Il Giappone conferma la massima disponibilità a collaborare alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e il Governo italiano ribadisce l’obiettivo di completare rapidamente la fase autorizzativa per passare alla fase esecutiva entro la fine del 2026. Sono le due principali novità emerse dalla prima riunione del gruppo di lavoro Italia–Giappone sui ponti a grande luce, che si è svolta oggi a Roma, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’incontro rappresenta un nuovo passaggio nella cooperazione tra i due Paesi per la costruzione, la gestione e la manutenzione delle grandi infrastrutture e assume una particolare rilevanza per il progetto di collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. Al centro del confronto, infatti, è stata posta proprio la realizzazione del Ponte sullo Stretto, rispetto alla quale la delegazione giapponese ha rinnovato il proprio interesse e la volontà di mettere a disposizione l’esperienza maturata nella costruzione di grandi ponti sospesi.
Italia e Giappone, prima riunione al Ministero delle Infrastrutture: il ruolo di Rixi e Hashimoto
Il gruppo di lavoro è co-presieduto dal viceministro italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e dal viceministro giapponese dei Trasporti, delle Infrastrutture, del Territorio e del Turismo Masamichi Hashimoto. Alla riunione hanno partecipato i principali soggetti italiani e giapponesi impegnati nel settore delle grandi opere infrastrutturali. Si tratta del primo seguito operativo del protocollo d’intesa firmato a Tokyo l’8 luglio 2025, in occasione della visita in Giappone del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che aveva sottoscritto l’accordo con il proprio omologo giapponese. L’intesa riguarda la collaborazione nella costruzione, gestione e manutenzione dei ponti a grande luce, infrastrutture caratterizzate da campate di notevole estensione e considerate da entrambi i Paesi un’importante opportunità per lo sviluppo e il potenziamento delle reti di trasporto. La riunione di Roma ha consentito di avviare concretamente il confronto tecnico e istituzionale previsto dall’accordo, individuando nel Ponte sullo Stretto di Messina uno dei principali ambiti di cooperazione tra le competenze industriali e ingegneristiche italiane e giapponesi.
Il Giappone pronto a collaborare con la Società Stretto di Messina: l’esperienza del Ponte Akashi-Kaikyo
Uno degli elementi più significativi emersi dall’incontro riguarda la posizione assunta dalla delegazione giapponese. Tokyo ha infatti ribadito la massima disponibilità a collaborare con la Società Stretto di Messina per la realizzazione del collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto. La disponibilità si inserisce nel quadro delle esperienze già maturate dall’industria giapponese nella realizzazione di numerosi ponti sospesi, tra i quali figura il celebre Ponte Akashi-Kaikyo, una delle opere ingegneristiche più rappresentative del settore a livello internazionale. Il ponte giapponese è stato realizzato dalla Ishikawajima-Harima Heavy Industries (IHI), azienda specializzata nelle grandi infrastrutture e considerata tra i leader mondiali del comparto. La stessa società fa parte di Eurolink, il consorzio di imprese guidato dall’italiana Webuild e incaricato della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. La presenza di IHI all’interno del Contraente generale costituisce dunque un elemento concreto della collaborazione industriale tra Italia e Giappone, affiancando al confronto istituzionale il coinvolgimento di una realtà che ha già partecipato alla realizzazione di importanti opere di ingegneria dei ponti.
Rixi: “il Ponte sullo Stretto è una priorità strategica, fase esecutiva entro fine anno”
A margine della riunione, il viceministro Edoardo Rixi ha sottolineato il valore della cooperazione tra Italia e Giappone, evidenziando le competenze dei due Paesi nel settore delle grandi infrastrutture. “Italia e Giappone rappresentano due eccellenze assolute a livello globale nel settore delle grandi opere e dell’ingegneria infrastrutturale. L’istituzione del gruppo di lavoro Italia-Giappone sui Ponti a Grande Luce dimostra la volontà comune di alzare ulteriormente l’asticella e diventare il punto di riferimento mondiale per la realizzazione, la gestione e la manutenzione dei ponti a grande campata”. Il rappresentante del Governo ha quindi chiarito che il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina ha occupato una posizione centrale nel confronto con la delegazione giapponese, confermando la volontà dell’esecutivo di accelerare il percorso che precede l’avvio della fase esecutiva. “Al centro dei colloqui col viceministro Masamichi Hashimoto c’è stato in modo particolare il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, un’opera verso la quale i partner giapponesi stanno dimostrando un grande e costante interesse. Come governo abbiamo fatto del Ponte una priorità strategica e stiamo lavorando concretamente per ultimare la fase autorizzativa con l’obiettivo di passare alla fase esecutiva entro la fine di quest’anno. L’esperienza giapponese, come dimostra la straordinaria opera del Ponte di Akashi-Kaikyo, unita al know-how dell’ingegneria italiana già espresso in progetti internazionali di primissimo piano come il Terzo Ponte sul Bosforo, conferma che insieme abbiamo tutte le competenze tecnologiche e gestionali per affrontare e vincere la sfida dello Stretto di Messina. Questo tavolo tecnico trasformerà la cooperazione industriale e istituzionale tra Italia e Giappone in una vera e propria best practice a livello globale”.
Ponte sullo Stretto, il Governo vuole completare la fase autorizzativa in tempi brevi
Il cronoprogramma indicato da Rixi individua dunque nella fine del 2026 l’obiettivo per il passaggio alla fase esecutiva del progetto. Una prospettiva sulla quale il Governo italiano ha confermato il proprio impegno anche durante l’incontro con la delegazione giapponese. Da parte italiana è stata ribadita la volontà di finalizzare in tempi brevi la fase autorizzativa del Ponte sullo Stretto, con il supporto della Società Stretto di Messina, riconoscendo al partenariato con il Giappone un ruolo importante nell’ambito della realizzazione dell’infrastruttura. Il confronto ha inoltre evidenziato il valore delle competenze tecniche sviluppate nei due Paesi. Accanto all’esperienza giapponese del Ponte Akashi-Kaikyo, Rixi ha richiamato quella dell’ingegneria italiana nella realizzazione di grandi opere internazionali, citando il Terzo Ponte sul Bosforo. La cooperazione viene quindi considerata da entrambi i Governi uno strumento per mettere in relazione esperienze industriali, capacità tecnologiche e competenze gestionali, nell’ambito di un progetto infrastrutturale che richiede un elevato livello di specializzazione.
Il tavolo tecnico Italia-Giappone proseguirà anche da remoto
La riunione al Ministero delle Infrastrutture non resterà un appuntamento isolato. Il gruppo di lavoro Italia-Giappone sui ponti a grande luce proseguirà infatti le proprie attività anche attraverso incontri da remoto, garantendo continuità al dialogo tra i soggetti coinvolti. L’obiettivo è mettere a disposizione dei due Governi un canale stabile di consultazione tecnica e istituzionale, attraverso il quale affrontare le questioni ingegneristiche e manageriali legate alla costruzione, alla gestione e alla manutenzione delle grandi infrastrutture. In questo quadro, il Ponte sullo Stretto di Messina assume un ruolo centrale nella collaborazione avviata con l’accordo di Tokyo del luglio 2025. L’interesse confermato dal Giappone, il coinvolgimento dell’industria specializzata attraverso IHI e l’impegno italiano sul completamento della fase autorizzativa costituiscono gli elementi emersi dal primo incontro operativo. Il Governo italiano punta ora a tradurre il percorso istituzionale e tecnico in un avanzamento del progetto, mantenendo come traguardo dichiarato dal viceministro Rixi il passaggio alla fase esecutiva entro la fine del 2026.


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