Nonostante il recente maltempo, la crisi idrica continua a stringere in una morsa il Distretto del fiume Po. Nonostante i primi segnali di pioggia legati al transito delle perturbazioni atlantiche, l’ondata di calore anomalo registrata nei mesi estivi e proseguita fino a ottobre – abbinata a precipitazioni sporadiche e disomogenee – sta rallentando fortemente il ripristino delle riserve idriche superficiali e sotterranee. A tracciare il quadro della situazione è l’ultimo report dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, che conferma lo stato di severità idrica “Media con precipitazioni”. Sotto osservazione speciale rimangono tutti i corpi idrici del territorio, con particolare attenzione alle fonti destinate all’approvvigionamento idropotabile e ai livelli storicamente bassi dei grandi laghi e degli invasi.
A ottobre la siccità estrema è finita, ma i suoi effetti no
Il persistere di temperature eccezionalmente elevate registrate anche a ottobre e il carattere discontinuo delle precipitazioni fin qui occorse continua a limitare il recupero delle risorse idriche superficiali e sotterranee del Distretto del Po, si legge nel report dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, che oggi ha confermato la severità idrica “Media con precipitazioni”. Permangono quindi sotto osservazione tutti i corpi idrici del Distretto con particolare riferimento, in questa fase, a quelli utilizzati per l’approvvigionamento idropotabile. L’anomalia termica che dal mese di giugno interessa il territorio del Distretto continua ad influire sulla distribuzione delle precipitazioni, che rimangono mal distribuite, sia da un punto di vista areale che temporale (fenomeni prevalentemente temporaleschi). Nelle prossime ore si rivaluteranno tutti gli indicatori anche alla luce del transito della prima perturbazione atlantica che interessa il Distretto da diversi mesi.
La situazione regione per regione
Di seguito, la panoramica dettagliata regione per regione e i dati aggiornati sulla situazione del bacino. In Valle d’Aosta le portate della Dora Baltea in uscita a Tavagnasco (TO) sono prossime ai minimi storici: appena 50 metri cubi al secondo. Grandi invasi al 56% di riempimento (dato inferiore rispetto alle medie degli ultimi 20 anni). In Piemonte, il deficit pluviometrico dall’inizio dell’anno è pari al 22%. Le temperature hanno registrato +3,5°C rispetto alla media storica, con settembre mese più caldo in assoluto. Qualche comune servito da autobotti (fonte: Utilitalia). In Liguria è del 42% la disponibilità complessiva invasi del sistema idrico genovese. Falde ancora sotto la media. In Lombardia la disponibilità media delle risorse idriche è scesa del 40%; sorvegliato speciale il comparto del Lago Maggiore, che però al momento è interessato da precipitazioni significative.
In Emilia Romagna gli invasi di Mignano, Molato e Conca sono ormai quasi vuoti (avendo assolto i loro compiti durante la stagione irrigua); Suviana pieno al 73%, Brasimone al 23%, Reno Vivo al 16,2%. Particolare attenzione su Ridracoli, attualmente al 34%. Da verificare con attenzione l’evolversi della situazione sulla Regione soprattutto con riferimento al basso livello di riempimento degli invasi. In Veneto e Toscana non si segnalano criticità specifiche per la parte di territorio afferente al Distretto del Po. Nelle Marche, come per la Romagna, rimangono sotto osservazione i corpi idrici interessati da prelievi ad uso idropotabile.
Le portate
Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 18 ottobre 2026: Piacenza 380 metri cubi al secondo; Cremona 470 m3/s; Boretto (RE) 563 m3/s; Borgoforte (MN) 630 m3/s; Pontelagoscuro (FE) 627 m3/s (oltre due terzi in meno rispetto al valore che dovrebbe avere in questo periodo, pari a 1967 m3/s, secondo i dati della media storica giornaliera 1991-2020). Le portate sono dunque abbondantemente sotto i valori medi tipici del periodo: -58% a Cremona, -66% a Piacenza, -68% sul Delta.
I Grandi Laghi
Alla data del 19 ottobre 2026 le condizioni degli invasi dei Grandi Laghi Regolati risultavano in linea o inferiori alla media di periodo (Lago Maggiore risalito già dal 16% al 31%; Lago di Como 28,2%; Lago d’Iseo 51,8%; Lago d’Idro 11%; Lago di Garda 32,6%), anche se nelle ultime ore si stanno registrando degli incrementi, in alcuni casi anche significativi. Nell’ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 25 novembre.


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