Gli Stati Uniti fanno i conti con una nuova ondata di maltempo estremo, tra gli effetti residui dell’uragano Isaias, che dal Golfo del Messico si è spostato verso Nord, e le violente mareggiate provocate dall’ex tempesta tropicale Rachel lungo la costa della California meridionale. Piogge intense, allagamenti, alberi abbattuti e interruzioni di corrente stanno mettendo a dura prova diverse aree.
Isaias risale verso Nord: allerta per alluvioni e tornado
Dopo aver raggiunto il Florida Panhandle come uragano di 2ª categoria, nei pressi di Destin, Isaias ha attraversato l’Alabama con venti di intensità tropicale, proseguendo poi verso gli Stati orientali. Sebbene il sistema abbia perso parte della propria forza, i suoi effetti continuano a farsi sentire, soprattutto attraverso precipitazioni abbondanti e improvvisi innalzamenti dei livelli dei corsi d’acqua. Nella Carolina del Nord occidentale, diversi fiumi sono esondati a causa delle piogge persistenti, facendo crescere il rischio di alluvioni lampo e allagamenti urbani. Il National Weather Service ha segnalato inoltre la possibilità di tornado in alcune aree della Carolina del Nord e della Virginia, invitando la popolazione alla prudenza. Particolarmente critica la situazione nella contea di McDowell, dove i soccorritori hanno affrontato 5 frane e disposto evacuazioni volontarie durante la notte tra sabato e domenica. Strade invase dall’acqua e torrenti oltre gli argini hanno complicato gli interventi.
I dati delle stazioni meteorologiche locali evidenziano l’entità delle precipitazioni: in diverse aree della regione sono caduti tra 13 e 24 cm di pioggia nell’arco di 24 ore. Presso la stazione dei vigili del fuoco e dei soccorritori di Enola è stato registrato un accumulo massimo di circa 24 cm. Nonostante una graduale attenuazione delle precipitazioni, il rischio di nuove piene resta elevato.
Florida e Alabama, il bilancio dei danni si aggrava
Il passaggio di Isaias ha provocato almeno 4 vittime tra Florida e Alabama. Nella contea di Escambia, in Florida, una donna è morta dopo che un albero è caduto sulla sua abitazione. Un uomo ha invece perso la vita a causa delle esalazioni di monossido di carbonio provenienti da un generatore in funzione all’interno del garage. In Alabama, a Birmingham, un’altra persona è rimasta uccisa dal crollo di un albero su una casa. Una seconda vittima è stata registrata nella contea di Barbour, dove un incidente stradale coinvolgente un albero abbattuto dalla tempesta ha avuto conseguenze mortali.
I danni materiali sono ingenti anche lungo la costa della Florida. A Pensacola, i venti hanno scoperchiato un hotel, mentre a Destin una rimessa per imbarcazioni è stata praticamente rasa al suolo. A Panama City Beach, la facciata di un edificio multipiano ha subito gravi danni.
Alle difficoltà legate alle infrastrutture si aggiunge l’emergenza energetica. Nella serata di domenica, circa 226mila utenze risultavano ancora senza elettricità tra la Florida Panhandle e l’Alabama meridionale. Il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha dichiarato di aspettarsi il ripristino della corrente per quasi tutti gli utenti entro la serata di martedì.
California meridionale sotto assedio: onde anomale e mareggiate
Sul versante pacifico, l’ex tempesta tropicale Rachel, ormai trasformata in un ciclone post-tropicale, sta alimentando una violenta mareggiata lungo la costa della California meridionale. Le onde, insolitamente alte, hanno investito spiagge e strutture costiere, provocando evacuazioni e nuovi danni in un territorio già vulnerabile. Particolarmente colpita la penisola di Long Beach, dove le onde hanno danneggiato gravemente una passerella in legno risalente a circa un secolo fa, raggiungendo anche le abitazioni affacciate sull’oceano. In alcune zone, i residenti sono stati costretti a lasciare temporaneamente le proprie case. Per contenere l’avanzata del mare, le autorità locali hanno collocato decine di sacchi di sabbia, ciascuno del peso di circa 1.360 kg, lungo i tratti più esposti della penisola.
A rendere la situazione ancora più delicata è la temperatura anomala delle acque del Pacifico, che secondo il National Weather Service risulta superiore di circa 4-4,5°C rispetto alla media stagionale. Il fenomeno è associato alle condizioni climatiche riconducibili a El Niño. Le acque più calde contribuiscono a innalzare il livello del mare rispetto alle normali previsioni di marea, amplificando gli effetti delle onde generate dal sistema meteorologico e delle raffiche di vento. Una combinazione che aumenta il rischio di erosione costiera e di danni alle infrastrutture.
Maltempo anche nel Sud/Ovest: allagamenti a Las Vegas
Dopo essersi indebolita, Rachel ha continuato il proprio percorso sul Sud/Ovest degli Stati Uniti, raggiungendo l’area di Las Vegas. Qui, nella giornata di domenica, sono caduti circa 2,4 cm di pioggia, una quantità sufficiente a provocare allagamenti e trasformare alcune strade in corsi d’acqua, anche lungo la celebre Las Vegas Strip.
Nel Pacifico infuria l’uragano Simon
A completare il quadro meteorologico particolarmente complesso è l’uragano Simon, che domenica ha raggiunto la 4ª categoria sulla scala Saffir-Simpson mentre interessava la costa pacifica del Messico. Il centro del sistema è rimasto appena al largo, ma i venti più intensi e le precipitazioni hanno investito le comunità situate tra la Sierra Madre e l’oceano, esponendole a condizioni potenzialmente pericolose.


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