Incidente ferroviario in Spagna: sale a 69 il bilancio delle vittime, 2 italiane disperse

Sotto esame la gestione del traffico: già a maggio le segnalazioni sulla stanchezza del personale

Proseguono le operazioni di rimozione dei detriti sul luogo del grave incidente ferroviario avvenuto a Urda, nella provincia di Toledo, in Spagna. Sul posto sono impegnati circa 250 uomini dell’Unità militare di emergenza (Ume), affiancati dagli altri servizi di soccorso. Nel corso della notte, le squadre sono riuscite a spostare uno dei vagoni finiti lungo una scarpata. Il bilancio provvisorio è salito a 69 vittime accertate, mentre sono 64 le persone segnalate come disperse dalle rispettive famiglie. La Farnesina ha inoltre precisato che le cittadine italiane ancora disperse sono 2, e non 3 come indicato in precedenza. Una cinquantina di feriti resta ricoverata negli ospedali della Castiglia-La Mancia, mentre altri 56 pazienti sono già stati dimessi.

Nel primo pomeriggio, alle 15, è atteso a Toledo l’arrivo del re Felipe VI e della regina Letizia, che visiteranno i feriti ricoverati nell’ospedale universitario della città. Il premier Pedro Sanchez ha invece raggiunto il capoluogo regionale per partecipare alla riunione di coordinamento e monitoraggio dell’emergenza presso il Centro di Coordinamento Operativo Integrato (Cecopi). Il capo del governo, intervenuto insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e al presidente della Castiglia-La Mancia Emiliano García-Page, ha assicurato che “l’intero Stato è pienamente mobilitato“. Le attività, ha spiegato Sanchez, si concentrano su 3 fronti: la gestione dell’emergenza, compresi i soccorsi e l’identificazione delle vittime; l’accertamento delle cause dell’incidente; e il riconoscimento di risarcimenti, almeno sul piano materiale, alle famiglie delle persone decedute da parte dell’amministrazione generale dello Stato.

Sul versante politico, il partito Frente Amplio ha annunciato l’intenzione di chiedere al ministro dei Trasporti, Óscar Puente, di comparire in Parlamento per riferire sull’accaduto. Da questa mattina la Spagna osserva 3 giorni di lutto nazionale, proclamati dal governo in segno di cordoglio per le vittime. Le cause della tragedia sono ancora oggetto di un’indagine approfondita.

L’ipotesi dell’errore umano e le segnalazioni sulla sicurezza

Ieri il Ministro Puente ha attribuito la responsabilità dell’incidente a un presunto errore umano, indicando in particolare un dipendente della centrale operativa di Atocha. Secondo la ricostruzione fornita dal ministro, l’operatore avrebbe autorizzato un treno Ave di Renfe a riprendere la marcia regolare nonostante un convoglio della compagnia Iryo fosse ancora fermo più avanti sullo stesso binario. Una ricostruzione che si intreccia con le nuove rivelazioni pubblicate dal quotidiano El Mundo. Secondo il giornale, già nel maggio scorso un gruppo di professionisti di Adif, la società che gestisce l’infrastruttura ferroviaria spagnola, aveva segnalato all’Agenzia statale per la sicurezza ferroviaria (Aesf) i rischi legati alla crescente stanchezza del personale impiegato nelle centrali operative.

La lettera, protocollata il 6 maggio e indirizzata al direttore dell’Aesf, Pedro María Lekuona, chiedeva garanzie affinché«il personale addetto alla regolazione e al controllo del traffico non superi limiti che, a causa della stanchezza, potrebbero compromettere la sicurezza ferroviaria. Il documento era firmato da José Carlos Gutiérrez, coordinatore generale del sindacato del traffico ferroviario (Scf), che rappresenta i lavoratori dei Centri di regolazione del traffico (Crc).

Non sarebbe stata la prima segnalazione in materia. Secondo quanto ricostruito da El Mundo, il sindacato aveva già sollevato la questione nell’aprile 2021. Il quotidiano afferma di essere entrato in possesso di entrambe le lettere, che documenterebbero le ripetute richieste di intervento avanzate dai rappresentanti dei lavoratori. La normativa spagnola prevedeva già obblighi specifici in materia: il Regio decreto 929/2020, in vigore dall’ottobre 2020, impone infatti ad Adif, in qualità di gestore dell’infrastruttura, di definire parametri per l’organizzazione del lavoro nelle centrali di controllo, compresi i limiti alle ore di servizio continuativo, la durata complessiva dei turni e le pause obbligatorie.

Le polemiche sulle registrazioni audio e lo sciopero dei macchinisti

Nel dibattito sulla tragedia sono finite anche le registrazioni audio delle conversazioni tra i controllori e gli operatori della stazione di Atocha, diffuse dai media e oggetto di diverse critiche. Intanto, il sindacato dei macchinisti Semaf ha confermato lo sciopero già programmato, con l’obiettivo di sollecitare maggiori garanzie di sicurezza nel settore ferroviario. Una mobilitazione che si inserisce in un contesto segnato dalle richieste di chiarimenti sulle responsabilità dell’incidente e sulle condizioni di lavoro del personale addetto alla gestione del traffico.