Un attacco informatico di matrice filorussa ha colpito una piattaforma collegata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini. L’episodio risale al 7 ottobre, quando un’operazione di tipo DDoS ha interessato l’Hub dei contratti pubblici, un servizio affidato in convenzione dal Mit a Itaca e ospitato presso il Polo strategico nazionale. L’attacco è stato risolto nell’arco della stessa giornata, secondo quanto riferito da fonti del dicastero. A emergere è anche il possibile coinvolgimento del collettivo di hacker filorussi NoName057, già associato a diverse operazioni informatiche contro obiettivi italiani. Secondo quanto appreso da Adnkronos, proprio questo gruppo avrebbe inserito il servizio dei contratti pubblici tra i bersagli previsti per la giornata del 7 ottobre. L’episodio si inserisce in una serie di attività informatiche che hanno interessato anche altri obiettivi istituzionali ed economici. Il 15 ottobre, infatti, il Mit è comparso nuovamente tra i target del collettivo, insieme a numerose aziende e associazioni operanti nei settori della logistica, dei trasporti e della nautica.
Attacco DDoS al Mit: cosa è successo il 7 ottobre all’Hub dei contratti pubblici
L’operazione informatica del 7 ottobre ha interessato nello specifico l’Hub dei contratti pubblici, una piattaforma collegata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il servizio, affidato in convenzione a Itaca, è ospitato all’interno del Polo strategico nazionale, l’infrastruttura presso la quale si trova il sistema preso di mira. La tipologia di attacco utilizzata è quella denominata Distributed Denial of Service, comunemente conosciuta con l’acronimo DDoS. Si tratta di una tecnica attraverso la quale un sistema informatico viene investito da un numero estremamente elevato di richieste di accesso, con l’obiettivo di comprometterne temporaneamente il normale funzionamento. Nel caso dell’Hub dei contratti pubblici, secondo le informazioni diffuse da fonti del Mit, la situazione è stata risolta già nel corso della giornata del 7 ottobre. Non vengono riportati ulteriori dettagli tecnici sulle conseguenze dell’operazione o sulle modalità attraverso le quali è stato ripristinato il regolare funzionamento della piattaforma. L’elemento centrale riguarda l’attribuzione dell’azione informatica. Stando a quanto appreso da Adnkronos, gli autori sarebbero riconducibili a NoName057, collettivo filorusso che aveva individuato il servizio dei contratti pubblici tra i propri obiettivi.
Chi sono gli hacker filorussi NoName057 e come funzionano gli attacchi DDoS
Il collettivo NoName057 è stato associato a diversi attacchi informatici registrati nell’ultimo periodo. La tecnica DDoS utilizzata in queste operazioni si distingue da altre forme di intrusione informatica perché ha prevalentemente una finalità di disturbo e dimostrazione. L’obiettivo consiste nel rendere difficilmente accessibili o temporaneamente inutilizzabili siti web e servizi digitali, attraverso un’elevata quantità di richieste indirizzate contemporaneamente ai sistemi informatici. Questa modalità di attacco, generalmente, non comporta l’estrazione di dati dai sistemi colpiti. La sua funzione principale è quella di interferire con la disponibilità dei servizi, provocando rallentamenti o interruzioni dell’accesso alle piattaforme interessate. È proprio questa caratteristica a contraddistinguere le operazioni attribuite al gruppo filorusso, i cui bersagli comprendono sia infrastrutture legate alla pubblica amministrazione sia realtà del tessuto imprenditoriale italiano. Nel caso del Ministero delle Infrastrutture, l’attacco del 7 ottobre ha avuto un impatto temporaneo, conclusosi nella stessa giornata secondo le fonti ministeriali.
Il Ministero delle Infrastrutture nuovamente tra gli obiettivi il 15 ottobre
A distanza di otto giorni dal primo episodio, mercoledì 15 ottobre, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è risultato ancora una volta tra gli obiettivi individuati dal collettivo filorusso. La presenza del Mit nell’elenco dei target è emersa dal monitoraggio dei bot utilizzati dal network di NoName057, attraverso i quali vengono individuati gli obiettivi delle operazioni informatiche. Questa volta, tuttavia, non sono arrivate rivendicazioni da parte degli hacker. Un dettaglio significativo, considerando che il collettivo tende generalmente a rendere pubbliche le proprie azioni quando gli attacchi producono un impatto sui sistemi presi di mira. Lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha riferito ad Adnkronos di non aver registrato episodi nella giornata del 15 ottobre. La nuova presenza del dicastero nell’elenco dei bersagli, dunque, non corrisponde a un secondo attacco riuscito. Le informazioni disponibili distinguono l’operazione del 7 ottobre, effettivamente registrata e risolta, dalla successiva individuazione del ministero come obiettivo del gruppo.
Nel mirino degli hacker anche logistica, trasporti e nautica: colpite aziende italiane
L’attività attribuita a NoName057 non si è concentrata esclusivamente sulle infrastrutture ministeriali. Nell’elenco dei bersagli del 15 ottobre sono comparse anche numerose imprese e associazioni italiane attive nel comparto della logistica, del trasporto marittimo e della nautica. Il collettivo filorusso ha rivendicato operazioni contro alcune importanti realtà del settore, con risultati differenti in termini di raggiungibilità dei rispettivi siti web. Tra gli obiettivi figura Azimut Benetti Group, costruttore di yacht il cui sito internet risultava effettivamente irraggiungibile durante le verifiche effettuate. L’azienda è stata inserita tra i bersagli delle operazioni informatiche rivendicate dal gruppo. Un’altra realtà presa di mira è stata Neri Group, società specializzata nel trasporto marittimo. In questo caso, nonostante la rivendicazione dell’attacco, il sito web sembrava continuare a funzionare regolarmente. Gli episodi mostrano quindi situazioni differenti: alcune piattaforme risultavano inaccessibili al momento delle verifiche, mentre altre apparivano ancora raggiungibili, nonostante fossero state indicate tra gli obiettivi delle azioni informatiche.
Confetra e Alis tra i bersagli: siti irraggiungibili e successivo ripristino
Tra le organizzazioni prese di mira il 15 ottobre compare anche Confetra, la confederazione dei trasporti. Il relativo sito internet risultava irraggiungibile, in coincidenza con le rivendicazioni diffuse dal collettivo filorusso. Nell’elenco figurava inoltre Alis, associazione attiva nel settore della logistica. Anche il portale web dell’organizzazione è risultato inizialmente non accessibile a una prima verifica, per poi tornare online. Tra i target del collettivo è stato inserito anche Lorenzini & C., operatore specializzato nel settore dei container. Diversamente da quanto riscontrato per altre realtà, il sito dell’azienda risultava raggiungibile. Le verifiche sulla disponibilità dei portali restituiscono pertanto un quadro articolato. Per Azimut Benetti Group, Confetra e Alis sono state riscontrate difficoltà di accesso, mentre i siti di Neri Group e Lorenzini & C. apparivano funzionanti. Le rivendicazioni del collettivo, quindi, non coincidono necessariamente con un’interruzione effettiva dei servizi web di tutte le realtà indicate come obiettivi.
Dall’attacco al Ministero degli Esteri al Mit: le operazioni attribuite a NoName057
L’episodio che ha interessato il Ministero delle Infrastrutture si inserisce in una sequenza di attacchi informatici attribuiti al collettivo filorusso NoName057 nel corso del mese di ottobre. Tra questi figura anche l’operazione dell’8 ottobre contro il Ministero degli Affari Esteri, attribuita allo stesso gruppo. La successione degli episodi evidenzia la presenza di diversi obiettivi istituzionali italiani nelle attività informatiche ricondotte al network filorusso. Il 7 ottobre è stato interessato l’Hub dei contratti pubblici collegato al Mit, l’8 ottobre è stato registrato l’attacco al Ministero degli Esteri e il 15 ottobre sono state individuate nuove operazioni rivolte soprattutto a imprese e organizzazioni dei settori della logistica e della nautica. In quest’ultima giornata, il Ministero delle Infrastrutture è tornato a comparire tra i potenziali bersagli, ma senza che il dicastero abbia segnalato nuovi episodi e senza una rivendicazione del collettivo relativa a un impatto sul ministero. Resta quindi distinta la posizione dei diversi obiettivi: l’attacco del 7 ottobre all’Hub dei contratti pubblici è stato confermato dalle fonti ministeriali come risolto nella stessa giornata, mentre le attività del 15 ottobre hanno prodotto riscontri differenti sui siti delle aziende e delle associazioni coinvolte. Il quadro comprende così infrastrutture pubbliche, piattaforme istituzionali e servizi digitali di operatori economici, accomunati dall’inserimento tra gli obiettivi delle operazioni informatiche attribuite al collettivo filorusso.


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