Il destino del nostro Sistema Solare è scritto nelle stelle… o meglio, in una stella in particolare: il Sole. Le stime su come avverrà la fine, una volta che il Sole avrà perso gran parte della sua massa e si sarà infine spento, variano notevolmente. Un nuovo studio, pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, suggerisce che l’epilogo per alcuni dei pianeti esterni arriverà molto prima di quanto ipotizzato in precedenza, riducendo l’arco temporale da un trilione di miliardi di anni a circa un miliardo di anni. Per allora, il pianeta roccioso su cui viviamo sarà probabilmente già scomparso da tempo, ma anche Giove, Saturno, Urano e Nettuno potrebbero non sopravvivere.
I modelli tradizionali ipotizzavano che il Sistema Solare esterno sarebbe sopravvissuto per miliardi di anni prima di poter subire perturbazioni a causa del passaggio di una stella. Tuttavia, recenti simulazioni condotte dagli astrofisici teorici Konstantin Batygin e Jim Fuller del California Institute of Technology e da Fred Adams dell’Università del Michigan mostrano che il Sole, nella sua fase terminale, potrebbe innescare uno sconvolgimento relativamente rapido e caotico.
Simulare la morte del Sole
Il team di ricerca ha combinato un modello dettagliato dell’evoluzione solare con programmi informatici in grado di monitorare le variazioni delle orbite di Giove, Saturno, Urano e Nettuno man mano che il Sole perde massa attraverso espulsioni discrete di materiale stellare. “Tutto cambia quando l’involucro esterno si disperde a pezzi“, hanno scritto gli autori dello studio.
Sono stati analizzati 672 scenari basati su queste espulsioni, variandone l’entità nelle diverse simulazioni. I ricercatori hanno inoltre valutato se la perdita di massa avvenisse durante l’intero processo di trasformazione del Sole in gigante rossa o soltanto nelle fasi finali. Il team ha anche simulato scenari in cui il Sole perdeva massa in modo graduale, al fine di confrontare i risultati. Successivamente, hanno monitorato i sistemi planetari per un periodo di 3 miliardi di anni per verificarne la stabilità.
Pianeti travolti dal caos orbitale
Nella stragrande maggioranza delle simulazioni che prevedevano espulsioni di massa più consistenti, l’esito è stato catastrofico. Fino al 96% dei sistemi planetari è diventato instabile entro 3 miliardi di anni dalla trasformazione del Sole in nana bianca. Circa il 40% ha subito disgregazioni o violente dispersioni orbitali ancora prima, ovvero mentre il Sole stava ancora perdendo massa. In alcune simulazioni, i pianeti sono stati espulsi dal Sistema Solare, mentre in altre Urano e Nettuno si sono scambiati le orbite. Episodi più lievi di perdita di massa hanno talvolta spinto coppie di pianeti verso orbite sincronizzate, alcune delle quali sono rimaste stabili per 3 miliardi di anni. Che il destino del Sistema Solare sia legato al Sole non è una sorpresa. Tuttavia, se queste previsioni si rivelassero corrette, la sua fine sarebbe molto più violenta e rapida.


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