Una foschia gialla e arancione ha avvolto diverse città in Indonesia, mentre l’inquinamento causato dagli incendi boschivi continua a creare condizioni pericolose per il Paese e le nazioni vicine. In alcune aree di Sumatra e del Kalimantan, l’indice di inquinamento atmosferico ha superato di gran lunga la soglia definita “pericolosa”. Giovedì 15 ottobre, nel distretto di Katingan (nel Kalimantan centrale) e a Palangka Raya, capoluogo della provincia, sono stati registrati livelli di inquinamento diverse volte superiori a tale soglia. A Palangka Raya, decine di persone hanno dato vita a una protesta per chiedere una migliore gestione dell’emergenza.
La foschia è provocata dagli incendi che colpiscono le torbiere: il fuoco può covare sotto la superficie per poi riemergere, generando al contempo un fumo molto denso. Gran parte di questi roghi è attribuibile ad aziende agricole che bruciano la vegetazione per fare spazio a colture come quella della palma da olio. Si tratta della peggiore stagione di incendi in Indonesia dal 2015.
L’impatto sulla salute
Alcuni roghi sono attivi da mesi e, in sole sette delle 38 province indonesiane, sono stati segnalati oltre 270.000 casi di malattie respiratorie. La cappa di fumo ha avuto ripercussioni anche sulla qualità dell’aria a Singapore, a Timor Est e in Malesia, dove alcuni istituti scolastici sono stati costretti a chiudere. Secondo il portale “Fire Emissions Watch” – legato all’Unione Europea – le emissioni generate da questi incendi sono state, nell’ultimo mese, le più elevate al mondo. Gli esperti spiegano che le “condizioni più calde e secche“, associate all’avvento del fenomeno El Niño, stanno “causando un aumento significativo delle emissioni e dell’inquinamento da fumo“.















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