Un’immagine dai colori che sembrano usciti da un racconto di Halloween, ma che documenta uno dei fenomeni meteorologici più violenti dell’anno. È quella pubblicata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nella rubrica Earth from Space, che questa settimana propone una straordinaria osservazione del super tifone Champi, ripreso il 21 ottobre 2026 dal satellite Copernicus Sentinel-3 al largo delle coste di Taiwan e delle Filippine. La fotografia satellitare, elaborata in falsi colori, restituisce un ritratto particolarmente suggestivo della tempesta: al centro si distingue il suo occhio, una struttura quasi circolare che raggiunge circa 50 km di diametro, circondata da una vasta formazione di nubi. Le tonalità del verde, del viola, dell’arancione e del bianco conferiscono all’immagine un aspetto quasi surreale, evocando le atmosfere di fantasmi, zucche e streghe tipiche della festa di Halloween. Dietro questa spettacolare rappresentazione si nasconde, tuttavia, un fenomeno atmosferico di enorme potenza: Champi è infatti il ciclone tropicale più intenso registrato finora nel corso del 2026, con venti sostenuti che hanno raggiunto i 296 km/h.
La tecnologia del satellite Sentinel-3
A rendere possibile questa osservazione è stato lo strumento Sea and Land Surface Temperature Radiometer (SLSTR), installato a bordo del satellite Sentinel-3. Il sensore è progettato per rilevare la radiazione termica infrarossa proveniente dalla superficie terrestre, dagli oceani e dalle sommità delle nubi. Attraverso queste misurazioni è possibile ricavare la cosiddetta temperatura di brillanza, un parametro che descrive la radiazione rilevata dallo strumento e che può differire dalla temperatura effettiva degli elementi osservati. Per rendere immediatamente leggibili le diverse caratteristiche termiche del tifone, i dati sono stati associati a colori differenti. Non si tratta, dunque, di una fotografia a colori naturali, ma di una rappresentazione scientifica elaborata per evidenziare le variazioni di temperatura all’interno della tempesta.

I colori raccontano la struttura del tifone
Le tonalità più fredde, quelle del verde, del bianco e del grigio chiaro, individuano le nubi che si concentrano nella parte centrale del ciclone. In queste aree la temperatura delle sommità nuvolose può scendere fino a circa -70°C, un’indicazione della notevole estensione verticale delle formazioni temporalesche. Le zone viola identificano altre strutture nuvolose, caratterizzate da temperature comprese tra -30°C e -15°C. L’arancione, invece, rappresenta le temperature rilevate sopra l’oceano e sulle superfici terrestri visibili nella parte sinistra dell’immagine, con valori medi intorno ai +25°C. La distribuzione delle diverse tonalità permette di cogliere uno degli elementi fondamentali alla base dei cicloni tropicali: il contrasto tra le acque oceaniche relativamente calde e le masse nuvolose estremamente fredde che si sviluppano sopra di esse.
Una tempesta dalle conseguenze devastanti
La spettacolarità dell’immagine non deve far dimenticare gli effetti concreti di Champi sul territorio. Il super tifone ha provocato gravi allagamenti e danni nell’area orientale di Taiwan, mentre nei pressi del centro della tempesta sono state registrate onde alte fino a 10 metri. Si tratta di condizioni estreme, che mostrano quanto questi sistemi meteorologici possano incidere sulle comunità costiere e sugli ecosistemi. Venti violentissimi, precipitazioni intense e mareggiate possono infatti combinarsi, amplificando il rischio di inondazioni e distruzione delle infrastrutture.
Lo sguardo dei satelliti per comprendere il nostro pianeta
L’immagine di Champi rappresenta anche un esempio del ruolo sempre più importante dell’osservazione satellitare nello studio dei fenomeni atmosferici. Missioni come Copernicus Sentinel-3 consentono di monitorare le temperature delle superfici, le caratteristiche degli oceani e l’evoluzione dei sistemi nuvolosi su vaste aree del pianeta. Grazie a strumenti capaci di rilevare anche la radiazione infrarossa, gli scienziati possono ottenere informazioni che non sarebbero immediatamente visibili attraverso una normale fotografia.


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