Secondo quanto riportato dalla testata ScienceDaily sulla base del materiale fornito dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, il mese di ottobre si prefigura come un periodo di straordinaria attività per chiunque ami l’osservazione del cielo notturno. Durante queste settimane si susseguiranno tre eventi di grande rilievo scientifico e visivo: il raggiungimento dell’opposizione di Saturno, il picco dello sciame meteorico delle Orionidi formate dai detriti della cometa di Halley, e una suggestiva congiunzione tra la Luna e l’ammasso stellare delle Pleiadi.
Saturno all’opposizione e le nuove scoperte atmosferiche della NASA
Il primo grande protagonista del mese è Saturno, che raggiunge l’opposizione di Saturno il 4 ottobre. Questo fenomeno astronomico si verifica nel momento esatto in cui la Terra si posiziona perfettamente lungo la linea che congiunge il Sole e il pianeta gigante. Dal nostro punto di vista terrestre, Saturno si trova quindi sul lato opposto del cielo rispetto al Sole, una configurazione che fa sì che il pianeta sorga al tramonto e rimanga visibile per tutta la notte. Questa combinazione offre una delle migliori opportunità dell’anno per l’osservazione astronomica del pianeta degli anelli, sia a occhio nudo che attraverso uno strumento ottico.
Oltre a rappresentare uno spettacolo visivo per gli appassionati, il pianeta sta attirando un’intensa attenzione scientifica da parte degli astronomi. Da anni la comunità scientifica studia la celebre corrente a getto esagonale che si estende per quasi trentaduemila chilometri sopra il polo nord di Saturno. Più di recente, tuttavia, le osservazioni condotte con il Telescopio Spaziale Hubble hanno rivelato una seconda imponente struttura atmosferica: un’onda atmosferica a dieci lati che circonda il polo sud. Questa formazione meridionale sta mostrando segni di progressivo rafforzamento, offrendo ai ricercatori l’opportunità rara di studiare dal vivo la nascita e l’evoluzione di un gigantesco fenomeno atmosferico su un pianeta gigante gassoso.
Lo sciame meteorico delle Orionidi e la scia della cometa di Halley
Nella seconda metà del mese il cielo notturno ospiterà lo sciame di stelle cadenti generato dai piccoli frammenti lasciati nello spazio dalla cometa di Halley. Lo sciame meteorico delle Orionidi raggiungerà il suo picco di massima attività nella notte tra il 21 e il 22 ottobre. Sebbene i meteori sembrino irradiarsi visivamente dalla direzione della costellazione di Orione, le singole scie luminose possono solcare qualsiasi punto della volta celeste.
Le condizioni di osservazione di quest’anno richiederanno una minima pianificazione a causa della presenza di una luminosa Luna gibbosa crescente, il cui bagliore rischia di sovrastare i meteori più deboli per gran parte della notte. Per questa ragione, la finestra temporale migliore si aprirà nelle poche ore che precedono l’alba, quando la Luna sarà ormai tramontata. Per massimizzare le possibilità di avvistamento è consigliabile posizionarsi in un punto buio e privo di inquinamento luminoso, attendere che gli occhi si adattino all’oscurità e monitorare la porzione più ampia possibile di cielo.
La congiunzione tra la Luna e l’ammasso stellare delle Pleiadi
A chiudere la serie di eventi astronomici di ottobre sarà l’incontro ravvicinato tra la Luna e il celebre ammasso aperto delle Pleiadi, noto anche con il nome di Sette Sorelle. Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, la Luna passerà a brevissima distanza dal raggruppamento stellare. Per osservare l’evento sarà sufficiente volgere lo sguardo verso est durante la sera, mentre entrambi i corpi celesti saliranno gradualmente più in alto nel cielo.
A occhio nudo, l’ammasso delle Pleiadi appare come un piccolo gruppo sfocato composto da circa sei o sette stelle visibili. Sebbene non sia necessario alcun equipaggiamento speciale per godersi il fenomeno, l’utilizzo di un binocolo o di un piccolo telescopio permetterà di scorgere l’ammasso con un livello di dettaglio decisamente superiore. Le Pleiadi hanno ispirato storie e racconti in numerose culture antiche, una rilevanza storica e mitologica favorita anche dal fatto che questo ammasso stellare è chiaramente visibile da quasi ogni regione della Terra.


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