Osservati da un aereo, la maggior parte dei ghiacciai delle Montagne Rocciose, nell’Ovest degli Stati Uniti, appare come piccole chiazze bianche incastonate in un paesaggio aspro, tra le pieghe della topografia. Il bianco è costituito dal manto nevoso, mentre più in basso si può scorgere il ghiaccio nudo, di colore grigio-azzurro. A metà del XX secolo, negli Stati Uniti continentali si contavano oltre 1.450 ghiacciai, che coprivano complessivamente 562 chilometri quadrati distribuiti in sei stati occidentali. Oggi, un’analisi approfondita, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, rivela che la loro superficie totale si è ridotta del 35% e che il processo di contrazione è ancora in corso, forse sta addirittura accelerando.
Sono scomparsi poco più di 300 ghiacciai: un numero decisamente superiore rispetto a quanto previsto dagli autori dello studio. Quelli che resistono testimoniano quanto siano diventati vulnerabili i ghiacciai montani di fronte all’aumento delle temperature globali. Se migliaia di anni fa i ghiacciai ricoprivano vaste porzioni delle montagne occidentali, oggi la maggior parte di quelli rimasti nelle Montagne Rocciose e nella Sierra Nevada è costituita da formazioni di piccole dimensioni, situate in luoghi topograficamente protetti.
Dove i ghiacciai statunitensi stanno scomparendo più rapidamente
Quando si pensa ai ghiacciai, spesso si immaginano enormi masse di ghiaccio da cui si staccano iceberg, come accade in Alaska o in Groenlandia. Negli Stati Uniti continentali – fatta eccezione per alcuni grandi ghiacciai nello Stato di Washington – le dimensioni sono molto più contenute. I ricercatori hanno riscontrato che la superficie media di un ghiacciaio è pari a circa un quarto di chilometro quadrato. Il ghiacciaio più esteso, situato sul Monte Rainier nello Stato di Washington, copre circa 11,24 chilometri quadrati.
Per gli autori dello studio è stato sorprendente scoprire che i ghiacciai delle Montagne Rocciose – in Colorado, Montana e Wyoming – e quelli della Sierra Nevada, in California, riescono a sopravvivere grazie alla loro particolare collocazione nel paesaggio, che li isola parzialmente da un clima regionale altrimenti meno favorevole. I ghiacciai superstiti delle Montagne Rocciose si trovano in nicchie in ombra, meno esposte alla luce solare diretta, e ricevono ulteriore neve grazie alle valanghe. Se questi ghiacciai fossero esposti a una maggiore quantità di sole e a un minore accumulo di neve, probabilmente non esisterebbero affatto, evidenziano i ricercatori.
Gli autori dello studio hanno riscontrato che i ghiacciai che si assottigliano più rapidamente si trovano sui monti Beartooth-Absaroka, nelle Montagne Rocciose, nel Montana meridionale; qui, i ghiacciai perdono circa mezzo metro di spessore di ghiaccio all’anno. La situazione è diversa nello Stato di Washington, dove i ghiacciai sul Monte Rainier e sul Monte Baker sono molto più estesi, beneficiano di estati più fresche e ricevono nevicate decisamente più abbondanti. Sebbene anche questi si stiano riducendo, il processo avviene a un ritmo molto più lento: circa 15 centimetri di spessore di ghiaccio all’anno. Solo l’area glaciale del Monte Rainier è più estesa di quella complessiva di tutti gli altri stati presi in esame. Nello Stato di Washington, in linea generale, minore è la perdita di ghiaccio man mano che si sale di quota. È un dato logico: a quote più elevate le temperature sono più basse. Tuttavia, nella regione delle Montagne Rocciose non si osserva una tendenza analoga; ciò suggerisce che i ghiacciai superstiti siano casi particolari, che dipendono da condizioni topografiche locali favorevoli.
Cosa riserva il futuro
In uno studio condotto alcuni anni fa, sono stati analizzati, tramite modelli, i ghiacciai della Olympic Peninsula, nello Stato di Washington, giungendo alla conclusione che, stando agli attuali trend climatici, la maggior parte di essi scomparirà entro il 2070. Ciò lascia supporre che anche i ghiacciai situati altrove non siano destinati a una sorte molto diversa. I ghiacciai della Olympic Peninsula sono particolarmente vulnerabili a causa della loro vicinanza all’Oceano Pacifico e della quota relativamente bassa. Gli altri ghiacciai dello Stato di Washington, in particolare quelli sul Monte Rainier e sul Monte Baker, riusciranno probabilmente a sopravvivere oltre il 2100, ma per quanto tempo ancora resta un interrogativo aperto.
Ciò solleva alcune preoccupazioni. L’importanza fondamentale dei ghiacciai risiede nel loro ruolo di riserva idrica per gli ecosistemi d’alta quota. Verso la fine dell’estate, i ghiacciai si sciolgono parzialmente, immettendo acqua fresca che sostiene i pesci e le altre forme di vita fluviale adattate a climi freddi. Essi costituiscono una fonte d’acqua che, nel tardo periodo estivo – quando la neve stagionale è ormai scomparsa e le precipitazioni sono scarse – risulterebbe altrimenti assente. Mentre nelle Montagne Rocciose i ghiacciai sono essenziali principalmente per gli ecosistemi, quelli dello Stato di Washington contribuiscono anche alla produzione di energia idroelettrica.
Un pericolo significativo è legato anche ai ghiacciai presenti sui vulcani dai fianchi scoscesi del Cascade Range, che si estende dalla California allo Stato di Washington. Le morene formate da questi ghiacciai sono imponenti, in parte a causa della roccia vulcanica sottostante, altamente soggetta a erosione. Il movimento del ghiaccio trasporta e deposita rocce erose, creando accumuli alle estremità inferiori dei ghiacciai. Con il ritiro dei ghiacciai, le rocce accumulate rimangono sul posto sotto forma di morene dai fianchi ripidi, non più sostenute dalla massa glaciale. Flussi d’acqua intensi, dovuti a piogge o allo scioglimento dei ghiacciai, possono scalzare la base di queste morene, innescando frane e dando origine a colate di detriti che precipitano lungo i versanti montuosi. È quanto accaduto nel 2006 sul Mount Hood e sul Mount Rainier, eventi che hanno causato la chiusura di diverse arterie stradali.
Con il progressivo ritiro dei ghiacciai, fenomeni di questo tipo diventeranno sempre più frequenti. La riduzione e la definitiva scomparsa di tutti questi ghiacciai avranno ripercussioni sugli ecosistemi in tutto l’Ovest degli Stati Uniti, nonché sui corsi d’acqua da cui dipendono sia gli esseri umani che la fauna selvatica.


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