserendo questa misura in un quadro di regole fiscali stabile per la filiera. La proposta comprende anche la richiesta di chiarire il trattamento fiscale del cippato, un altro combustibile di origine legnosa utilizzato nella produzione di energia termica. La fiscalità rappresenta una delle cinque priorità illustrate da Annalisa Paniz, direttrice generale di AIEL, nell’ambito di una piattaforma che punta a garantire condizioni più favorevoli allo sviluppo del settore e alla competitività delle imprese nazionali.
Incentivi per sostituire stufe e impianti obsoleti: il nodo della qualità dell’aria
Un’altra richiesta riguarda la necessità di accelerare il ricambio tecnologico degli impianti di riscaldamento a biomassa, attraverso incentivi stabili e regole ambientali coerenti. L’obiettivo è favorire la sostituzione dei generatori più vecchi, intervenendo sul segmento del parco installato che presenta le maggiori criticità in termini di emissioni. A evidenziare l’importanza di questa priorità sono i dati del Rapporto Statistico AIEL 2026, presentato a sostegno della piattaforma politica. Secondo il rapporto, in Italia risultano installati circa 8,8 milioni di generatori a biomassa, un patrimonio tecnologico per il quale il rinnovamento degli apparecchi rappresenta una questione centrale. Tra il 2021 e il 2025, i consumi finali lordi di energia termica da biomassa si sono ridotti del 26,1%, mentre le emissioni di particolato sono diminuite del 38% rispetto al 2010. Nonostante questa riduzione, il rapporto evidenzia che il 90% delle emissioni proviene ancora dagli apparecchi a 2 stelle o inferiori. Un dato che, secondo AIEL, conferma l’urgenza di concentrare gli interventi sui generatori più obsoleti, così da massimizzare il beneficio ambientale di ogni sostituzione.
Pichetto Fratin: il patrimonio forestale italiano è una risorsa per la transizione energetica
Un riconoscimento istituzionale al ruolo della filiera è arrivato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto all’incontro attraverso un videomessaggio. Il ministro ha evidenziato le opportunità offerte dalla valorizzazione sostenibile delle risorse forestali, richiamando il contributo delle bioenergie alla produzione di energia rinnovabile e allo sviluppo economico dei territori. “L’Italia possiede un patrimonio forestale straordinario, un tesoro che dobbiamo tutelare e valorizzare. Le bioenergie forestali consentono di trasformare in una preziosa risorsa energetica i materiali derivanti dalla corretta gestione dei boschi, contribuendo alla transizione energetica e allo sviluppo delle economie locali. La sfida è far crescere le fonti rinnovabili migliorando al tempo stesso la qualità dell’aria”, ha sottolineato Pichetto Fratin. Nel suo intervento il ministro ha inoltre richiamato il ruolo del Conto Termico 3.0, gli incentivi alla produzione elettrica da biomassa e l’importanza di ascoltare le esigenze delle imprese rappresentate da AIEL.
Foreste e sicurezza energetica, Bussone: la filiera deve avere un ruolo stabile nelle politiche nazionali
La richiesta di un riconoscimento strutturale della filiera nelle strategie nazionali è stata ribadita da Marco Bussone, presidente di AIEL, che ha posto l’attenzione sul rapporto tra produzione energetica, accessibilità del riscaldamento e mantenimento delle attività economiche nei territori. “La filiera bosco-legno-energia deve trovare un posto riconoscibile e stabile nelle politiche nazionali. Perché può contribuire alla sicurezza energetica, rendere più accessibile il riscaldamento e creare lavoro nei territori in cui, mantenere un’attività economica, significa anche mantenere viva una comunità”, ha dichiarato Bussone. Il presidente dell’associazione ha sottolineato la necessità di una visione integrata delle politiche energetiche, forestali, ambientali e industriali, affinché le diverse misure possano contribuire a un percorso di sviluppo condiviso.
Comunità energetiche termiche e reti locali di calore rinnovabile
Tra le cinque proposte illustrate alla Camera trova spazio anche il sostegno alle comunità energetiche termiche e alle reti locali di calore rinnovabile. AIEL propone di accompagnare lo sviluppo di queste soluzioni attraverso strumenti dedicati, riconoscendone il ruolo nell’utilizzo delle risorse energetiche rinnovabili e nella valorizzazione delle filiere territoriali. La piattaforma chiede inoltre di riconoscere formalmente il ruolo strategico della filiera bosco-legno-energia nella programmazione energetica nazionale, attraverso politiche coordinate che consentano di collegare la gestione sostenibile del patrimonio forestale agli obiettivi energetici e ambientali.
Imprese forestali, contratti di filiera e biomasse per la decarbonizzazione industriale
Il quinto ambito di intervento riguarda la competitività delle imprese e delle filiere nazionali, con particolare attenzione agli investimenti produttivi e agli strumenti capaci di rafforzare l’organizzazione economica del settore. AIEL propone di favorire i contratti di filiera e l’impiego sostenibile delle biomasse nei processi di decarbonizzazione del calore industriale, affiancando così alle applicazioni per il riscaldamento anche il contributo delle risorse legnose alla transizione energetica delle attività produttive. Il rafforzamento della filiera nazionale viene inserito in una strategia che considera la gestione forestale, la trasformazione delle risorse legnose e la produzione energetica come attività strettamente collegate.
AIEL chiede un tavolo interministeriale permanente con Regioni e Parlamento
Per trasformare le cinque proposte in provvedimenti concreti, l’associazione ha avanzato una richiesta istituzionale precisa: istituire un tavolo interministeriale continuativo, con il coinvolgimento delle Regioni e del Parlamento. L’obiettivo è definire un percorso condiviso per affrontare le priorità della filiera, individuando responsabilità, tempi di attuazione e risultati verificabili. Il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali viene considerato un passaggio necessario per costruire politiche capaci di tenere insieme la programmazione energetica, la tutela ambientale, il sostegno alle imprese e la valorizzazione delle risorse forestali.
Il confronto alla Camera tra maggioranza e opposizione sulle politiche forestali
L’incontro “Legno Energia Italia. Foreste gestite, energia rinnovabile, futuro delle comunità” ha ospitato anche una tavola rotonda dal titolo “Le politiche per le foreste e le filiere energetiche”, dedicata al ruolo delle istituzioni nella gestione sostenibile dei boschi e nello sviluppo delle filiere energetiche. Al confronto hanno partecipato rappresentanti di diverse forze politiche: Mauro Del Barba di Italia Viva, Alessandro Giglio Vigna e Alberto Gusmeroli della Lega, Antonino Iaria del Movimento 5 Stelle, Erica Mazzetti di Forza Italia, Giorgio Salvitti di Fratelli d’Italia, Luigi Spagnolli delle Autonomie e Stefano Vaccari del Partito Democratico. La discussione ha affrontato il contributo delle politiche pubbliche alla gestione sostenibile del patrimonio forestale e alla crescita delle filiere energetiche, dando continuità al dialogo tra AIEL e le istituzioni sulle priorità presentate durante l’iniziativa.Con la piattaforma delle cinque proposte e la richiesta di un tavolo interministeriale, AIEL porta così all’attenzione del Governo e del Parlamento un insieme di interventi che spaziano dalla fiscalità del pellet alla modernizzazione degli impianti, dal sostegno alle reti termiche locali agli investimenti nelle imprese forestali, con l’obiettivo di riconoscere alla filiera bosco-legno-energia un ruolo stabile nelle politiche energetiche, ambientali e industriali del Paese.


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