L’Italia accelera sulla strada dell’autonomia energetica, puntando su una strategia che combina lo sviluppo delle energie rinnovabili, il ritorno al nucleare civile e una nuova fase di investimenti nelle infrastrutture tecnologiche. Al centro del piano del governo ci sono soprattutto 4.000 progetti legati alle fonti rinnovabili attualmente bloccati da veti locali, che l’esecutivo intende sbloccare attraverso ulteriori semplificazioni normative da inserire nel prossimo decreto Imprese. A delineare le priorità è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al convegno NetZero Milan, dove ha illustrato gli obiettivi del governo in materia di produzione energetica, indipendenza dalle forniture estere e sviluppo dei data center, un settore che sta attirando investimenti privati per decine di miliardi di euro. La prospettiva è quella di aumentare la capacità produttiva nazionale, rafforzando contemporaneamente il ruolo dell’Italia nello sviluppo delle nuove tecnologie energetiche e digitali a livello europeo.
Rinnovabili in Italia, crescita superiore al 40% ma restano 4.000 progetti frenati dai veti locali
Il primo intervento riguarda le fonti energetiche rinnovabili, considerate dal governo una componente fondamentale della strategia nazionale. Urso ha evidenziato la crescita registrata durante l’attuale legislatura, sottolineando tuttavia la necessità di imprimere un’ulteriore accelerazione alla realizzazione degli impianti. Le rinnovabili restano “una leva essenziale” per il Paese. “Sono cresciute di oltre il 40% dall’inizio della legislatura, ma occorre proseguire, accelerare. Per questo lavoriamo per sbloccare i 4.000 progetti oggi frenati da veti locali, anche attraverso l’introduzione di ulteriori semplificazioni che troveranno spazio nel prossimo decreto Imprese”, ha dichiarato il ministro. Il nodo centrale è dunque rappresentato dalle difficoltà che rallentano la realizzazione dei nuovi impianti. L’obiettivo annunciato da Urso è intervenire sulle procedure attraverso nuove disposizioni di semplificazione, consentendo ai progetti attualmente frenati dalle opposizioni locali di avanzare. Il prossimo decreto Imprese viene così individuato come uno degli strumenti legislativi attraverso cui favorire l’accelerazione degli investimenti nel comparto energetico.
Nucleare sostenibile, il governo lavora alle nuove tecnologie e alla produzione europea
Accanto all’espansione delle rinnovabili, la strategia delineata dal ministro prevede un ruolo per il nucleare sostenibile, considerato una delle risposte alle necessità energetiche dell’Italia nel medio e lungo periodo. Urso ha richiamato il percorso normativo avviato dal governo e le iniziative europee dedicate allo sviluppo di tecnologie nucleari innovative, con l’obiettivo di rafforzare la capacità produttiva e l’autonomia strategica del continente. Per far fronte alle necessità di medio-lungo periodo “abbiamo approvato anche la legge delega sul nucleare sostenibile, e stiamo lavorando a livello europeo con l’Ipcei sulle tecnologie nucleari innovative, così da perseguire l’autonomia energetica attraverso una produzione che avverrà in Italia e in Europa”. La prospettiva indicata è quella di costruire un mix energetico nel quale le fonti rinnovabili siano affiancate, quanto prima, dall’energia nucleare civile. Un percorso che, secondo il ministro, permetterebbe di aumentare la produzione e ridurre la dipendenza dalle forniture energetiche estere. “Più rinnovabili e quanto prima anche energia nucleare civile, un mix energetico che ci consentirà di ridurre la dipendenza dall’estero, di aumentare la produzione e quindi l’autonomia strategica della nostra Italia e del nostro continente”, ha concluso Urso sul tema energetico.
Data center, oltre 25 miliardi di investimenti previsti in Italia tra il 2026 e il 2028
Un altro capitolo centrale dell’intervento del ministro riguarda lo sviluppo dei data center in Italia, un settore caratterizzato da una forte crescita degli investimenti e da nuovi programmi industriali che coinvolgono diverse aree del territorio nazionale. I numeri illustrati da Urso mostrano l’entità delle risorse destinate a queste infrastrutture, con una significativa accelerazione prevista nel prossimo triennio. “L’Italia è in una fase di forte crescita sui data center: oltre 7 miliardi di euro investiti nel triennio 2023-2025 e più di 25 miliardi previsti per il 2026-2028 con sette programmi dichiarati strategici dal Consiglio dei ministri e che vengono seguiti dal Mimit”, ha spiegato il ministro. Il dato più significativo riguarda dunque i sette programmi dichiarati strategici dal Consiglio dei ministri, seguiti direttamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito di una programmazione che prevede investimenti superiori a 25 miliardi di euro nel periodo compreso tra il 2026 e il 2028. Urso ha inoltre precisato che si tratta di programmi “che prevedono investimenti solo privati, per questo ancora più importanti”.
Nuovi data center, i primi impianti operativi tra il 2026 e l’inizio del 2027
Il ministro ha voluto evidenziare anche lo stato di avanzamento delle iniziative già individuate come strategiche, distinguendo gli investimenti in corso di realizzazione dalle ulteriori prospettive di sviluppo del settore. “Sono cantieri, non annunci”, ha sottolineato Urso, spiegando che i primi impianti entreranno in esercizio nel corso del 2026 e nei primi mesi del 2027. Ai sette programmi strategici si affiancano nuove iniziative che potrebbero ampliare ulteriormente la dimensione degli investimenti destinati alle infrastrutture digitali nazionali. “Altri dieci progetti, per oltre 30 miliardi, sono in fase di valutazione o in fase di accompagnamento dalle strutture del nostro ministero. Quindi le prospettive sono ancora più significative”, ha aggiunto il ministro. Il quadro delineato comprende quindi sia i programmi già dichiarati strategici, sia dieci ulteriori progetti per oltre 30 miliardi di euro che si trovano ancora nelle fasi di valutazione o di accompagnamento ministeriale.
Data center nel Mezzogiorno, un investimento strategico nel Sulcis e un altro progetto al Sud
La crescita delle infrastrutture digitali non riguarderà soltanto le regioni del Nord Italia. Tra gli obiettivi illustrati da Urso figura infatti anche l’estensione degli investimenti nei data center al Centro-Sud, con iniziative che interessano direttamente il Mezzogiorno. Una delle novità riguarda la Sardegna, dove un progetto dichiarato strategico prevede la realizzazione di un investimento all’interno di una miniera del Sulcis. Un ulteriore progetto, destinato a un’altra regione meridionale, è invece in via di approvazione. Urso ha illustrato il programma territoriale del governo dichiarando: “un primo sito è stato definito strategico e l’investimento avverrà in una miniera del Sulcis, in Sardegna, pensate, quanto importante possa esserlo, e un altro è in via di approvazione per un’altra regione del nostro Mezzogiorno, appunto non soltanto in Lombardia, non soltanto in Piemonte, dove è stato localizzato un impianto importante di data center in quello che era l’ex sito nucleare di Trino vercellese ma anche sempre più nel resto del nostro Paese”. Il riferimento al Mezzogiorno assume particolare rilievo nell’ambito della distribuzione territoriale degli investimenti. Accanto ai progetti localizzati in Lombardia e Piemonte, il governo intende infatti favorire una presenza crescente delle nuove infrastrutture digitali anche nelle regioni meridionali.
Da Trino Vercellese al Sulcis, i nuovi investimenti nelle infrastrutture digitali
Tra le localizzazioni richiamate dal ministro figura anche Trino Vercellese, in Piemonte, dove è stato individuato un importante impianto di data center nell’area dell’ex sito nucleare. La presenza di investimenti in Piemonte, Lombardia e Sardegna, insieme al progetto in via di approvazione per un’altra regione del Mezzogiorno, rientra nell’obiettivo di estendere lo sviluppo dei data center a un numero crescente di territori italiani. Il rafforzamento della produzione energetica attraverso rinnovabili e nucleare civile e la crescita degli investimenti privati nelle infrastrutture digitali rappresentano così i due principali ambiti di intervento illustrati da Urso a NetZero Milan. Una strategia che il governo lega all’aumento della capacità produttiva nazionale e al perseguimento di una maggiore autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa.


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