Dalla tavola alle decorazioni, dai laboratori per bambini ai campi trasformati in scenari autunnali da visitare: la zucca è ormai molto più di un semplice prodotto di stagione. Con Halloween si accende una vera e propria economia che, in Italia, supera i 30 milioni di euro e coinvolge agricoltura, gastronomia e turismo rurale. Sull’onda di una tradizione nata negli Stati Uniti e ormai radicata anche nel nostro Paese, si moltiplicano i cosiddetti pumpkin patch, i campi delle zucche diventati una delle attrazioni più amate dell’autunno.
A fotografare il fenomeno è un’analisi di Coldiretti, diffusa in occasione delle iniziative organizzate nei mercati di Campagna Amica in tutta Italia. Un calendario di appuntamenti che mette al centro il prodotto simbolo di Halloween, attraverso esposizioni di varietà locali, percorsi dedicati alla biodiversità, dimostrazioni di intaglio, approfondimenti gastronomici e laboratori per i più piccoli. L’obiettivo è raccontare non soltanto le qualità culinarie, ma anche le proprietà nutrizionali di uno degli ortaggi più rappresentativi della stagione autunnale.
Per le aziende agricole, la zucca rappresenta così un’opportunità che va oltre la vendita del prodotto. Sempre più realtà affiancano alla commercializzazione diretta esperienze rivolte a famiglie, giovani e visitatori di ogni età, trasformando i campi in luoghi di incontro e intrattenimento. Un’offerta che si estende anche agli agriturismi di Campagna Amica, dove la zucca entra nei menu autunnali e diventa protagonista di proposte enogastronomiche legate alla stagionalità. Un modo per ampliare le occasioni di accoglienza e contribuire a destagionalizzare il turismo rurale.
Un raccolto in calo, ma la qualità resta alta
Dietro il successo commerciale e turistico c’è una filiera agricola importante. Secondo le prime stime Coldiretti su dati Istat, la produzione italiana di zucche dovrebbe superare quest’anno i 110 milioni di kg, registrando tuttavia una flessione del 15% rispetto alla stagione precedente. Una contrazione che non compromette, secondo l’organizzazione agricola, la qualità del prodotto, ma che risente delle difficoltà climatiche affrontate dai coltivatori.
Sono circa 6mila gli ettari destinati alla coltivazione della zucca in Italia, concentrati soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, seguite da Campania, Lazio, Liguria, Sicilia e Toscana. A condizionare il raccolto sono stati gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici: grandinate e precipitazioni torrenziali hanno interessato alcune delle aree produttive più importanti del Nord, mentre le temperature particolarmente elevate hanno ridotto le rese. A questo si aggiunge l’aumento dei costi di produzione, aggravato dal caro gasolio, che pesa ulteriormente sui bilanci delle aziende agricole.
Sul fronte dei consumi, il prezzo medio al dettaglio si attesta intorno ai 2-3 euro al kg. La cifra può però raddoppiare o addirittura triplicare quando la zucca viene proposta già sbucciata e tagliata, pronta per essere cucinata. La quasi totalità della produzione nazionale è destinata all’alimentazione, ma cresce anche il mercato delle varietà ornamentali e degli esemplari da competizione, capaci di superare i mille chili di peso e destinati a diventare protagonisti di scenografie spettacolari e manifestazioni dedicate all’intaglio.
Biodiversità e varietà locali, il patrimonio da valorizzare
Accanto alle varietà internazionali più conosciute, come Americana, Butternut e Asterix, gli agricoltori italiani continuano a custodire e valorizzare un patrimonio di cultivar tradizionali. Dalla Cappello del prete alla Berretta piacentina, dalla Mini Moscata alla Violina, passando per Moscata di Provenza, Trombetta e Delica, il panorama nazionale si distingue per una ricchezza di forme, colori, sapori e utilizzi. Proprio la Delica rappresenta un esempio di valorizzazione integrale del prodotto: oltre alla polpa, possono essere utilizzate anche foglie, fiori, buccia e semi. Una prospettiva che si inserisce nella crescente attenzione alla riduzione degli sprechi alimentari e alla tutela della biodiversità agricola.
Dalla Sardegna al Friuli, i campi diventano villaggi delle zucche
Il fenomeno dei pumpkin patch si è ormai diffuso lungo tutta la Penisola, dando vita a iniziative che coniugano agricoltura, intrattenimento e promozione del territorio. In Sardegna, a Turri, l’azienda florovivaistica di Michelangelo Galizia dedica circa 12 ettari alla coltivazione delle zucche, con una produzione di circa 500mila esemplari. Da settembre ai primi di novembre i terreni si trasformano in un grande parco tematico, aperto ogni giorno e pensato soprattutto per famiglie e bambini.
In Campania, a Pignataro Maggiore, il Giardino delle Zucche di Emily Turino celebra dieci anni di attività con fiori, laboratori e nuove attrazioni autunnali. Tra le proposte torna anche l’Haunted Corn Maze, un percorso immersivo al buio, tra nebbia e scenografie ispirate ai film horror, rivolto in particolare ad adolescenti e adulti. A Lodi, nei campi di Marco Mizzi, la produzione e la vendita di zucche a chilometro zero si accompagnano a un villaggio di Halloween con installazioni, giochi e ambientazioni a tema. I visitatori possono scegliere il proprio esemplare, intagliarlo o decorarlo gratuitamente sul posto e trascorrere una giornata all’aria aperta, anche con la possibilità di organizzare un picnic. In Veneto, a Villorba, nel Trevigiano, il Villaggio delle Zucche di Nonno Andrea trasforma circa dieci ettari di campagna in un grande scenario autunnale, con oltre un milione di zucche. L’iniziativa si inserisce in un programma più ampio che coinvolge mercati di Campagna Amica, fattorie didattiche e agriturismi, con laboratori di decorazione, intaglio, cucina e attività per tutte le età.
Anche la Puglia punta sullo zuccaturismo. Alla Masseria Cappella di Martina Franca, il progetto Zucca Tourism propone un campo ispirato ai pumpkin patch americani, con visite, laboratori di intaglio, colazioni e biscotti a tema. Non mancano le attività all’aperto per famiglie, scuole e turisti, dai giochi tradizionali alle corse con i sacchi e ai percorsi a ostacoli. In Friuli Venezia Giulia, i fine settimana di ottobre da Degano Zucche sono dedicati alla creatività, con laboratori, intaglio e scenografie autunnali. Alla Fattoria Gelindo dei Magredi, a Vivaro, il 31 ottobre è invece in programma una festa di Halloween con caccia alla zucca, laboratorio di intaglio, merenda rustica intorno al fuoco e spettacolo finale del mangiafuoco. In Toscana, infine, a Follonica, Casa Boscaglia, azienda agricola familiare guidata da Valentina Franci, propone uno zuccaturismo che recupera e racconta i ricordi della tradizione contadina. Fino al 2 novembre sono previste attività creative per bambini, laboratori, degustazioni e proposte gastronomiche a base di zucca. Il successo dell’iniziativa è stato immediato: le prenotazioni hanno registrato il tutto esaurito in pochi giorni.
La zucca, dunque, non è più soltanto l’ingrediente principe di zuppe, risotti e ricette autunnali, né il simbolo da intagliare nella notte di Halloween. È diventata un motore di nuove opportunità per l’agricoltura italiana, capace di mettere insieme produzione, tradizione, biodiversità e turismo esperienziale. Un fenomeno che dimostra come anche un prodotto della terra possa trasformarsi in un’occasione di sviluppo per le aziende agricole e i territori.


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