Alle 07:40 del 30 ottobre 2016, una violenta scossa di terremoto magnitudo 6.5 sconvolse la Valnerina, con epicentro nell’area compresa tra Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera. Il sisma provocò danni ingenti a edifici, abitazioni e monumenti, lasciando profonde ferite nel tessuto urbano e sociale del territorio. Fin dalle prime ore, i Vigili del Fuoco furono impegnati in un articolato dispositivo di soccorso: assistenza alla popolazione, verifiche di stabilità, individuazione delle situazioni di maggiore rischio e messa in sicurezza delle strutture danneggiate. Un lavoro complesso, condotto in condizioni operative particolarmente difficili, con l’obiettivo di tutelare le persone e salvaguardare quanto possibile del patrimonio storico e architettonico.
Tra gli interventi più delicati e significativi figurò quello alla Basilica di San Benedetto, uno dei luoghi simbolo di Norcia. La facciata, rimasta miracolosamente in piedi tra le macerie della chiesa, presentava gravi problemi di stabilità e il rischio concreto di ribaltamento. Preservarla significava proteggere non soltanto una struttura architettonica, ma un elemento fondamentale dell’identità storica e culturale della comunità.
Per scongiurarne il crollo, le squadre del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, con il contributo degli specialisti SAF (Speleo Alpino Fluviale) e il coordinamento del Nucleo Interventi Speciali, realizzarono un articolato sistema di contrasto al ribaltamento, sulla base del progetto elaborato dal professor Claudio Modena dell’Università di Padova. Un’opera di notevole complessità ingegneristica, alta circa 18 metri, costruita utilizzando circa 6 chilometri di tubi d’acciaio e 4mila giunti. Un imponente sistema di sostegno, realizzato in poche settimane grazie alla professionalità e alla sinergia delle diverse componenti operative, che consentì di stabilizzare la facciata e creare le condizioni necessarie per le successive attività di recupero e restauro.
Quell’intervento è diventato uno degli esempi più significativi dell’impegno dei Vigili del Fuoco nella salvaguardia dei beni culturali colpiti dal sisma. Un’attività che non si è limitata al soccorso immediato, ma è proseguita con la rimozione delle parti pericolanti, la messa in sicurezza degli edifici, il ripristino delle condizioni di accessibilità degli spazi urbani e la protezione delle testimonianze storiche e artistiche.
A 10 anni da quella drammatica mattina, l’intervento sulla Basilica di San Benedetto restituisce il valore di un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma determinante per il futuro delle comunità colpite. Una testimonianza concreta di competenza, preparazione e capacità di operare in scenari estremamente complessi, dove il soccorso alle persone si intreccia con la responsabilità di preservare la memoria collettiva.


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