Forte scossa di terremoto al largo del Giappone | DATI e MAPPE

Il Giappone è situato in una delle aree sismicamente più attive del pianeta, la "Cintura di Fuoco" del Pacifico

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Un terremoto magnitudo 6.2 ha colpito le acque a Sud del Giappone oggi 25 ottobre 2026 alle 03:09 ora italiana (11:09 ora locale). L’epicentro del sisma è stato localizzato nel Mar del Giappone, nella regione delle Isole Ogasawara/Izu, a Sud di Tokyo, ad una notevole profondità stimata in circa 483 km. Il GEOFON Earthquake Information Service di Potsdam (GFZ) ha registrato e classificato l’evento tellurico. Nonostante l’elevata magnitudo, la straordinaria profondità dell’ipocentro ha notevolmente ridotto l’impatto sulla superficie, scongiurando danni significativi o allerte tsunami. L’epicentro è stato localizzato nel braccio di mare a Sud dell’isola principale di Honshu. La scossa ha raggiunto il livello 3 della scala sismica giapponese (che prevede 7 livelli e si basa sulla misurazione delle oscillazioni in superficie e dei potenziali danni) in questo arcipelago, ed è stata avvertita anche nella capitale.

Un’area geologicamente complessa

Il Giappone è situato in una delle aree sismicamente più attive del pianeta, conosciuta come la “Cintura di Fuoco” del Pacifico. La regione in cui si è verificato il sisma odierno, situata a Sud della baia di Tokyo lungo la dorsale Izu-Bonin-Mariana, è caratterizzata da una complessa interazione tettonica. In quest’area, la vasta Placca del Pacifico si scontra e subduce (scivola al di sotto) della Placca del Mare delle Filippine ad una velocità di circa 5,5 cm all’anno. Questo processo di subduzione profonda genera enormi tensioni nella crosta terrestre e nel mantello superiore, che periodicamente si liberano sotto forma di forti terremoti.

Perché terremoti così profondi?

Il sisma si è verificato a una profondità di oltre 480 km. I terremoti che avvengono a profondità superiori ai 300 km sono classificati come “terremoti profondi”. Essi si generano all’interno della placca tettonica in subduzione (in questo caso la Placca del Pacifico) che, essendo fredda e rigida, penetra nel mantello caldo della Terra mantenendo la sua capacità di fratturarsi. A causa della grande distanza dalla superficie terrestre, l’energia sismica si dissipa notevolmente prima di raggiungere le coste o i centri abitati, rendendoli generalmente meno distruttivi rispetto ai terremoti superficiali di pari magnitudo, pur potendo essere avvertiti su un’area geografica vastissima.

Sismicità storica della regione

Il Giappone e l’intera fossa del Giappone hanno una storia sismica antichissima e complessa. La regione dell’arcipelago di Izu e delle isole Ogasawara è soggetta a frequenti terremoti e ad un’intensa attività vulcanica. È noto che terremoti di grande magnitudo si verificano regolarmente lungo queste zone di subduzione.Questa attività tettonica continua non solo è responsabile dei terremoti e degli tsunami che hanno storicamente colpito il Giappone, ma è anche il motore geologico che ha formato l’arcipelago stesso e la vicina penisola di Izu nel corso di milioni di anni.