Ipertensione, l’Ospedale Goretti di Latina è primo in Italia per la denervazione renale: Lazio leader nazionale con il 26% degli interventi

Nel 2025 le procedure nel Lazio sono aumentate del 79%, più del doppio rispetto alla crescita nazionale del 36% e il Santa Maria Goretti si conferma il centro più attivo d'Italia per una tecnica innovativa contro l'ipertensione non controllata

È l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina il primo centro in Italia per numero di interventi di denervazione renale, una procedura innovativa utilizzata nel trattamento dell’ipertensione arteriosa non adeguatamente controllata. A certificarlo sono i dati della GISE, Società Italiana di Cardiologia Interventistica, che evidenziano anche il primato del Lazio a livello nazionale: nel 2025 la regione ha concentrato il 26% di tutte le procedure effettuate in Italia, vale a dire oltre un intervento su quattro. Un risultato che assume particolare rilievo alla luce della crescita registrata nell’ultimo anno. Rispetto al 2024, infatti, il numero di procedure di denervazione renale nel Lazio è aumentato del 79%, mentre a livello nazionale l’incremento si è attestato intorno al 36%. La regione si conferma così il principale punto di riferimento italiano per l’applicazione di questa metodica, con il Santa Maria Goretti di Latina in posizione di vertice per volume di interventi.

Denervazione renale, il primato dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina

Il risultato raggiunto dall’Ospedale Santa Maria Goretti testimonia il ruolo assunto dalla struttura di Latina nell’ambito della cardiologia interventistica e, in particolare, nell’utilizzo delle nuove opzioni terapeutiche per il controllo della pressione arteriosa. Alla guida della Cardiologia dell’ospedale c’è il professor Francesco Versaci, primario e punto di riferimento nazionale nel settore, che sottolinea l’importanza della denervazione renale e la necessità di far conoscere maggiormente questa possibilità terapeutica. “L’ipertensione è il maggiore fattore rischio per mortalità e morbidità. La denervazione renale è la possibilità, attraverso un dispositivo, di andare a controllare la pressione. È una procedura innovativa che ha dato ottimi risultati ma ancora non tutti i medici e non tutti i pazienti ne conoscono l’esistenza. Quindi è importante creare innanzitutto una rete di informazione e soprattutto un network di specialisti che possono far convergere i pazienti ‘giusti’ e possono beneficiare di questa metodica. Spesso i pazienti ipertesi che prendono farmaci hanno problemi di ipotensione l’estate e ipertensione d’inverno con accessi al pronto soccorso. Fare la denervazione consente di prendere meno farmaci e avere meno effetti collaterali. È quindi una terapia che consente effettivamente un grosso beneficio ai nostri pazienti”. Le parole di Versaci pongono l’attenzione su un aspetto fondamentale: accanto alla disponibilità di una tecnologia innovativa, è necessaria una rete di informazione e collaborazione tra specialisti che consenta di individuare i pazienti potenzialmente idonei al trattamento e di indirizzarli verso i centri in grado di eseguire la procedura.

Ipertensione arteriosa, il Lazio guida l’Italia con il 26% delle procedure

Il primato del Santa Maria Goretti si inserisce in un quadro regionale caratterizzato da una diffusione crescente della denervazione renale nei percorsi di cura dell’ipertensione. Il dato del 26% dell’attività nazionale nel 2025 colloca il Lazio al primo posto tra le regioni italiane per numero di interventi effettuati. Particolarmente significativo è il confronto con l’anno precedente. La crescita del 79% delle procedure nel Lazio supera ampiamente quella registrata nel resto del Paese nel suo complesso, dove l’incremento nazionale si è attestato a circa il 36%. Una dinamica che evidenzia la rapidità con cui questa opzione terapeutica si sta diffondendo nelle strutture cardiologiche regionali. Il risultato non dipende esclusivamente dall’attività del centro di Latina, ma anche dalla presenza di una rete di strutture cardiologiche del Lazio che hanno progressivamente introdotto la denervazione renale nei propri percorsi assistenziali. Il primato regionale riflette dunque una diffusione della metodica che coinvolge più centri, pur riconoscendo al Goretti il ruolo di struttura italiana con il maggior numero di interventi.

Le linee guida europee ESH e il ruolo della denervazione renale nel trattamento dell’ipertensione

La crescente applicazione della denervazione renale si colloca nel contesto delle più recenti indicazioni della European Society of Hypertension (ESH), la Società Europea dell’Ipertensione, che riconoscono questa procedura come terzo pilastro nel trattamento dell’ipertensione arteriosa non controllata. Il riconoscimento da parte della società scientifica europea contribuisce a delineare il ruolo della metodica nella pratica clinica, come opzione terapeutica per i pazienti che non riescono a raggiungere un adeguato controllo dei valori pressori. La denervazione renale si inserisce infatti in un percorso di cura che richiede un’attenta valutazione delle condizioni del paziente. La sua applicazione non è indiscriminata, ma presuppone una rigorosa selezione dei candidati e una valutazione multidisciplinare, elementi essenziali per individuare le situazioni nelle quali il trattamento può offrire un beneficio.

Come funziona la denervazione renale e perché può aiutare a controllare la pressione

La denervazione renale è una procedura che agisce sull’attività dei nervi simpatici renali, coinvolti nei meccanismi di regolazione della pressione arteriosa. Attraverso l’impiego di un dispositivo, il trattamento interviene su questa componente del sistema nervoso con l’obiettivo di favorire un migliore controllo pressorio. Si tratta di una delle opzioni terapeutiche più innovative oggi disponibili per alcuni pazienti affetti da ipertensione arteriosa non adeguatamente controllata. La sua crescente diffusione rappresenta un’evoluzione delle possibilità di trattamento di una condizione che costituisce uno dei principali fattori di rischio per la salute cardiovascolare. Come evidenziato dal professor Versaci, un possibile beneficio della procedura riguarda anche la gestione della terapia farmacologica. In alcuni pazienti, infatti, il controllo della pressione può risultare complesso a causa delle oscillazioni pressorie e delle difficoltà associate all’assunzione dei medicinali. La denervazione renale può contribuire a ridurre il fabbisogno di farmaci e i relativi effetti collaterali, secondo quanto sottolineato dallo specialista.

Ipertensione e rischio cardiovascolare: l’importanza di un controllo adeguato della pressione

L’ipertensione arteriosa rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. Mantenere la pressione entro valori adeguati costituisce un obiettivo centrale nella prevenzione di patologie ed eventi potenzialmente gravi, tra cui infarto, ictus, scompenso cardiaco e danno renale. Il controllo pressorio assume pertanto un’importanza fondamentale nel percorso assistenziale dei pazienti ipertesi, soprattutto quando i trattamenti adottati non consentono di raggiungere risultati soddisfacenti. È proprio in questo ambito che si inserisce la denervazione renale, quale ulteriore possibilità terapeutica da valutare attraverso un percorso specialistico appropriato. La collaborazione tra professionisti sanitari e la selezione dei pazienti rappresentano aspetti centrali per integrare la procedura nell’assistenza clinica. In questo scenario, il primato nazionale dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina e la crescita delle procedure nel Lazio evidenziano il progressivo consolidamento della denervazione renale nella cardiologia interventistica italiana, in linea con il ruolo riconosciuto alla metodica dalle indicazioni della Società Europea dell’Ipertensione.