Dallo spazio, la recente tempesta Austen appare come un’enorme spirale di nubi che si avvolge sull’Atlantico, a ovest delle Isole Britanniche. L’immagine è stata acquisita il 22 ottobre dal sensore VIIRS a bordo del satellite Suomi-NPP, una missione congiunta NASA-NOAA, e mostra il sistema mentre si avvicina all’Europa occidentale. Il vortice nuvoloso è la firma di una profonda depressione extratropicale, cioè un sistema tipico delle medie latitudini, alimentato soprattutto dal contrasto tra masse d’aria con temperature diverse. Il Met Office indicava per Austen una rapida intensificazione e una pressione centrale prevista fra 970 e 980 hPa nel passaggio vicino al Regno Unito: il valore di circa 975 hPa va quindi letto come una stima prevista, non come una misura ricavabile dalla sola fotografia satellitare.
La spirale e la struttura della depressione
La grande fascia bianca che si incurva attorno al centro è la caratteristica ‘nuvola a virgola’ delle depressioni mature. Al suo interno, le diverse bande nuvolose sono associate alla circolazione e ai fronti: il fronte caldo, quello freddo e l’occlusione, che si forma quando il fronte freddo raggiunge quello caldo e solleva l’aria più mite. L’immagine permette di riconoscere la struttura generale, ma per tracciare con precisione i fronti servono anche carte meteorologiche e dati su vento, temperatura e pressione. La rotazione è antioraria, come avviene attorno ai minimi di pressione nell’emisfero nord. Il gradiente di pressione mette in movimento l’aria; la rotazione terrestre, attraverso la forza di Coriolis, ne devia il flusso e contribuisce a organizzare la circolazione. L’andamento delle nubi registra così il movimento dell’aria e dell’umidità, mentre il sistema evolve e i suoi fronti si spostano.

I ‘ciottoli’ di nubi sul retro del sistema
A ovest della fascia nuvolosa principale si nota un mosaico di piccoli addensamenti, simile a un campo di ciottoli. È una struttura cellulare che può comparire dietro una depressione, dove aria più fredda e instabile scorre sopra una superficie marina relativamente più mite. Il calore e l’umidità forniti dal mare favoriscono moti convettivi e rovesci sparsi. La loro presenza è compatibile con un’irruzione d’aria fredda di origine polare marittima nel settore posteriore della tempesta.
Una spirale suggestiva, senza prova della sezione aurea
La forma delle nubi può ricordare una spirale logaritmica o la sezione aurea, ma la somiglianza visiva non prova che Austen segua quel rapporto matematico. Una depressione non assume la propria forma per raggiungere un equilibrio geometricamente ‘ottimale’: la sua struttura deriva dalla dinamica dell’atmosfera, dal contrasto termico, dai venti in quota e dall’evoluzione dei fronti. La spirale resta comunque uno degli spettacoli più riconoscibili delle immagini satellitari: una mappa naturale dei grandi movimenti dell’aria sopra l’oceano.


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