Spagna in lutto per il disastro ferroviario: 68 morti nello scontro tra treni ad alta velocità, ancora troppe domande senza risposta

Tre giorni di lutto nazionale dopo la tragedia in Castiglia-La Mancia. Sotto accusa la gestione della sicurezza ferroviaria, mentre restano da chiarire le cause dell’incidente

La Spagna si ferma per 3 giorni di lutto dopo il nuovo drammatico incidente ferroviario che ha provocato 68 morti e decine di feriti. La tragedia, avvenuta ieri mattina nella regione centrale della Castiglia-La Mancia, riaccende il dibattito sulla sicurezza dell’alta velocità spagnola, già scossa da un grave incidente avvenuto all’inizio dell’anno. Secondo le ricostruzioni, un treno della compagnia pubblica Renfe avrebbe tamponato un convoglio fermo appartenente alla società privata Iryo, lungo la linea ferroviaria che collega Madrid a Siviglia, nel Sud del Paese. Il bilancio, tra i più pesanti registrati in Europa negli ultimi decenni, ha gettato nello sconforto l’intera Spagna.

Soccorsi tra le lamiere, cresce l’angoscia dei familiari

Le operazioni di soccorso sono proseguite anche durante la notte, mentre le squadre di emergenza cercavano eventuali altre vittime tra i resti contorti dei vagoni. Per rimuovere le parti più pesanti della struttura sono state impiegate gru, in uno scenario segnato dalla devastazione. Ad Urda, a circa 130 km a Sud di Madrid, una scuola è stata trasformata in un punto di riferimento per i familiari dei passeggeri coinvolti, in cerca di informazioni sui propri cari. Sul posto sono intervenuti anche gli operatori della Croce Rossa, impegnati a offrire assistenza e sostegno psicologico alle persone in attesa. Tra le lacrime e la disperazione, gruppi di parenti si sono radunati davanti alla struttura, circondati da agenti di polizia e giornalisti arrivati da tutto il mondo. Per molte famiglie, le ore successive allo schianto sono diventate un’attesa straziante, sospesa tra la speranza di ricevere notizie e il timore di una conferma definitiva.

L’errore nel sistema di controllo sotto la lente degli investigatori

A sollevare interrogativi sulle cause dell’incidente sono state soprattutto le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti, Óscar Puente. Secondo quanto riferito dal Ministro, un sistema automatico di controllo avrebbe smesso di funzionare lungo un tratto ferroviario di 69 km, determinando il blocco della circolazione dei treni nell’area interessata. Il centro di controllo avrebbe successivamente deciso di ripristinare il traffico in circostanze che Puente ha definito “inspiegabili“. Il convoglio Renfe, stando alla ricostruzione fornita dal ministro, avrebbe percorso altri 25 km prima di urtare il treno Iryo fermo. “Il centro di controllo aveva tutto il tempo necessario per verificare l’errore, ma non lo ha corretto“, ha dichiarato Puente, evidenziando le possibili responsabilità nella gestione dell’emergenza. Le circostanze esatte dello scontro restano comunque da accertare. Saranno le indagini a dover chiarire le cause del guasto, le decisioni assunte dagli operatori e le eventuali responsabilità nella ripresa della circolazione.

Un altro incidente mortale riapre le polemiche

La tragedia arriva a pochi mesi da un altro grave incidente ferroviario verificatosi a gennaio in Andalusia, nel Sud della Spagna. In quell’occasione, 2 treni ad alta velocità si sono scontrati dopo il deragliamento di uno dei convogli, che è finito sul binario adiacente. Il bilancio è stato di 46 vittime. L’inchiesta su quell’incidente è ancora in corso, mentre il governo guidato dal premier Pedro Sánchez è stato duramente criticato per la gestione della rete ferroviaria nazionale. Il ripetersi di disastri di questa portata alimenta i dubbi sull’affidabilità dei sistemi di controllo, sulla manutenzione delle infrastrutture e sull’efficacia delle procedure di sicurezza. Temi che tornano ora al centro dell’attenzione pubblica, mentre il Paese cerca di fare i conti con una nuova tragedia.