Negli Stati Uniti il morbillo continua a diffondersi: nel 2026 i casi confermati sono già più del doppio rispetto all’intero anno precedente. I dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), aggiornati al 22 ottobre, indicano 4.588 contagi, contro i 2.289 segnalati nel 2025. Il 96% dei casi registrati quest’anno è associato a focolai. I nuovi focolai individuati nel 2026 sono 43 e si aggiungono a quelli ancora attivi dal 2025. Dei 4.588 contagi, 4.570 sono stati segnalati in 46 Stati e nel District of Columbia; altri 18 hanno riguardato visitatori internazionali negli Stati Uniti. Nel 2024 erano stati rilevati 16 focolai, ai quali erano riconducibili 198 dei 285 casi complessivi, pari al 69%. Per il 2026, i Cdc riportano tre decessi nelle statistiche ufficiali. La Pennsylvania, uno degli Stati più colpiti, ne segnala cinque su 1.398 casi registrati in 44 contee fino al 26 ottobre; 265 persone sono state ricoverate.
La Paho riesaminerà lo status dei Paesi delle Americhe
L’escalation dei contagi alimenta il timore che gli Stati Uniti possano perdere lo status di Paese libero dal morbillo. Un rischio considerato concreto dagli esperti anche per il Messico. La valutazione è attesa dopo la riunione, in programma dal 10 al 13 novembre, della Commissione regionale di monitoraggio e riverifica per l’eliminazione del morbillo e della rosolia, organismo dell’Organizzazione panamericana della sanità (Paho). La commissione esaminerà la situazione epidemiologica nella Regione delle Americhe e rivaluterà lo status dei singoli Paesi. Nel meeting dello scorso anno aveva stabilito che in Canada si era ristabilita la trasmissione endemica del morbillo. Di conseguenza, nel 2025 le Americhe avevano perso lo status di regione libera dalla malattia. Attualmente il Canada è l’unico Paese della regione classificato come endemico, mentre gli altri avevano mantenuto lo status di eliminazione. Già nel 2025 gli Stati Uniti erano stati collocati un gradino sotto l’endemia, con la classificazione di “eliminazione del morbillo mantenuta, ma con serie preoccupazioni”. Il quadro di quest’anno potrebbe aggravare la situazione complessiva della regione.
Negli Usa la copertura vaccinale è scesa al 92,4%
Per mantenere l’eliminazione del morbillo, della rosolia e della sindrome da rosolia congenita, la Paho richiama la necessità di raggiungere una copertura vaccinale elevata e omogenea. “Il mantenimento dell’eliminazione del morbillo, della rosolia e della sindrome da rosolia congenita richiede che i Paesi collaborino per raggiungere un’elevata e omogenea copertura vaccinale pari o superiore al 95%”, ricorda la Paho in una nota, oltre a “mantenere sistemi di sorveglianza efficaci, garantire una solida capacità di laboratorio e assicurare una risposta rapida alle epidemie”. Negli Stati Uniti, secondo i Cdc, la copertura vaccinale contro morbillo, parotite e rosolia tra i bambini della scuola materna è scesa dal 95,2% dell’anno scolastico 2019-2020 al 92,4% nel 2025-2026. Circa 280mila bambini risultano scoperti.
New York amplia il numero di professionisti autorizzati a vaccinare
Nelle scorse settimane la governatrice di New York Kathy Hochul ha dichiarato lo stato di emergenza per l’epidemia di morbillo. “Nessuno dovrebbe ammalarsi gravemente o morire a causa di una malattia prevenibile con un vaccino”, ha dichiarato, annunciando le misure adottate dallo Stato. Tra gli interventi c’è l’ampliamento del numero di professionisti sanitari autorizzati a somministrare i vaccini contro morbillo, parotite e rosolia. La misura è stata adottata dopo l’aumento dei casi nelle comunità rurali.
Pennsylvania, allarme per le infezioni in gravidanza e nei neonati
La Pennsylvania ha rafforzato a sua volta l’impegno per le vaccinazioni. La contea di Lancaster è uno degli epicentri dell’epidemia e registra il bilancio più alto dello Stato, con 487 casi. L’area ospita una numerosa comunità Amish, un gruppo cristiano tradizionalista che evita molti aspetti della società moderna e presenta tassi di copertura vaccinale inferiori rispetto alla popolazione generale. Le autorità sanitarie statali sono particolarmente preoccupate per la protezione dei più piccoli. Nei giorni scorsi il Dipartimento della Salute della Pennsylvania ha diffuso un alert sanitario per mettere in guardia i medici sui rischi per le donne incinte e i neonati. “A causa dell’attuale epidemia di morbillo, si registra un aumento dei casi di questa malattia durante la gravidanza, accompagnato da una crescente preoccupazione per il morbillo congenito, una condizione riscontrata per la prima volta dopo decenni”, si legge nel documento. L’allerta è stata ripresa da diversi media statunitensi, tra cui NBC News. Secondo i dati circolati in Pennsylvania, quest’anno sarebbero stati segnalati 66 casi di donne che hanno contratto il virus durante la gravidanza e almeno sei neonati nati con il morbillo. Tra i decessi registrati nello Stato, almeno due riguardano neonati. Il Center for Infectious Disease Research and Policy (Cidrap) dell’Università del Minnesota precisa che non è noto se si trattasse di infezioni congenite.


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