Il 2 ottobre 1836 la HMS Beagle getta l’ancora a Falmouth, in Cornovaglia, concludendo uno dei viaggi scientifici più celebri della storia. A bordo c’è il 27enne Charles Darwin, che ha trascorso quasi 5 anni esplorando coste, isole e territori lontani, raccogliendo una quantità straordinaria di osservazioni e campioni. La spedizione era iniziata il 27 dicembre 1831, quando la Beagle aveva lasciato Devonport. In totale, il viaggio durò 1.740 giorni, fino al rientro a Falmouth il 2 ottobre 1836.
Un viaggio che cambiò la vita di Darwin
Darwin era partito come giovane naturalista, interessato soprattutto alla geologia, alla zoologia e alla botanica. Il compito principale della Beagle, comandata dal capitano Robert FitzRoy, era però quello di effettuare rilevamenti e carteggi delle coste durante la circumnavigazione del globo. Darwin sfruttò ogni occasione per scendere a terra ed esplorare. Raccolse fossili, piante, animali, rocce e appunti geologici, annotando con grande precisione ciò che osservava. Il suo diario sarebbe diventato in seguito la base di importanti pubblicazioni scientifiche. Tra le tappe più importanti ci furono il Sud America, le isole Galápagos, Tahiti, la Nuova Zelanda, l’Australia, le isole Cocos, Mauritius, il Sudafrica e l’Atlantico. Alle Galápagos, in particolare, Darwin osservò la grande varietà degli organismi presenti sulle diverse isole: osservazioni che avrebbero avuto un ruolo importante nello sviluppo successivo delle sue idee sull’evoluzione.
A Falmouth finisce il viaggio, non la ricerca
Il ritorno in Inghilterra non rappresentò la fine dell’avventura scientifica di Darwin, ma piuttosto l’inizio di una nuova fase. Le sue collezioni furono studiate da altri specialisti e Darwin cominciò a organizzare l’enorme quantità di materiale raccolto. Nella sua autobiografia ricordò che, dopo il ritorno del 2 ottobre, trascorse mesi intensissimi tra Cambridge e Londra, lavorando sulle collezioni e sui risultati scientifici del viaggio. Il suo stesso diario registra con precisione la giornata: 2 ottobre 1836, Falmouth, mentre il 4 ottobre Darwin raggiunse Shrewsbury, la sua città natale, dopo 5 anni e 2 giorni di assenza.
Dalle osservazioni alla teoria dell’evoluzione
È importante, però, evitare un equivoco frequente: Darwin non tornò dalla Beagle con una teoria dell’evoluzione già pronta. Le osservazioni raccolte durante il viaggio costituirono una parte fondamentale del percorso intellettuale che lo avrebbe portato, negli anni successivi, a elaborare la teoria della selezione naturale. Darwin continuò infatti a lavorare sui propri appunti e sulle proprie collezioni per molti anni. Nel 1837 iniziò anche a sviluppare sistematicamente le sue idee sulla trasformazione delle specie. Solo nel 1859, più di vent’anni dopo il ritorno della Beagle, pubblicò On the Origin of Species, l’opera destinata a rendere celebre la sua spiegazione dell’evoluzione attraverso la selezione naturale.


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