Nella mattinata odierna, esattamente alle 10:51 ora italiana, una forte scossa di terremoto ha colpito il territorio della Romania. Il sisma ha fatto registrare una magnitudo mb di 4.7. Il terremoto si è originato ad una notevole profondità, stimata dall’INGV in 137 km sotto la superficie terrestre. L’epicentro del sisma si colloca nella ben nota regione centro-orientale del Paese, un’area tristemente famosa per la sua vivacità tettonica.
Perché avvengono forti terremoti in questa zona della Romania
La zona interessata dall’epicentro è Vrancea, che rappresenta la principale e più attiva regione sismica dal punto di vista geologico dell’intera Romania. Questa complessa struttura sismogenetica si trova situata in profondità, esattamente al di sotto della zona di piegatura dei monti Carpazi orientali. I terremoti in quest’area si producono quasi sempre a profondità intermedie, che variano solitamente tra 60 e 220 km. Gli eventi sismici di magnitudo più elevata in questo settore sono generati da un intricato sistema di tettonica trascorrente. In profondità, infatti, si intersecano faglie regionali orientate verso Nord/Ovest e Sud/Est con altri imponenti sistemi di frattura, i quali accumulano enormi tensioni crostali. Il continuo movimento e la reattivazione di queste strutture tettoniche durante i processi di estensione regionale causano il rilascio di grandi quantità di energia, provocando le forti scosse che possono essere avvertite su vaste porzioni dell’Europa orientale.
La sismicità storica della regione
La zona sismica di Vrancea si distingue a livello continentale come una delle sorgenti di terremoti a profondità intermedia più attive in Europa, essendo storicamente caratterizzata da ricorrenti eventi sismici di grande entità. La storia geologica dell’area è costellata di scosse continue, molte delle quali di bassa intensità ma estremamente frequenti, che rientrano nel naturale assestamento della crosta. Analizzando i dati più recenti, il territorio ha tremato ripetutamente negli ultimi anni. All’inizio del mese di ottobre 2026, la zona ha registrato diverse scosse ravvicinate, tra cui un evento di magnitudo 4.1 avvenuto a quasi 150 km di profondità. Pochi mesi prima, l’8 aprile 2026, si era verificato un altro terremoto di magnitudo 4.0 ad una profondità di 147 km. Anche negli anni precedenti l’attività non si è mai fermata, come dimostra il sisma di magnitudo 3.5 registrato il 6 dicembre 2025 a 135 km di profondità.





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