Il 31 ottobre 2002 la tragedia di San Giuliano di Puglia: il terremoto spezzò il futuro di 27 bambini

Ventiquattro anni fa, una violenta scossa di terremoto devastò il Molise e trasformò una normale mattinata di scuola in una delle pagine più dolorose della storia italiana recente

Il 31 ottobre 2002 era una giornata che, per decine di famiglie di San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso, in Molise, doveva essere come tante altre, si trasformò improvvisamente in un dramma. L’orologio segnava le 11:32 quando una forte scossa di terremoto, magnitudo 5.4, colpì il territorio molisano. In pochi secondi la terra tremò violentemente, gli edifici furono investiti dalle onde sismiche e la paura si diffuse tra gli abitanti. A San Giuliano di Puglia il bilancio sarebbe stato devastante. La scuola elementare Francesco Jovine, dove in quel momento si trovavano numerosi alunni e insegnanti, crollò quasi completamente, trasformandosi in un cumulo di macerie. Sotto quelle travi e quei detriti rimasero intrappolati decine di bambini, molti dei quali avevano appena iniziato la loro giornata scolastica.

Le operazioni di soccorso iniziarono immediatamente. Vigili del fuoco, forze dell’ordine, volontari e cittadini si mobilitarono in una corsa disperata contro il tempo. Inizialmente si scavò anche a mani nude, nella speranza di raggiungere i piccoli sopravvissuti prima che fosse troppo tardi. Le ricerche proseguirono senza interruzione per circa trenta ore, tra momenti di speranza e un dolore sempre più difficile da sostenere. All’alba del 1° novembre venne estratto vivo Angelo, l’ultimo bambino salvato dalle macerie, ma il bilancio era ormai drammatico: 27 bambini e la maestra Carmela Ciniglio avevano perso la vita. Altre 2 persone morirono a causa dei crolli delle abitazioni nel paese. Complessivamente, il terremoto provocò 30 vittime e circa 100 feriti.

Una tragedia che cambiò la coscienza del Paese

La tragedia di San Giuliano di Puglia suscitò un’ondata di commozione e indignazione in tutta Italia. Le immagini della scuola distrutta, dei soccorritori impegnati tra le macerie e dei genitori in attesa di notizie dei propri figli entrarono nelle case degli italiani, diventando il simbolo di una ferita nazionale. Accanto al dolore emerse con forza una domanda fondamentale: come era stato possibile che una scuola, luogo destinato a proteggere e formare i più piccoli, si fosse trasformata in una trappola mortale? Le indagini successive concentrarono l’attenzione sulle condizioni strutturali dell’edificio e sulle responsabilità legate alla sua sicurezza. La vicenda portò al centro del dibattito pubblico il tema della vulnerabilità degli edifici scolastici, della qualità delle costruzioni e della necessità di controlli rigorosi.

Il terremoto del Molise rappresentò anche un importante punto di svolta nella gestione del rischio sismico in Italia. La tragedia contribuì ad accelerare il processo di revisione della classificazione sismica del territorio nazionale, con l’estensione delle aree sottoposte a specifiche norme di prevenzione e costruzione antisismica.

Ventiquattro anni dopo, il dovere di non dimenticare

Oggi, 31 ottobre 2026, sono trascorsi 24 anni da quella mattina. San Giuliano di Puglia continua a ricordare le sue giovani vittime attraverso cerimonie commemorative, momenti di raccoglimento e iniziative dedicate alla memoria. Il Parco della Memoria, realizzato per custodire il ricordo dei bambini e della loro maestra, rappresenta un luogo simbolico nel quale il dolore di una comunità si è trasformato in un impegno collettivo a non dimenticare.