Nube di detriti in orbita: vecchio satellite sovietico va in frantumi

Il Meteor 2-7 si è disintegrato a 855 km di quota. Con 44mila frammenti tracciati dall'ESA, il rischio di collisioni disastrose in orbita raggiunge livelli critici

L’orbita terrestre bassa si sta trasformando in un vero e proprio campo minato. Un vecchio satellite meteorologico sovietico, il Meteor 2-7 lanciato nel lontano 1981, si è frammentato in decine di pezzi, aggiungendo ulteriori detriti al già affollato ambiente spaziale. L’evento è stato rilevato dalla società di monitoraggio LeoLabs proprio mentre i resti transitavano sopra l’Australia occidentale, a un’altitudine di 855 km. In questa specifica fascia altimetrica la densità di spazzatura orbitale raggiunge i massimi livelli, aumentando in modo esponenziale il rischio di impatti. La rottura di questo storico dispositivo sovietico, che incredibilmente aveva già subito un parziale sfaldamento nel marzo del 2004, conferma una tendenza drammatica.

Una catena di esplosioni

La disintegrazione del Meteor 2-7 rappresenta l’ultimo di una lunga serie di eventi simili registrati negli ultimi 6 mesi. A settembre del 2026 un satellite spia americano della Guerra Fredda, l’USA 32, ha fatto la stessa fine. Ad agosto è toccato allo stadio di un razzo cinese, mentre nei mesi precedenti sono andati in pezzi un dispositivo della costellazione Starlink e persino un satellite ispettore russo, quest’ultimo distrutto a gennaio 2026 in un’orbita geostazionaria ben più alta. Gli esperti avvertono da anni che il continuo lancio di dispositivi nell’orbita terrestre aumenta enormemente le probabilità di collisioni. Ogni frammentazione genera sciami di proiettili che viaggiano a velocità estreme, in grado di innescare una reazione a catena disastrosa.

I numeri dell’ESA e le manovre di emergenza

I dati ufficiali confermano uno scenario fuori controllo. Nel 2005 l’ESA tracciava circa 16mila frammenti spaziali. Nel 2026 questo numero è balzato a oltre 44mila detriti, un incremento del 180%. Per sopravvivere in questo ambiente ostile, le costellazioni commerciali sono costrette a schivare continuamente ostacoli. I rapporti inviati alla Federal Communications Commission rivelano che ogni singolo satellite Starlink ha dovuto eseguire oltre 40 manovre evasive in un anno, tra il 1° giugno 2025 e il 31 maggio 2026. Nonostante l’allarme, società come SpaceX progettano di lanciare 1 milione di satelliti nello Spazio.

Il pericolo concreto per gli astronauti

Il sovraffollamento dell’orbita minaccia in modo diretto anche la vita degli equipaggi. A febbraio 2026 la stazione spaziale cinese Tiangong ha vissuto momenti di tensione a causa dei detriti: un frammento vagante ha colpito e danneggiato la navicella attraccata alla struttura, rendendola inaffidabile per un eventuale rientro di emergenza sulla Terra. A causa di questo impatto, 3 taikonauti sono rimasti di fatto sprovvisti di una scialuppa di salvataggio per 10 lunghi giorni.