La Russia aumenta la produzione di gasolio per sostenere le esportazioni verso gli Stati Uniti e i mercati internazionali, dopo l’accordo raggiunto tra il presidente americano Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin. L’intesa, annunciata il 9 ottobre, ha portato Washington a revocare temporaneamente le sanzioni sui combustibili russi e Mosca a concedere nuove quote di esportazione, consentendo alle raffinerie di incrementare la propria attività dopo mesi di restrizioni. Il cambiamento sta già producendo effetti sulla produzione petrolifera russa. Secondo quanto riferito da due fonti del settore, le raffinerie hanno iniziato ad aumentare i volumi di gasolio nella seconda metà di ottobre, in seguito all’assegnazione delle nuove quote governative. Nel frattempo, una petroliera carica di 40.000 tonnellate di diesel russo è stata individuata mentre era diretta verso New York, segnando l’avvio operativo delle forniture previste dall’accordo.
Trump e Putin, l’accordo sul gasolio russo e la revoca delle sanzioni americane
La svolta nei rapporti commerciali tra Washington e Mosca risale al 9 ottobre, quando Donald Trump ha annunciato che Vladimir Putin aveva accettato un accordo per la fornitura di gasolio russo agli Stati Uniti e ai mercati globali. Parallelamente, l’amministrazione americana ha disposto la revoca temporanea delle sanzioni sui combustibili provenienti dalla Russia, rendendo possibile l’attuazione delle nuove operazioni commerciali. La Russia ha successivamente confermato l’intesa, mentre il presidente statunitense ha illustrato le quantità di carburante che Mosca si è impegnata a mettere a disposizione. Il primo quantitativo previsto supera le 300.000 tonnellate metriche di gasolio, corrispondenti a circa 2,25 milioni di barili, con consegne immediate. Il programma annunciato da Trump comprende inoltre 500.000 tonnellate di diesel a novembre, seguite da un ulteriore milione di tonnellate in una fase immediatamente successiva. A queste forniture potrebbero aggiungersi altri 3 milioni di tonnellate, la cui disponibilità dipenderà dalle condizioni operative delle raffinerie russe. Si tratta quindi di un’intesa articolata in diverse fasi, che prevede un primo flusso di carburante già nell’immediato e ulteriori quantitativi destinati ad alimentare le forniture internazionali nei mesi successivi.
Le raffinerie russe aumentano la produzione: il diesel torna verso 180.000 tonnellate al giorno
Gli effetti delle nuove autorizzazioni all’esportazione emergono dai dati sulla produzione giornaliera di gasolio in Russia. Secondo alcune fonti del settore, nella prima metà di ottobre la produzione era scesa a circa 160.000 tonnellate al giorno, contro le 175.000 tonnellate giornaliere registrate a settembre. La situazione ha cominciato a cambiare a metà mese, quando il governo russo ha assegnato nuove quote di esportazione alle compagnie petrolifere. Da quel momento, la produzione di diesel ha ripreso a crescere, avvicinandosi alle 180.000 tonnellate al giorno. La ripresa delle attività di raffinazione è strettamente collegata alla possibilità di destinare nuovamente una parte della produzione ai mercati esteri. Le restrizioni introdotte nei mesi precedenti avevano infatti costretto le compagnie russe a ridimensionare i volumi lavorati, adeguandoli alla domanda nazionale e alle limitate forniture consentite oltreconfine.
Il divieto russo di esportazione del gasolio e le nuove deroghe del Cremlino
Il governo russo aveva introdotto ad agosto un divieto di esportazione del gasolio, misura che aveva modificato sensibilmente l’attività delle compagnie petrolifere nazionali. Impossibilitate a collocare liberamente il carburante sui mercati internazionali, le aziende erano state costrette a ridurre la produzione per allinearla al fabbisogno interno. Durante il periodo di applicazione del divieto, le forniture estere erano rimaste limitate, con spedizioni destinate ai Paesi dell’Asia centrale nell’ambito di accordi intergovernativi. Secondo gli operatori del settore, a partire dal 1° ottobre il governo russo ha cominciato a concedere deroghe al blocco, definendo quote specifiche che consentono di esportare gasolio nell’ambito dell’accordo raggiunto con gli Stati Uniti. Il sistema permette a Mosca di autorizzare determinati quantitativi di carburante senza eliminare il divieto generale. In base alle indicazioni delle fonti, il governo dovrebbe infatti mantenere in vigore le restrizioni sulle esportazioni, continuando a utilizzare le quote per regolamentare i flussi commerciali e monitorando contemporaneamente l’andamento della produzione e del mercato interno.
Consumi interni in calo: oltre un milione di tonnellate di gasolio disponibili ogni mese per l’export
Un elemento importante per la ripresa delle esportazioni è rappresentato dall’andamento stagionale della domanda russa di carburante. Con la conclusione delle principali attività agricole e il termine della stagione estiva, il consumo nazionale di diesel tende infatti a diminuire. “Il consumo interno ad ottobre solitamente scende a circa 140.000 tonnellate al giorno”, hanno spiegato le fonti del settore, richiamando in particolare la fine del raccolto dei cereali e la riduzione dell’utilizzo dei veicoli rispetto ai mesi estivi. Con una produzione che si avvicina alle 180.000 tonnellate giornaliere e una domanda interna stimata intorno alle 140.000 tonnellate, la Russia potrebbe disporre di almeno 40.000 tonnellate di gasolio al giorno da destinare all’esportazione. Su base mensile, questa disponibilità corrisponde a oltre un milione di tonnellate di diesel. Una parte del quantitativo, stimata dalle fonti tra 200.000 e 300.000 tonnellate, potrebbe essere destinata ai Paesi vicini, mentre le restanti forniture rientrerebbero nei flussi commerciali autorizzati dal governo. L’evoluzione della produzione e dei consumi interni sarà dunque determinante per stabilire la quantità di gasolio che le raffinerie russe potranno effettivamente esportare, anche in relazione agli impegni assunti nell’intesa con Washington.
Prima petroliera russa verso New York: 40.000 tonnellate di diesel in viaggio
Le prime conseguenze concrete dell’accordo sono emerse anche attraverso i sistemi di monitoraggio del traffico marittimo. Secondo i dati di LSEG, il 23 ottobre è apparsa sui sistemi di tracciamento una petroliera battente bandiera maltese, con un carico di 40.000 tonnellate di diesel russo e destinazione New York. La presenza della nave lungo la rotta verso gli Stati Uniti rappresenta un primo riscontro operativo delle forniture annunciate dai due governi, dopo la revoca temporanea delle sanzioni americane e l’introduzione delle deroghe russe all’esportazione. Nella stessa giornata del 23 ottobre, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che le spedizioni di gasolio russo verso gli Stati Uniti proseguiranno regolarmente dopo la partenza della prima nave. Il traffico marittimo di diesel diventa così uno degli elementi attraverso cui prende forma l’accordo commerciale, con i primi carichi già individuati dai sistemi di tracciamento e ulteriori consegne previste dal programma illustrato da Trump.
Gasolio russo sui mercati globali: le prossime forniture dipendono dalle raffinerie
Il calendario delle esportazioni delineato dall’intesa tra Russia e Stati Uniti prevede una crescita dei quantitativi disponibili, ma la sua attuazione resterà collegata alla capacità produttiva delle raffinerie russe e alle autorizzazioni concesse da Mosca. La produzione, risalita verso le 180.000 tonnellate giornaliere dopo il calo della prima metà di ottobre, costituisce il riferimento immediato per valutare la disponibilità di carburante destinato all’estero. Allo stesso tempo, la riduzione stagionale dei consumi interni permette alle compagnie petrolifere di disporre di maggiori volumi rispetto al fabbisogno nazionale. La prospettiva di ulteriori 3 milioni di tonnellate di gasolio russo, citata da Trump oltre ai quantitativi già programmati, resta invece subordinata alle condizioni delle raffinerie. Il Cremlino, secondo le fonti del settore, dovrebbe continuare ad assegnare quote di esportazione mantenendo il controllo sulle quantità autorizzate e sull’equilibrio del mercato nazionale. Con la prima petroliera diretta a New York e l’incremento della produzione nella seconda metà di ottobre, l’accordo tra Trump e Putin è entrato nella fase delle forniture. Le successive spedizioni saranno legate sia al programma concordato tra i due Paesi sia alla capacità del sistema petrolifero russo di sostenere i nuovi volumi di esportazione.


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