Lanciata con successo la sonda MMX: anche l’ESA nella caccia ai frammenti del sistema marziano

Lanciata con successo la sonda interplanetaria MMX in collaborazione con ESA e NASA. Raggiungerà il sistema marziano per studiare e prelevare campioni dai suoi satelliti naturali

Un nuovo entusiasmante capitolo nell’esplorazione dello Spazio ha preso ufficialmente il via dal centro spaziale di Tanegashima. Alle 21:41 ora italiana di ieri 19 ottobre 2026, il potente razzo H3 ha acceso i motori per lanciare con successo la missione Martian Moons eXploration, nota a tutti gli addetti ai lavori con l’acronimo MMX. Questo ambizioso progetto guidato dall’agenzia spaziale giapponese JAXA ha un obiettivo primario senza precedenti nella storia dell’umanità e dell’esplorazione del nostro Sistema Solare. La saonda dovrà infatti viaggiare per milioni di km per raggiungere i 2 piccoli satelliti naturali del Pianeta Rosso, posizionandosi in orbita attorno al più grande dei 2, Phobos.

I primati storici della sonda interplanetaria

Con questo lancio perfetto, la sonda MMX inizia il suo lungo viaggio attraverso lo Spazio profondo. Il veicolo spaziale è destinato a battere una serie di record assoluti in campo astronomico. Sarà il 1° veicolo nella storia a entrare nell’orbita di Phobos, il 1° a raccogliere materiale direttamente dalla superficie di questa piccola Luna e, soprattutto, il 1° a compiere il viaggio di ritorno verso la Terra partendo direttamente dal sistema marziano. Un’impresa ingegneristica titanica resa possibile da una stretta collaborazione internazionale che vede coinvolte, oltre alla JAXA, anche la NASA, l’agenzia spaziale francese CNES, quella tedesca DLR e la nostra ESA. Questo sforzo congiunto dimostra quanto l’esplorazione del Sistema Solare richieda la condivisione di risorse e competenze tecniche di altissimo livello.

“Il lancio è stato spettacolare”

Il successo delle operazioni di lancio ha scatenato l’entusiasmo della comunità scientifica internazionale e dei vertici delle agenzie spaziali partner. “Voglio congratularmi con la JAXA e l’intero team MMX per questo lancio di successo“, afferma la professoressa Carole Mundell, direttrice scientifica dell’ESA. Sulla stessa linea si esprime Elliot Sefton-Nash, project scientist dell’ESA per la missione MMX, che ha commentato con grande trasporto le prime fasi dell’operazione. “Il lancio è stato spettacolare e il lanciatore H3 della JAXA ha funzionato in modo fantastico per inviare MMX verso Marte“, spiega Sefton-Nash, aggiungendo poi un dettaglio sui prossimi passi del team di controllo. “La squadra sta festeggiando, ed è ora ancora più motivata a prepararsi per l’arrivo a Marte la prossima estate per iniziare a indagare da vicino le sue Lune Phobos e Deimos“.

Il ruolo cruciale degli scienziati in Europa

La partecipazione del nostro continente a questa missione di opportunità all’interno del programma scientifico dell’ESA ha un peso determinante. L’agenzia ha fornito le sofisticate apparecchiature di comunicazione per lo Spazio profondo installate a bordo della sonda, garantendo inoltre il supporto indispensabile delle stazioni di terra della rete Estrack. Questa infrastruttura servirà a inviare i comandi di navigazione e a ricevere il prezioso flusso di dati scientifici dal veicolo in tempo reale. Gli scienziati europei nominati dall’ESA sono parte integrante del team scientifico della missione e conducono progetti di ricerca specifici. Le loro responsabilità includono la pianificazione meticolosa delle osservazioni scientifiche, l’analisi dei dati raccolti dagli strumenti di bordo e lo studio ravvicinato dei campioni di suolo extraterrestre che verranno finalmente portati sul nostro pianeta.