Una risoluzione parlamentare per avviare il percorso verso il superamento del cambio tra ora legale e ora solare, con l’obiettivo di arrivare a un orario unico durante tutto l’anno e valutare una sperimentazione che possa vedere l’Italia tra i Paesi protagonisti della riforma europea. È questo il contenuto dell’iniziativa illustrata oggi, giovedì 15 ottobre, nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, organizzata dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e da Consumerismo No Profit, promotori della petizione online “Ora legale per sempre”, che sulla piattaforma Change.org ha già raccolto quasi 360mila firme. Il documento porta la firma dell’onorevole Andrea Barabotti, deputato della Lega, che ha seguito l’indagine parlamentare sull’ora legale permanente presso la X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera. L’iniziativa punta a tradurre in un percorso istituzionale le valutazioni emerse durante l’approfondimento parlamentare, coinvolgendo il Governo e le istituzioni dell’Unione europea nella possibilità di eliminare i due cambi d’orario annuali. La questione riguarda non soltanto l’organizzazione delle giornate e la distribuzione della luce naturale, ma anche i possibili effetti sui consumi elettrici, sull’economia, sulle attività commerciali e turistiche, sulla salute e sulla sicurezza stradale. Elementi analizzati nel corso dell’indagine, dalla quale sono emerse indicazioni favorevoli alla modifica del sistema attuale, insieme ad alcune valutazioni differenti, soprattutto sotto il profilo medico-scientifico.
Ora legale permanente in Italia, cosa prevede la risoluzione presentata alla Camera
Il punto centrale della risoluzione parlamentare riguarda il ruolo che l’Italia potrebbe assumere nel confronto europeo sul futuro del sistema orario. Il documento prende atto della convergenza registrata nel corso dell’indagine conoscitiva sulla possibilità di superare il doppio cambio stagionale e individua una serie di impegni che il Governo dovrebbe assumere nelle sedi istituzionali competenti. In particolare, la risoluzione impegna il Governo a “promuovere nelle competenti sedi dell’Unione europea la ripresa e la conclusione del negoziato sulla proposta COM(2018) 639 relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell’ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE, sostenendo per l’Italia l’adozione dell’ora legale permanente; a trasmettere alla Commissione europea le risultanze dell’indagine conoscitiva e le analisi acquisite, affinché contribuiscano allo studio in corso e alle successive decisioni europee; a sostenere, ove utile ai fini della riforma, una sperimentazione europea dell’ora legale permanente e la partecipazione italiana, previa definizione della necessaria base giuridica europea e prevedendo un monitoraggio degli effetti energetici, sanitari ed economico-sociali”. La proposta si sviluppa quindi su tre direttrici: la ripresa del negoziato europeo per l’abolizione dei cambi stagionali, la trasmissione alla Commissione europea dei risultati dell’indagine parlamentare e la possibilità di partecipare a una sperimentazione dell’ora legale permanente, accompagnata da un monitoraggio delle conseguenze nei diversi settori interessati.
Risparmio energetico con l’ora legale tutto l’anno: le stime di Terna per il 2026
Uno degli aspetti principali emersi dall’indagine riguarda il possibile risparmio di energia elettrica attraverso l’estensione dell’ora legale anche ai mesi autunnali e invernali. Su questo punto, il contributo di Terna ha fornito una quantificazione degli effetti attesi sui consumi nazionali, prendendo come riferimento il 2026. Secondo le stime illustrate, l’attuale regime, che prevede circa sette mesi di ora legale, determinerebbe nel 2026 una riduzione dei consumi di circa 302 GWh. L’estensione dell’ora legale all’intero anno potrebbe aggiungere un risparmio di ulteriori 160 GWh, portando il beneficio energetico complessivo annuo a circa 462 GWh. Un dato che assume particolare rilievo anche sul piano economico. Applicando il costo medio del kilowattora sostenuto dal cliente domestico tipo, sulla base dei dati dell’ARERA, il risparmio complessivo stimato corrisponderebbe a un beneficio economico per il sistema di circa 120 milioni di euro nel 2026.
La valutazione considera dunque sia i risparmi associati al regime attuale sia quelli aggiuntivi che potrebbero derivare dall’adozione dell’ora legale permanente. In questo scenario, la maggiore disponibilità di luce naturale durante le ore pomeridiane e serali rappresenta uno degli elementi alla base delle possibili economie energetiche. Terna ha inoltre affrontato gli aspetti tecnici relativi alla gestione della rete elettrica, precisando che, nello scenario di ora legale permanente, non emergerebbero criticità significative riguardo all’adeguatezza del sistema e al bilanciamento delle rampe di carico. Si tratta di un elemento rilevante nell’analisi della possibile riforma, perché affianca alle stime sui consumi una valutazione delle conseguenze operative per il sistema elettrico nazionale. Alle potenziali economie energetiche si aggiunge un ulteriore aspetto segnalato dal Codacons, relativo alla riduzione degli oneri organizzativi connessi ai cambi d’orario. L’eliminazione del doppio passaggio annuale potrebbe infatti evitare una serie di attività di adeguamento e gestione legate alla modifica stagionale degli orologi.
Commercio e turismo, gli effetti della maggiore disponibilità di luce naturale
Il confronto parlamentare ha coinvolto anche le organizzazioni rappresentative del commercio e della distribuzione, che hanno evidenziato le possibili conseguenze economiche di una maggiore disponibilità di luce naturale nelle ore della giornata caratterizzate da una più elevata propensione al consumo. Secondo le valutazioni presentate, il mantenimento dell’ora legale anche durante l’inverno potrebbe favorire la frequentazione degli spazi urbani e commerciali, incidendo positivamente sulle dinamiche della spesa e sulla vitalità delle attività economiche. La maggiore luminosità pomeridiana e serale viene associata anche a possibili effetti favorevoli sul benessere sociale e sulla percezione della sicurezza negli spazi pubblici. Indicazioni favorevoli sono arrivate anche dalle organizzazioni del turismo e della ristorazione, che hanno richiamato l’attenzione sulle opportunità legate a un’estensione delle ore di luce disponibili nel pomeriggio durante il periodo autunnale e invernale. La possibilità di usufruire più a lungo della luce naturale potrebbe rendere maggiormente fruibili destinazioni turistiche, centri storici e borghi, favorendo le attività all’aperto e la frequentazione dei luoghi di interesse. Tra i comparti potenzialmente interessati figurano la ricettività, la ristorazione, il turismo attivo e quello balneare, per i quali l’ampliamento della finestra di luce utile potrebbe rappresentare un elemento favorevole. Le valutazioni raccolte nel corso dell’indagine mettono quindi in relazione la scelta del regime orario con diversi aspetti dell’economia quotidiana, considerando non soltanto il possibile contenimento dei consumi energetici, ma anche l’organizzazione delle attività e l’utilizzo degli spazi urbani e turistici.
Ora legale permanente e lavoro, le condizioni poste dai sindacati
Nel dibattito sull’adozione di un orario unico è emersa anche la posizione delle organizzazioni sindacali, che hanno richiamato la necessità di salvaguardare le condizioni dei lavoratori in qualsiasi eventuale processo di modifica del regime orario. Il principio evidenziato è che la maggiore disponibilità di luce naturale non debba comportare un peggioramento delle condizioni di lavoro o trasformarsi in un’estensione implicita della giornata lavorativa. Allo stesso modo, un’eventuale riorganizzazione delle attività non dovrebbe determinare una riduzione dei tempi destinati al riposo e al recupero. La posizione sindacale introduce così un elemento di attenzione rispetto alle possibili ricadute organizzative della riforma. I benefici prospettati per alcuni comparti economici dovrebbero essere valutati anche in rapporto alla tutela degli orari di lavoro, affinché l’eventuale estensione della luce disponibile non si traduca automaticamente in un aumento del tempo dedicato alle attività professionali.
Ora legale o ora solare permanente? Le diverse valutazioni della comunità scientifica
Tra gli aspetti più articolati dell’indagine parlamentare figurano quelli relativi alla salute e ai ritmi biologici. Su questo terreno, le valutazioni raccolte non risultano completamente sovrapponibili, soprattutto per quanto riguarda la scelta dell’orario da mantenere durante tutto l’anno. La comunità scientifica specializzata nella medicina del sonno ha indicato nell’ora solare permanente la soluzione maggiormente coerente con i ritmi circadiani, ossia i meccanismi biologici che regolano l’alternanza tra sonno e veglia e numerose altre funzioni dell’organismo. Questa posizione introduce una distinzione importante tra il superamento del doppio cambio stagionale e la scelta definitiva dell’orario da adottare. L’eliminazione dei passaggi tra ora legale e ora solare, infatti, non coincide necessariamente con il mantenimento dell’ora legale durante tutti i dodici mesi. Accanto alla posizione espressa dagli specialisti della medicina del sonno, alcuni contributi provenienti dall’ambito medico-epidemiologico hanno manifestato invece una valutazione favorevole, o comunque non contraria, all’adozione dell’ora legale permanente. L’indagine ha quindi registrato orientamenti differenti sulle possibili conseguenze sanitarie della riforma. Anche per questa ragione, la risoluzione prevede che un’eventuale sperimentazione europea venga accompagnata da un monitoraggio degli effetti sulla salute, oltre che di quelli energetici, economici e sociali.
Sicurezza stradale, lo studio richiamato da SIMA sulla possibile riduzione delle vittime
Un ulteriore elemento approfondito riguarda la sicurezza stradale e, in particolare, i possibili effetti della diversa distribuzione delle ore di luce sugli incidenti che coinvolgono i pedoni. Su questo tema, la Società Italiana di Medicina Ambientale ha richiamato uno studio secondo cui il mantenimento dell’ora legale durante tutto l’anno potrebbe contribuire a una riduzione delle morti dei pedoni fino al 13%, considerando le fasce orarie comprese tra le 5 e le 10 e tra le 16 e le 21. La stima riguarda dunque specifiche fasce della giornata e descrive un beneficio potenziale associato all’adozione dell’ora legale permanente. Il dato si inserisce nel quadro delle analisi considerate durante l’indagine parlamentare, che hanno esaminato anche le possibili implicazioni della maggiore disponibilità di luce naturale sulla mobilità e sulla sicurezza. Il tema si affianca alle valutazioni relative al commercio, al turismo e alla percezione della sicurezza negli spazi urbani, ampliando il confronto sugli effetti che una diversa organizzazione dell’orario potrebbe determinare nella vita quotidiana.
Dall’Italia all’Unione europea, il percorso istituzionale sull’orario unico
La risoluzione presentata alla Camera colloca la questione dell’ora legale permanente all’interno del più ampio percorso europeo relativo all’abolizione dei cambi stagionali. Il riferimento normativo centrale è la proposta COM(2018) 639, riguardante la soppressione del cambio d’ora e l’abrogazione della direttiva 2000/84/CE. L’obiettivo indicato nel documento è favorire la ripresa e la conclusione del negoziato europeo, sostenendo la posizione italiana a favore dell’ora legale permanente e portando nelle sedi comunitarie le risultanze dell’indagine conoscitiva svolta alla Camera. In questo contesto si inserisce la possibilità di una sperimentazione europea con la partecipazione dell’Italia, subordinata alla definizione di una necessaria base giuridica a livello dell’Unione. La proposta considera inoltre il monitoraggio degli effetti come parte integrante del percorso, con particolare riferimento agli aspetti energetici, sanitari ed economico-sociali. L’iniziativa sostenuta da SIMA e Consumerismo No Profit, insieme alle quasi 360mila adesioni raccolte dalla petizione “Ora legale per sempre”, porta così il confronto sul futuro del cambio d’orario dal piano della mobilitazione pubblica a quello delle iniziative parlamentari. Le stime energetiche di Terna, le valutazioni delle organizzazioni economiche, le condizioni poste dai sindacati e i differenti orientamenti scientifici costituiscono gli elementi attorno ai quali si sviluppa la proposta. Al centro rimane la scelta di un possibile orario unico permanente, con l’Italia chiamata, secondo gli obiettivi della risoluzione, a promuovere il confronto europeo e a sostenere un percorso di sperimentazione fondato sull’analisi dei suoi effetti concreti.

