La Luna si sta restringendo: un nuovo studio rivela di quanto si è rimpicciolita

Lo studio identifica oltre 10.000 giovani faglie distribuite sulla superficie lunare e stima che il raggio della Luna si sia ridotto di circa 45 metri negli ultimi 400-800 milioni di anni

Un nuovo studio sulle giovani formazioni tettoniche presenti sulla Luna offre la stima più dettagliata finora ottenuta riguardo all’entità della contrazione lunare, avvenuta man mano che il suo interno si raffreddava nel corso del tempo. Pubblicato su The Planetary Science Journal, lo studio identifica oltre 10.000 giovani faglie distribuite sulla superficie lunare e stima che il raggio della Luna si sia ridotto di circa 45 metri negli ultimi 400-800 milioni di anni. Lo studio è stato condotto da Thomas R. Watters, scienziato emerito presso il Center for Earth and Planetary Studies del National Air and Space Museum dello Smithsonian, insieme ai coautori Maria Banks, Cole Nypaver e Mark Robinson. Utilizzando le osservazioni della Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC), i ricercatori hanno mappato migliaia di formazioni tettoniche di contrazione – note come scarpate lobate e piccole creste – sia negli altopiani lunari che nei maria (le vaste pianure scure visibili sulla superficie lunare).

Il tasso di contrazione

Se il tasso di riduzione del raggio è rimasto costante in questo arco di tempo, ciò suggerisce che la Luna si sia ristretta di circa 6-11 centimetri ogni milione di anni, ovvero circa 0,1 micrometri (0,0001 millimetri) all’anno. Si tratta di un valore decisamente inferiore alla velocità media con cui si muovono le placche terrestri – circa 1,5 centimetri l’anno, un ritmo paragonabile a quello della crescita delle unghie umane – un fenomeno guidato dalla dispersione di calore dall’interno della Terra.

Le differenze tra Terra e Luna

Sulla Terra, i margini delle placche tettoniche concentrano circa il 90% dell’attività tettonica e sismica del pianeta. La Luna, al contrario, è un corpo a placca singola, le cui faglie sono espressione di una contrazione globale. A differenza della Terra, caratterizzata da un mosaico di oltre 15 placche litosferiche, la placca unica della Luna funge da guscio integro. Di conseguenza, man mano che l’interno lunare si raffredda e si contrae, le faglie non si concentrano lungo i margini di placca, ma risultano ampiamente distribuite su tutta la superficie lunare. Ciò significa che i sismi lunari, causati dallo scorrimento lungo faglie esistenti o dalla formazione di nuove faglie, possono verificarsi in qualsiasi punto della Luna.

Le faglie

Il nuovo studio rivela inoltre che alcune aree presentano un numero maggiore di faglie rispetto ad altre; in particolare, le zone caratterizzate dalla crosta lunare più spessa sembrano avere il minor numero di faglie, il che suggerisce che tali aree possano essere le più stabili. Lo studio ipotizza che, nelle prime fasi della storia lunare, non si sia verificata una diffusa attività di formazione di faglie poiché una crosta spessa, altamente fratturata e porosa ha agito da isolante per l’interno del corpo celeste, ostacolandone il raffreddamento e la contrazione fino a tempi relativamente recenti.

Il ruolo di LRO

Il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) orbita attorno alla Luna da 17 anni e, in questo periodo, lo strumento LROC ha fornito milioni di immagini della superficie lunare. “Il numero di queste giovani faglie, rilevate nelle immagini della LROC, è molto più elevato di quanto avessi mai immaginato”, ha affermato Watters. “Poiché l’interno della Luna continua a raffreddarsi e a contrarsi, è prevedibile che l’espansione delle faglie esistenti e la formazione di nuove faglie proseguano ancora oggi”.