L’uragano Nolo ha raggiunto la 3ª categoria nelle scorse ore, rafforzandosi rapidamente nelle acque remote dell’Oceano Pacifico, molto a Ovest delle principali isole delle Hawaii e delle zone più densamente popolate. Secondo il National Hurricane Center, i venti massimi sostenuti di Nolo hanno raggiunto i 185 km/h, trasformando il sistema in un uragano maggiore. L’ultimo aggiornamento lo riportava a circa 320 km a Sud-Sud/Ovest dell’isola di Lisianski con movimento verso Ovest a circa 31 km/h.
Allerta per le aree remote delle Hawaii
È stata emessa un’allerta per tempesta tropicale per il Papahānaumokuākea Marine National Monument, una vasta area marina protetta e scarsamente abitata che comprende isole, atolli, secche, montagne sottomarine e barriere coralline. L’allerta interessa il tratto compreso tra Maro Reef e Lisianski Island. La principale preoccupazione è rappresentata dalla forte mareggiata associata a Nolo. Secondo l’NHC, le grandi onde potrebbero provocare l’allagamento di alcuni degli atolli più bassi. Al momento, tuttavia, non sono previste minacce dirette per le isole abitate delle Hawaii.
Nolo attraverserà la linea internazionale del cambio di data
La traiettoria prevista indica che Nolo continuerà a muoversi verso Ovest e dovrebbe attraversare la linea internazionale del cambio di data nelle prossime ore. Il ciclone aveva già sfiorato le Hawaii circa una settimana fa come uragano. Successivamente aveva perso parte della propria intensità, trasformandosi in tempesta tropicale, prima di recuperare nuovamente lo status di uragano e intensificarsi fino alla 3ª categoria.
Anche l’uragano Rachel si muove nel Pacifico
Nel frattempo, un altro sistema tropicale sta interessando il Pacifico orientale. Si tratta dell’uragano Rachel, attualmente di 1ª categoria, che continua a spostarsi verso Ovest allontanandosi dalla costa occidentale del Messico. Nonostante la traiettoria lontana dalla terraferma, il moto di Rachel sta generando mareggiate pericolose. Onde significative sono previste fino al fine settimana lungo le coste del Messico centro-occidentale e fino a lunedì lungo la penisola della Baja California.
Il ruolo di El Niño
L’intensa attività degli uragani nel Pacifico è guidata da El Niño, un periodico riscaldamento anomalo delle acque oceaniche tropicali. Questo calore superficiale funge da potente carburante, evaporando rapidamente e pompandone un’enorme quantità di energia termica e umidità nell’atmosfera. Al contempo, il fenomeno altera la circolazione dei venti globali, riducendo drasticamente il “wind shear” verticale sul Pacifico centrale e orientale. Senza questi venti ostacolanti che spezzano le cime delle tempeste in formazione, i cicloni possono organizzarsi liberamente e potenziarsi indisturbati, portando a una stagione straordinariamente intensa e ricca di uragani.



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