La Corea del Sud ha inaugurato le sue missioni orbitali di quest’anno con uno spettacolare lancio notturno che rafforza la sua indipendenza e la sua posizione nel settore aerospaziale globale. Il traguardo è stato raggiunto martedì 6 ottobre, quando il razzo di costruzione nazionale Nuri è decollato dal Naro Space Center portando verso l’orbita terrestre bassa ben 15 satelliti. Il decollo, avvenuto alle 12:25 ora locale del 7 ottobre, ha confermato l’affidabilità del vettore asiatico, giunto al suo 5° lancio assoluto dopo un debutto difficile nell’ottobre del 2021. L’operazione, gestita congiuntamente dall’agenzia statale Korea Aerospace Research Institute e dalla compagnia Hanwha Aerospace, ha sfiorato la perfezione tecnica, riuscendo a posizionare correttamente 14 dei payload previsti per implementare le reti di monitoraggio e sicurezza del Paese.
I satelliti NEONSAT per la sicurezza della penisola
Il payload principale della missione era costituito da 5 microsatelliti destinati alla rete NEONSAT, acronimo di New-space Earth Observation Satellite Constellation for National Safety. Ogni dispositivo ha un peso inferiore ai 100 kg ed è equipaggiato con avanzate telecamere elettro-ottiche. Questi strumenti di precisione sono in grado di distinguere oggetti piccoli fino a 1 metro nelle immagini in bianco e nero e fino a 4 metri in quelle a colori. L’obiettivo primario di questa costellazione è monitorare costantemente il territorio coreano e le aree limitrofe per garantire la sicurezza nazionale e fornire risposte rapide in caso di disastri. Prima di questo lancio, la rete contava già 2 elementi portati nello Spazio dai vettori Electron di Rocket Lab, lanciati rispettivamente nell’aprile del 2024 e nel gennaio di quest’anno. Per completare il sistema, ulteriori 5 unità verranno lanciate il prossimo anno, sempre a bordo di un razzo Nuri.
Il blocco del cubesat e le prestazioni del vettore sudcoreano
Oltre ai dispositivi governativi principali, il razzo ha trasportato altri 10 piccoli cubesat forniti da vari operatori privati. Proprio in questo gruppo si è registrato l’unico intoppo della missione. Il dispositivo PERSAT02, sviluppato dall’azienda sudcoreana Quaternion, non è riuscito a dispiegarsi correttamente, come confermato dai responsabili della missione circa 2 ore dopo il lancio. Nonostante questo imprevisto circoscritto, le prestazioni del vettore Nuri, alto 47 metri e conosciuto anche con la sigla tecnica KSLV-II, rimangono di altissimo livello. Il razzo vanta ora una sequenza positiva di 4 successi consecutivi.


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