La Spezia entra nella rete nazionale degli Osservatori Ionosferici INGV

Inaugurato l’Osservatorio Ionosferico SP044: dalla collaborazione tra INGV e Istituto Culturale Astrofili Spezzini una nuova infrastruttura scientifica dedicata allo Space Weather

Inaugurato a La Spezia, in via Fabio Filzi 38, il nuovo Osservatorio Ionosferico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), realizzato nell’ambito della collaborazione con l’Istituto Culturale Astrofili Spezzini® APS. La nuova stazione, identificata con la sigla SP044, è il terzo Osservatorio Ionosferico dell’INGV presente in Italia, dopo le storiche stazioni di Roma e Gibilmanna. La sua attivazione consente di ampliare verso il Nord del Paese la rete nazionale dedicata allo studio della ionosfera e dei fenomeni di Space Weather, ovvero l’insieme delle condizioni e delle perturbazioni dell’ambiente spaziale legate soprattutto all’attività solare. Alla cerimonia hanno partecipato i vertici dell’INGV, rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, della Marina Militare e dell’Istituto Culturale Astrofili Spezzini, oltre ai ricercatori e ai tecnici che hanno contribuito alla progettazione e alla realizzazione della nuova infrastruttura.

Una nuova finestra sulla ionosfera

Al centro dell’Osservatorio c’è una ionosonda, un sistema radar che opera in banda HF e che invia impulsi radio verso gli strati superiori dell’atmosfera, analizzando successivamente i segnali riflessi dalla ionosfera. Le misurazioni consentono di osservare in tempo reale le caratteristiche dell’ambiente ionosferico e le sue variazioni, fortemente influenzate dall’attività del Sole. Si tratta di informazioni di particolare rilevanza per comprendere la propagazione delle onde radio e monitorare quei fenomeni che possono interferire con sistemi di comunicazione, navigazione e con altre infrastrutture tecnologiche. In questo quadro, la stazione spezzina rappresenta un nuovo punto di osservazione per una rete che ha ricadute non soltanto scientifiche, ma anche operative, considerata la crescente dipendenza della società contemporanea da sistemi tecnologici e di comunicazione vulnerabili alle perturbazioni dello Space Weather.

Il presidente dell’INGV, Fabio Florindo, ha sottolineato come l’apertura della stazione SP044 rappresenti un ulteriore passo nel potenziamento delle capacità osservative dell’Istituto e nello sviluppo delle attività di ricerca dedicate allo Space Weather. Florindo ha inoltre evidenziato il valore della collaborazione con l’Istituto Culturale Astrofili Spezzini, indicandola come un esempio concreto di sinergia tra ricerca scientifica e territorio.

“Non inauguriamo semplicemente una nuova infrastruttura scientifica”

Per il presidente dell’Istituto Culturale Astrofili Spezzini®, Luigi Sannino, l’inaugurazione della nuova stazione rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato diversi anni fa e sviluppatosi attraverso la collaborazione con l’INGV: “Per noi questa giornata ha un significato enorme, perché non inauguriamo semplicemente una nuova infrastruttura scientifica: vediamo concretizzarsi un percorso di crescita iniziato diversi anni fa insieme a INGV. Questa collaborazione ha contribuito a rafforzare la qualità scientifica e culturale delle nostre attività e a consolidare quel percorso che, a partire dal 2023, ci ha portato a trasformarci e a crescere come Istituto Culturale. Grazie anche alla collaborazione con INGV, il Ministero della Cultura ha riconosciuto il nostro impegno culturale sul territorio, un passaggio che ci ha permesso di crescere ulteriormente fino ad arrivare oggi a quasi 200 soci. La nostra volontà è continuare su questa strada, costruendo collaborazioni vere con gli enti di ricerca e mettendo scienza e conoscenza a disposizione della comunità“.

Il rapporto tra INGV e Istituto Culturale Astrofili Spezzini, infatti, non nasce con la nuova ionosonda. Presso il Parco Scientifico e delle Stelle di Monte Viseggi è già operativa una stazione appartenente alla rete sismica dell’INGV. Con l’attivazione della SP044, la collaborazione si estende ora anche al monitoraggio dell’ambiente ionosferico e allo studio dello Space Weather. Un percorso che ha richiesto tempo anche per l’individuazione e la predisposizione del sito, individuato nell’area di via Fabio Filzi e messo a disposizione dall’Istituto Culturale Astrofili Spezzini. La collocazione è risultata particolarmente adatta all’installazione della strumentazione grazie al basso livello di rumore elettromagnetico ambientale e alla limitata presenza di strutture metalliche nelle immediate vicinanze, condizioni importanti per garantire la qualità delle osservazioni ionosferiche.

Dalla ricerca ai servizi per il Paese

Nel corso della cerimonia, il direttore generale dell’INGV Giovanni Torre ha richiamato il valore strategico delle reti di monitoraggio dell’Istituto. I dati raccolti attraverso le attività di ricerca possono infatti essere trasformati in informazioni e servizi operativi, comprese le previsioni relative alle condizioni della propagazione ionosferica, con possibili applicazioni in diversi settori di interesse nazionale. Sul tema della cooperazione tra ricerca, istituzioni e Difesa è intervenuto anche il Capitano di Vascello Stefano Cossu, comandante della Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate, che ha sottolineato l’importanza del rapporto tra il mondo della ricerca scientifica e quello della Difesa nei settori legati alle comunicazioni e alla sicurezza nazionale.

Alla cerimonia hanno preso parte anche rappresentanti dell’amministrazione comunale. Per il Comune della Spezia, l’assessore Giulio Guerri ha evidenziato il valore per la città della presenza di un’infrastruttura scientifica e tecnologica di questo livello, richiamando al tempo stesso il ruolo delle realtà associative locali nella costruzione di collaborazioni con le istituzioni e il mondo della ricerca. L’assessore Manuela Gagliardi ha invece sottolineato il legame tra la nuova iniziativa e la tradizione scientifica e tecnologica della Spezia, ricordando in particolare il rapporto della città con Guglielmo Marconi e con la storia delle radiocomunicazioni.

Un riferimento che assume un significato particolare anche per la storia dell’INGV. Fu infatti proprio Marconi, nel 1936, a promuovere la nascita dell’Istituto Nazionale di Geofisica, mentre lo studio dell’ambiente ionosferico e della propagazione delle onde radio appartiene alle origini della storia dell’ente oggi divenuto Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Presente anche l’assessore regionale Giacomo Giampedrone, che ha richiamato la capacità del territorio di mettere in relazione ricerca, istituzioni e volontariato, sottolineando il valore della collaborazione e della passione come elementi capaci di unire realtà differenti.

La Spezia entra nella rete nazionale di monitoraggio

Con l’inaugurazione della SP044, La Spezia entra dunque a pieno titolo nella rete nazionale dell’INGV dedicata al monitoraggio della ionosfera. La nuova stazione contribuirà alla raccolta di dati utili alla ricerca scientifica e allo studio di fenomeni che possono avere conseguenze concrete sui sistemi tecnologici e sulle comunicazioni utilizzate quotidianamente. L’infrastruttura rappresenta inoltre un nuovo esempio di collaborazione tra ricerca scientifica professionale, istituzioni e associazionismo, rafforzando il ruolo della Spezia come territorio in grado di ospitare attività di ricerca e monitoraggio di interesse nazionale. La giornata è proseguita, dopo l’inaugurazione di via Fabio Filzi, presso la sede dell’Istituto Culturale Astrofili Spezzini, in via Pietro M. Beghi 21, dove si sono svolti seminari e approfondimenti scientifici dedicati alla ionosfera, allo Space Weather e alle attività di ricerca condotte dall’INGV.