Alcune fotografie del Sole, scattate durante l’eclissi solare totale del 12 agosto e recentemente pubblicate, mostrano l’atmosfera esterna della nostra stella con un livello di dettaglio senza precedenti. Le immagini, diffuse dai ricercatori del progetto “Solar Wind Sherpas” – coordinato dall’Università delle Hawaii – rivelano anche la presenza di rare strutture nel vento solare, note come “anelli di fumo“. Chiamati così per la loro somiglianza con gli anelli di fumo prodotti dai fumatori, questi vortici furono osservati per la prima volta in alcune fotografie di un’eclissi solare risalenti al 2008. Per molto tempo, gli studiosi hanno cercato di comprendere i meccanismi alla base della loro formazione; oggi sappiamo che tali anelli sono il risultato di differenze di temperatura nel plasma coronale e che si propagano lungo le linee del campo magnetico solare, spingendosi in profondità nello spazio interplanetario.
“Quest’anno siamo riusciti a catturare questi anelli di fumo in modo davvero nitido“, ha dichiarato in un comunicato Miloslav Druckmüller, docente di matematica presso l’Università di Tecnologia di Brno, nella Repubblica Ceca, che coordina le attività di elaborazione delle immagini per il team “Solar Wind Sherpas”. “Si tratta di vortici meravigliosamente contorti, presenti in gran numero all’interno della corona solare”.
Un gigantesco buco coronale
Le immagini, riprese dal Monte Pico Trigaza in Spagna, rivelano anche un gigantesco buco coronale – un’apertura nelle linee del campo magnetico solare – attraverso il quale il vento solare può fuoriuscire più facilmente a velocità elevatissime, fino a 800 chilometri al secondo. I buchi coronali sono regioni più fredde dell’atmosfera solare che appaiono più scure nelle immagini nell’ultravioletto estremo e nei raggi X, catturate da sonde spaziali. Si formano in zone in cui le linee del campo magnetico solare si estendono verso lo spazio, anziché ripiegarsi verso la superficie, consentendo al vento solare ad alta velocità di disperdersi. Tali strutture possono persistere per settimane o addirittura mesi.

Studiare la corona solare
La fotografia durante un’eclissi solare offre una prospettiva unica sui processi che avvengono nell’atmosfera superiore del Sole, la corona, i quali rimangono celati persino agli osservatori spaziali più all’avanguardia. Le sonde spaziali e i telescopi astronomici a terra si avvalgono di strumenti chiamati coronografi per osservare la corona. Poiché quest’ultima è un milione di volte meno luminosa della superficie solare, i ricercatori devono oscurare il disco solare visibile mediante un apposito dispositivo. Tale elemento, situato all’interno del telescopio, deve coprire un’area più ampia del solo disco solare, al fine di proteggere le immagini dagli effetti della diffrazione. Durante un’eclissi solare totale, la Luna occulta naturalmente il luminoso disco solare, permettendo agli scienziati di ottenere immagini estremamente dettagliate della corona interna, difficili da realizzare con i coronografi convenzionali.


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