Una violenta alluvione lampo ha colpito le comunità che vivono lungo il fiume Budhi Gandaki, nel Nepal centro-settentrionale, costringendo numerosi residenti ad abbandonare le proprie abitazioni. La piena, che ha investito un territorio montuoso e particolarmente vulnerabile agli eventi idrogeologici, ha trascinato via case e strutture, danneggiando gravemente i collegamenti e le infrastrutture della zona. Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità nepalesi, almeno 5 persone risultano disperse. Il bilancio resta provvisorio, anche perché non è ancora chiaro quanti villaggi siano stati coinvolti dall’ondata di piena.
La frana all’origine dell’alluvione
All’origine dell’emergenza ci sarebbe una frana nei pressi del villaggio di Chumchure, che avrebbe temporaneamente ostruito il corso del fiume, formando uno sbarramento naturale. Il successivo cedimento dell’ammasso di terra e detriti ha liberato improvvisamente una grande quantità d’acqua, innescando un’onda di piena capace di travolgere quanto incontrato lungo il percorso. Si tratta di una dinamica particolarmente pericolosa nei territori montani, dove le frane possono bloccare temporaneamente i corsi d’acqua e creare bacini instabili. Quando questi sbarramenti cedono, l’acqua può riversarsi a valle in tempi molto brevi, lasciando alle popolazioni locali margini di reazione estremamente ridotti.
Case spazzate via e infrastrutture danneggiate
L’impatto è stato pesante. Le autorità riferiscono che circa 36 abitazioni sono state spazzate via, mentre altre strutture risultano danneggiate. Quattro ponti sono stati distrutti o compromessi dalla furia dell’acqua, con conseguenze significative per la viabilità e per i collegamenti tra le comunità montane. Danni sono stati segnalati anche nel cantiere di una centrale idroelettrica e a diverse torri elettriche e di comunicazione lungo le rive del fiume. L’allarme delle autorità ha interessato anche Arughat, centro abitato lungo il fiume e situato su una strada che collega Kathmandu ad altre aree del Paese. La popolazione è stata invitata a raggiungere luoghi più sicuri e a mantenere alta la vigilanza.
Soccorsi in corso e popolazione in allerta
La National Disaster Risk Reduction and Management Authority ha disposto l’evacuazione degli abitanti delle aree più esposte, invitando anche le altre comunità lungo il fiume a trasferirsi in zone sicure. L’esercito nepalese ha avviato le operazioni di soccorso con elicotteri e squadre di terra. Secondo quanto comunicato dai militari, entro il pomeriggio di domenica ora locale erano state tratte in salvo 49 persone rimaste isolate o in difficoltà a causa dell’alluvione. Le operazioni sono rese più complesse dalla conformazione del territorio e dai danni subiti dalle infrastrutture. La presenza di ponti distrutti e strade interrotte rischia infatti di rallentare il raggiungimento delle località più remote e la distribuzione degli aiuti. Il Budhi Gandaki confluisce nel fiume Trishuli, uno dei corsi d’acqua importanti del sistema fluviale della regione, in un’area che rientra nel più ampio bacino idrografico collegato alla valle di Kathmandu.
Un Paese esposto al rischio idrogeologico
La nuova emergenza si inserisce in un contesto di forte vulnerabilità del Nepal agli eventi estremi. Il territorio, dominato dall’Himalaya e caratterizzato da versanti ripidi, è esposto a frane, colate detritiche e piene improvvise, fenomeni che possono provocare conseguenze particolarmente gravi quando colpiscono insediamenti situati lungo i fiumi. Le precipitazioni intense possono aumentare la saturazione dei terreni e favorire l’instabilità dei versanti, mentre gli accumuli di detriti possono alterare temporaneamente il normale deflusso delle acque. Nel caso del Budhi Gandaki, tuttavia, le informazioni disponibili indicano nella frana e nel successivo cedimento dello sbarramento naturale la causa diretta della piena: non sono forniti dati sufficienti per attribuire l’episodio a specifiche condizioni meteorologiche o a precipitazioni eccezionali.
Il Paese è ancora impegnato a fare i conti con le conseguenze di una devastante alluvione verificatasi ad agosto lungo il confine montuoso tra Nepal e Cina, che ha provocato oltre 1.400 morti e migliaia di dispersi.


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